Assegno di divorzio: una sentenza non cambia il diritto di famiglia

Una sentenza della Cassazione ha scatenato ieri una ridda di “false notizie” (se non vogliamo chiamanrle “fake news”, come si usa oggi) su una presunta rivoluzione nel diritto di famiglia.

Infatti l’assegno di divorzio che fino ad oggi, con 30 anni di indirizzo costante, era collegato nella sua entità al parametro del “tenore di vita matrimoniale”, dovrebbe andare in soffitta e lasciare il posto a un “parametro di spettanza” basato sulla valutazione dell’indipendenza o dell’autosufficienza economica dell’ex coniuge che lo richiede.

Ma non è cpsì. Quanti insistono sulla “rivoluzione” del diritto di famiglia in base a una sentenza della Corte di Cassazione dimenticano che la legge in Italia non funziona come negli Usa.

Da noi una sentenza, pur importante, della Cassazione non fa giurisprudenza se non in senso generale e non dispone nulla di nuovo per tutte le altre coppie interessate al caso. Riguarda soltanto gli ex coniugi arrivata fino in Cassazioni in una controversia sul loro divorzio.

Riguarda un solo caso, non cambia la legge

Nulla di generalizzabile, quindi, se non come “indicazione” di riferimento. Ma non per questo cambia il diritto di famiglia,c he resta esattamente com’era. Le modifiche di cui cui si parla potrebbero, quindi, avvenire solo con una nuova legge, che al momento non è in preparazione.

Quindi non è vero – come scrive anche l’Agenzia Ansa – che “lo spauracchio della condanna al ‘mantenimento a vita’, va in soffitta e – sulla scorta di quanto succede anche nel resto d’Europa – lascia il posto a un nuovo “parametro di spettanza” basato sulla valutazione dell’indipendenza o dell’autosufficienza economica dell’ex coniuge”.

Questo riguarda solo il coniuge che ha portato il loro ricorso fino alla Cassazione.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto