San Pietroburgo: alla scoperta di un mondo del tutto diverso alle porte dell’Europa

Mi ha sempre incuriosito la Russia e l’idea di conoscerla sia dal punto di vista culturale, sia da quello urbanistico. Così, circa tre anni fa, ho iniziato a tartassare i miei poveri genitori con questa idea nella speranza ci facessero un pensierino: la mamma ha bocciato la proposta abbastanza in fretta, credo poco stimolata da qualcosa di completamente diverso, ma che di fatto non conosceva e tuttora non conosce (pensare che era esattamente quello che a me intrigava così tanto), mio padre, invece, fortunatamente, la pensava come me.

Dunque, finalmente, dopo mesi e mesi a parlarne, una decina di giorni fa io e mio padre siamo partiti per San Pietroburgo. Inizialmente sembrava tutto molto semplice: prenota il volo, cerca un hotel, informati sui punti d’interesse della città, fai il visto. Ecco, “fai il visto”, avete sentito bene. Beh, dico solo che se avete in programma di andare in Russia informatevi per tempo e prima di prenotare sulle modalità per ottenerlo perché è nettamente più complicato di quello che si potrebbe pensare. Superato questo piccolo ostacolo è andato tutto a meraviglia.

San Pietroburgo è immensa e inizialmente devo dire che mi sono trovata abbastanza spaesata nel trovarmi in un luogo nel quale praticamente nessuno parla inglese ed è tutto scritto in caratteri cirillici (e quindi non latini, come quelli ai quali siamo abituati noi europei). Per il resto la vita costa pochissimo, si può mangiare bene con pochi euro, la benzina costa un quarto e anche i mezzi di trasporto pubblici sono estremamente economici.

Dominano strutture e palazzi imponenti che sono però tenuti bene solo nelle vie principali, passando anche solo alle vie secondarie è evidente l’influenza dell’ex Unione Sovietica: alcuni sono abbandonati, altri scrostati o in decadenza. La cura per i giardini e la pulizia pubblica, invece, è notevole, ma è chiaro che non sono ancora così abituati ad avere turisti, sembrano quasi scocciati tu stia provando a comunicare con loro senza sapere la loro lingua.

Le chiese sono qualcosa di meraviglioso, dalle più imponenti come San Isacco, alle più piccoline, a quelle che ti lasciano a bocca aperta poiché interamente adornate da mosaici interni (Cattedrale del sangue versato). È oltretutto interessante entrarci poiché, essendo di confessione ortodossa, si possono notare diverse differenze con le solite chiese cattoliche.

Infine, sconsiglio di noleggiare bici o auto perché sulle strade, anche centrali, della città hanno un metodo di guidare alquanto cruento. Si sente suonare, sgommare, motori che rimbombano, incidenti, musica a palla, auto che fanno lo slalom in mezzo ad altre auto nel bel mezzo di una rotonda e chi più ne ha più ne metta.

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