Pia Covre: “La prostituzione è un servizio sanitario, non un bene di lusso”

Pia Covre, rappresentante dei diritti civili delle prostitute, è intervenuta stamattina ai microfoni di Radio Cusano nella trasmissione “Un Giorno da Ascoltare” con Misa Urbano e Arianna Carmanti.

“In quanto rappresentante dei diritti civili delle prostitute mi sento di dissentire riguardo la proposta del senatore leghista Rufa riguardo la riapertura delle case chiuse – ha affermato Covre -. In Olanda, per esempio, non è mai stato depenalizzato lo sfruttamento: gli sfruttatori vanno tutt’ora in galera. Non è corretto dire che le leggi che la regolamentano tolgano i reati di sfruttamento. In Olanda la condizione delle donne era migliore già da prima che venisse regolamentata rispetto in Italia. l’Europa è pervasa da una serie di tentativi di riportare la situazione verso la legalizzazione, sono già quattro i tentativi che sono stati fatti ed ora ci stanno riprovando.”

Non è un bene di lusso

E la Covre (nella foto in alto) ha continuato:“Ma come si può pensare che un servizio alla persona che a volte è così indispensabile al benessere dell’uomo possa essere tassato come bene di lusso? Dovrebbe essere trattato come servizio sanitario invece, quindi come un servizio per il benessere della salute e perciò dovrebbe essere detassato.

“Assurdo e antiquato riaprire le case chiuse”

Basta pensare che la sessualità sia una cosa di lusso! Non c’è bisogno di imporre controlli coatti ma ci vorrebbe più diffusione dell’importanze della prevenzione sanitaria, di avere accesso gratuitamente ai controlli in modo da poterli fare più facilmente in modo spontaneo. C’è un principio poco libertario e anche poco lungimirante se si pensa che la gente debba essere costretta a fare i controlli e che comunque si debbano riaprire le case chiuse che è una cosa così antiquata! Siamo favorevoli che sia riconosciuta legale la nostra professione e che non ci siano blocchi di limitazioni imposti a chi vorrebbe fare liberamente questo lavoro senza voler eliminare il lavoro di strada, cosa impossibile perché ci sarà sempre una porzione di gente che non rientrerà nella possibilità di entrare in una casa chiusa: rimarrebbero fuori donne anziane, donne senza documenti in regola…

 

Contro la proposta del leghista Rufa

Credo che un modello unico, ovvero quello di casa chiusa non vada affatto bene perché bisogna guardare in faccia la realtà; ci sono tante persone che lavorano sulla strada in brutte condizioni, nelle periferie quindi io proporrei di riqualificare alcune strade che potrebbero essere adatte a lavorare, controllandole e mettendo telecamere di sorveglianza ad esempio. Il comitato per i diritti civili delle prostitute è assolutamente contro la proposta di legge del senatore leghista Gianfranco Rufa. Io, in quanto rappresentante del comitato non ho mai incontrato il senatore per manifestare il nostro dissenso… Ma forse lo ha incontrato qualche mia collega”.

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