Addio a Ornette Coleman, il grande padre del Free jazz (video)

A poche settimane di distanza dalla morte di B. B. King, scompare Ornette Coleman il “grande padre” del Free jazz. Aveva 85 anni.

Tace per sempre il “sassofono libero” di uno dei grandi rivoluzionari del jazz. il leggendario musicista di origine texana si è spento ieri mattina a Manhattan.

Era considerato uno dei più grandi innovatori nella storia della musica e considerato il padre del free jazz, un termine da lui stesso inventato.

Una nostra collaboratrice preziosa, Janna Carioli, ricorda un singolare viaggio con lui tra Bologna, Milano e Harlem.

 

Il suo cuore si è fermato

Il sassofonista è morto per arresto cardiaco.

“Attraverso il suo esempio negli anni ’50 e ’60 ha aiutato il jazz cambiare rotta, ad essere meno legato alle regole di armonia e ritmo e a prendere le distanze con il repertorio delle canzoni americane”, ha scritto il New York Times.

Fu questa una risposta a Charlie Parker, ma Coleman fu anche una “voce” musicale più volubile e teoretica di John Coltrane, l’altro grande “apripista” di quell’epoca.

Divenne celebre come musicista filosofo, con interessi più ampi di quelli della sua musica.

 

L’album che lo rese famoso

“Shape of Jazz to Come” nel 1959 fu l’album che lo rese famoso, una rottura dallo stile bebop che era stato finora dominante. Quell’anno Ornette aveva avuto una “residency” al Five Spot club di New York.

“Alcuni se ne sono andati ancor prima di finire il cocktail, altri sono rimasti ipnotizzati, altro litigavano a scena aperta”, scrisse all’epoca il critico George Hoefer a proposito delle reazioni contrastanti del pubblico.

 

Da Ornette anche un nuovo vocabolario

Coleman ha introdotto nel jazz un nuovo vocabolario: melodia, strumentazione e tecnica furono pilotati da lui in acque inesplorate. Nel 2007 per il suo album Sound Grammar aveva vinto il Pulitzer.

Coleman veniva da Fort Worth e aveva cominciato a suonare il sassofono da studente con una banda R&B. Un vero e proprio viaggiatore del jazz, in senso letterale e metaforico, aveva debuttato a New Orleans, poi, dopo un breve ritorno a casa, si era spostato a Los Angeles: fu lì, secondo il documentario “Jazz” di Ken Burns, che nacque il suo stile particolare che mischiava il country blues con la teoria tecnica del jazz.

 

Something Else!!! registrato a Los Angeles

Il suo primo album, registrato a Los Angeles, fu Something Else!!!, in cui suonava con Don Cherry e Billy Higgins. Molto più tardi, negli anni ’70 and ’80, si divertì a giocare con rock e funk, a un certo punto collaborando con Jerry Garcia dei Grateful Dead. Nel 1979 era stato invitato a suonare a Saturday Night Live.

Non aveva abbandonato il sassofono neppure in vecchiaia e ancora l’anno scorso era stato possibile ascoltarlo.

 

Qui potete ascoltare due dei suoi video

 

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