Parte Cannes con un allarme terrorismo, stasera il via col film di Woody Allen

Niente Italia al Festival di Cannes, almeno non in concorso per la Palma d’Oro. Lo si sapeva già da un mese, quando il direttore Thierry Frémaux, interrogato a tal proposito dopo la presentazione di questa sessantanovesima edizione della kermesse, aveva candidamente dichiarato: “Niente di personale contro il cinema italiano”.

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Proviamo a crederlo senza tormentarci con fastidiose congetture. Cannes ha sempre amato il nostro cinema, tanto che l’Italia è la nazione più premiata, dopo gli Stati Uniti, da quando il Festival ha aperto i battenti nell’ormai lontano 1939.

Si comincia stasera, con il film d’apertura “Café Society”, di Woody Allen. Ieri la sede del Festival è stata evacuata per mezz’ora dopo un allarme terrorismo.

Pericle il nero nella sezione “Un certain Regard”

Tra componenti fortuite e stati umorali di selezionatori e giurie, due fattori sempre determinanti nei Festival, ci sono comunque delle belle notizie per i nostri registi. Nella sezione “Un Certain Regard” vedremo “Pericle il nero” di Stefano Mordini con Riccardo Scamarcio.

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La pazza gioia di Virzì, poi Bellocchio e Giovannesi

Mentre nella sezione meno pomposa e forse più balorda del Festival, “Quinzaine des Réalisateurs c’è addirittura una tripletta di titoli nostrani: “La pazza gioia” di Paolo Virzì, “Fai bei sogni di Marco Bellocchio e “Fiore” di Claudio Giovannesi.

 

L’amicizia femminile raccontata da Virzì

Virzì racconta un’amicizia femminile tanto complicata quanto catartica, dove le due amiche sono Micaela Ramazzotti e Valeria Bruni Tedeschi. Giovannesi ci porta nelle mura di un carcere minorile, dove sboccerà un amore platonico tra due giovani detenuti e Bellocchio nei tormenti di un giornalista, Valerio Mastandrea, che ha perso la mamma in tenera età.

 

Nomi familiari in concorso: da Loach a Almodovar

 

Nei film in concorso spuntano invece nomi molto familiari sulla Croisette: Ken Loach con “I, Daniel Blake” torna sui temi a lui cari della middle class. Un uomo di mezza età, Daniel Blake, dopo aver lavorato quasi una vita intera, è costretto a chiedere aiuto allo Stato in seguito ad un attacco cardiaco. Come cambierà la sua vita?

Dolori, misteri e silenzi tra madre e figlia aleggiano sulla trama del film di Pedro Almodóvar, che per il suo “Julieta”, ha adattato due racconti tratti da “In fuga” (Einaudi, 2006, pp.312) della scrittrice canadese Alice Munro, premio Nobel della letteratura 2013.
Sarà curioso vedere come il linguaggio denso e verboso del regista spagnolo possa aver sposato lo scarno minimalismo della scrittrice canadese.

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Altri due registi da tenere d’occhio per la Palma d’oro

Da tenere d’occhio altri due ex vincitori della Palma d’Oro, il rumeno Cristian Mungiu e i temibilissimi fratelli Dardenne, che porteranno sulla Croisette “Bacalaureat” e “La fille inconnue”.

Presente anche l’enfant prodige del cinema canadese, Xavier Dolan, che ritorna a Cannes con “Juste la fin du monde” con Nathalie Baye, Vincent Cassel e la tanto chiacchierata in questi giorni Marion Cotillard. La bellissima attrice francese, presente sulla Croisette anche con un altro titolo, “Mal de pierres” di Nicole Garcia, è al centro dell’infuocato gossip lanciato dal magazine “Star”. Secondo la rivista l’eccessiva magrezza di Angelina Jolie è dovuta alla crisi con Brad Pitt, rimasto folgorato dalla Cotillard sul set di “Allied”, in cui interpretano una coppia d’amanti. Sarà vero? Poco importa, Cannes vive anche di questo. Alla fine l’effimero e il cinema sono sempre stati buoni amici.

Si comincia domani, con il film d’apertura “Café Society”, di Woody Allen.

Film in concorso

Toni Erdmann, di Maren Ade
Julieta, di Pedro Almodovar
American Honey, di Andrea Arnold
La fille inconnue, dei fratelli Dardenne
Personal shopper, di Olivier Assayas
Juste la fin du monde, di Xavier Doland
Ma luote, di Bruno Dumont
Paterson, di Jim Jarmush
Rester Vertical, di Alain Guiraudie
Aquarius, di Kleber Mendoça
Mal de pierres, di Nicole Garcia
I, Daniel Black, di Ken Loach
Ma’ rosa, di Brillante Mendosa
Bacalaureat, di Cristian Mungiu
Loving, di Jeff Nichols
The Last face, di Sean Penn
Agassi – The Handmaiden, di Park Chan Wook
Elle, di Paul Verhoeven
Sieranevada, di Cristi Puiu
The Neon Demon, di Nicolas Windig Refn
The Salesman, di Asghar Farhadi.

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