La dieta rapida 5:2, funziona? Sì, ma non con gli sportivi!

Tra tante diete propinate e buttate nel calderone negli ultimi tempi, il regime alimentare del dottor Michael Mosley ha di certo destato la mia attenzione. Si chiama dieta rapida 5:2 o dieta del digiuno intermittente.

È diventata famosa perchè personaggi del calibro di Angelina Jolie (nella foto) e Ben Affleck l’hanno provata e sponsorizzata al meglio delle loro (enormi) possibilità.

 

Una dieta facile da seguire

La dieta è facile da seguire: per due giorni a settimana si pratica quella che viene chiamata “restrizione calorica”. 500 calorie per le donne, 600 per gli uomini, e non si deve sgarrare.

Gli altri  cinque giorni, si mangia normalmente, come se non si seguisse un regime dimagrante. Come spiega Mimi Spencer, autore del libro “5:2 Fasting Diet” il successo della dieta si ha proprio perchè non sembra di seguirla.
La dieta veloce avrebbe anche la proprietà di abbassare i livelli di IGF-1 che ad alti livelli in età adulta aumentano il rischio di divisioni cellulari, come il cancro.

 

Riassumendo:
Non ci si priva di nulla per 5 giorni la settimana.
I sacrifici sono minimi (dieta 8 giorni al mese).
La possono seguire tutti, dai vegani ai crudisti.

Parrebbe proprio la dieta perfetta…
Se non fosse che come qualsiasi tipo di regime alimentare fortemente ipocalorico (nei due giorni di “digiuno”) ha alcuni limiti, in questa il più grande riguarda chi pratica attività sportiva intensa o agonistica.
E’ impossibile seguire questa dieta se il tipo di allenamento che si svolge è di tipo aerobico o comunque ha una componente aerobica importante (calcio, tennis, basket, nuoto). L’assoluta assenza di carboidrati nei giorni della dieta renderebbe impossibile o quasi un’attività sportiva continuata in quei giorni. Il fisico risentirebbe dell’assenza di energia e l’esecuzione della performance sarebbe tutt’altro che ideale e decisamente lontana dal massimo che si può raggiungere…

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