Schumacher: oggi le dimissioni, prosegue la terapia “top secret”

Continua febbrile il via vai di medici e infermieri al primo piano dell’edificio D dell’ospedale parigino Georges Pompidou, dove da lunedì è ricoverato Michael Schumacher per una terapia probabilmente a base di cellule staminali. Le Parisien, che ha dato la notizia dell’arrivo dell’ex pilota nella capitale francese per primo, cita ancora proprie fonti per confermare che Schumi dovrebbe partire stamattina, se il programma sarà rispettato.

Le visite illustri

Inoltre attribuisce frasi “rubate” al personale sanitario che si alterna al suo capezzale: “Sì – avrebbe detto a un collega una dottoressa del reparto di cardiologia uscendo – è nel mio reparto. E ti assicuro che è cosciente”. La novità delle ultime ore – rivelano le fonti del Parisien – è stata la visita dell’amico di sempre, Jean Todt, che è arrivato alle 17:15 al Pompidou e si è trattenuto da Schumacher per 45 minuti. Ha poi lasciato l’istituto da una porta secondaria, senza farsi vedere da nessuno.

Cominciata la terapia “top secret” a base di staminali

È cominciata, secondo i programmi, la terapia “top secret” per Michael Schumacher, il composto di cellule staminali preparato dal professor Philippe Menasché. Davanti all’ospedale Georges Pompidou, dove l’ex pilota di Formula 1 gravemente ferito in un incidente di sci nel 2013 è arrivato nel più stretto riserbo, ci sono alcuni giornalisti ma nessuna ressa.

Come per le due precedenti visite a Parigi, in preparazione del trattamento cominciato ieri, Schumacher è arrivato nel massimo segreto, a bordo di un’ambulanza con targa svizzera, di Ginevra.

Le altre volte, era giunto in elicottero. Anche questa volta, il ricovero in ospedale è stato registrato sotto falso nome. Un servizio d’ordine impenetrabile rende impossibile, all’interno dell’ospedale, anche soltanto avvicinarsi alla porta del reparto rianimazione chirurgica e traumatologica in cui è ricoverato Schumi.

 

Il parere di un esperto italiano

Angelo Vescovi, direttore scientifico dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza, spiega: “Al momento possiamo solo fare ipotesi su cosa stiano facendo a Parigi, anche perchè non esistono dati pubblicati sull’uso di staminali su persone in coma, anche se non possiamo escludere che i ricercatori che seguono il pilota abbiano qualche risultato preliminare, magari sugli animali”.
Tecnicamente, aggiunge l’esperto, non è difficile ‘portare’ delle staminali nel cervello. “È possibile che si cerchi di infondere qualche tipo di cellula nei ventricoli cerebrali, tecnicamente ormai è un intervento quasi di routine, che anche noi utilizziamo nei test sui pazienti con sclerosi multipla, spiega  Vescovi. Lì le cellule riducono l’infiammazione, e rilasciano sostanze nutritive che teoricamente potrebbero dare dei benefici anche per una persona in coma.

Personalmente – conclude l’esperto italiano – non sono contrario a questo tipo di tentativi, purché siano fatti sotto il controllo di un comitato etico, in sicurezza per il paziente e nel rispetto delle leggi, come sicuramente sta avvenendo a Parigi”.

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