Caccia all’uomo nel Ferrarese: Igor è serbo e ha anche un altro nome, Ezechiele Feher

Continua la caccia all’uomo dei reparti speciali, non c’è traccia nelle paludi del Ferrarese di “Igor il Russo-Ezechiele il Serbo”, l’uomo dalle molte identità responsabile degli omicidi di Budrio e Portomaggiore, commessi a una settimana di distanza. Il comandante generale dei carabinieri, Tullio Del Sette, ha chiarito che l’assassino è nato e vissuto in Serbia ed è “ricercato nel suo Paese per rapina con violenza sessuale”.

I numerosi alias

È ampia la rosa di alias al vaglio degli inquirenti. Igor Vaclavic, 41 anni, nato in Russia, come dagli atti del tribunale ferrarese che lo condannò per rapine in passato, certamente non esiste. Ezechiele Norberto Feher, originario di Sobotica, in Serbia, come dal profilo Facebook che lo ritrae in giro per Ferrara come un turista qualsiasi, è probabilmente altrettanto inventato. Ezechiele, si dice, sarebbe il nome con cui è stato chiamato nel carcere a Ferrara, dove è stato detenuto dal 2011 al 2015. Ora dalla Serbia dovrebbe arrivare la vera identità, anche se quello che conta davvero è la sua cattura.

“Armato e pericoloso”

Igor-Ezechiele, oltre che probabilmente ferito, sarebbe armato con due pistole e una quarantina di munizioni. E’ una persona “con una grande capacità di muoversi, un soggetto pericoloso che non si arrende alle prime difficoltà ma stiamo facendo un grande sforzo per prenderlo e lo prenderemo”, ha detto il capo della polizia Franco Gabrielli.

Budrio: il killer del barista uccide una guardia, ne ferisce un’altra e fugge, le notizie del 9 aprile 2017

Igor Vaclavic, 41 anni (nella foto in apertura), ricercato per una serie di rapine commesse nel ferrarese nell’estate 2015, sospettato per l’omicidio del barista Davide Fabbri, ucciso con un colpo di pistola una settimana fa a Budrio, sarebbe stato intercettato ieri sera verso le 19 a un posto di blocco tra Marmorta e Molinella, nel Bolognese al confine con la provincia di Ferrara, ma avrebbe abbandonato l’auto e sarebbe fuggito a piedi per i campi.

Le indagini sono state affidate al Pm di turno, Ciro Alberto Savino (nella foto in basso), che si è recato sul posto nel Mezzano, teatro dell’omicidio della guardia provinciale e del tentato omicidio di un’altra guardia.

Un morto e un ferito, non è un ex militare russo

Ora l’ex militare è ritenuto responsabile anche dell’uccisione di una guardia provinciale nel ferrarese e del ferimento di un’altra.

Igor Vaclavic è braccato ed è in corso nella zona una imponente caccia all’uomo. Starebbero per arrivare anche i reparti speciali. Peraltro secondo le ultime verifiche Vaclavic, che ha molti alias, non sarebbe russo ma proveniente da un paese della ex Jugoslavia e non sarebbe un ex militare.

La vittima è una guardia volontaria, il ferito un agente dlela Polizia provinciale

L’uomo ucciso nel ferrarese era una guardia volontaria, Valerio Verri. Il ferito è invece un appartenente alla Polizia provinciale, Marco Ravaglia.

I due facevano parte di una pattuglia mista composta da un volontario e da una guardia provinciale. Il contatto con l’omicida è stato casuale, durante una perlustrazione.

L’assassino è sceso dal Fiorino e poi avrebbe disarmato Ravaglia e con la pistola rubata avrebbe ucciso Verri e ferito lo stesso Ravaglia. Poi la fuga. La guardia ferita sulla provinciale 79 Mondonuovo a Trava di Portomaggiore, Marco Ravaglia, è stata ferita con tre colpi a schiena e spalle. L’uomo è stato trasportato all’ospedale in ‘codice 3’, quello di maggiore gravità, e sottoposto a intervento chirurgico. Fonti sanitarie confermano che non sarebbe in pericolo di vita.

La guardia volontaria uccisa era sui 60 anni

La vittima, Valerio Verri, a quanto si è appreso aveva una sessantina d’anni. Continua intanto senza sosta la caccia all’uomo, concentrata nella zona dell’Oasi di Marmorta di Molinella, dove probabilmente Igor Vaclavic si era nascosto altre volte e dove forse si trovava anche nei giorni scorsi.

 

Le notizie del 3 aprile: le auto con la foto

Sui cruscotti di tutte le auto delle forze dell’ordine c’è la foto di un sospettato per l’omicidio di Davide Fabbri, il barista di 52 anni ucciso sabato sera a Riccardina di Budrio, nel Bolognese, con un colpo di pistola. Si tratta di un ex militare dell’Est Europa, ricercato dalla procura di Ferrara per alcune rapine commesse con modalità violente nella provincia ferrarese.

Aveva rapinato una guardia giurata

È un’ipotesi che possa essere la stessa persona che ha assassinato il barista con una pistola 9×21 rapinata la sera del 29 marzo a Consandolo (Ferrara) ad una guardia giurata, dopo aver sparato alcuni colpi col fucile che aveva anche sabato, quando è entrato nel bar di Budrio per rapinare il titolare.

Le testimonianze dei cittadini

Ci sono poi testimonianze di cittadini che nei giorni scorsi hanno notato una persona con un fucile a tracolla e un giubbotto militare, che girava in bicicletta nelle zone di pianura al confine tra le province di Bologna e Ferrara. Qualcuno aveva pensato ad un cacciatore, ma ora non si esclude che possa essere il killer.

Ha agito a volto coperto

Il malvivente, ricercato dalle forze dell’ordine, aveva il volto coperto, era vestito con qualcosa di simile ad una tuta mimetica, ed era armato di fucile e pistola. L’assassino potrebbe essere rimasto ferito: alcune tracce di sangue repertate dal Ris potrebbero essere sue e questo fatto sarebbe importante ai fini della sua identificazione.

Tentata rapina con omicidio a Budrio (Bologna), ucciso il barista figlio del titolare, le notizie del 2 aprile 2017

Tentativo di rapina con delitto nella tarda serata di venerdì a Budrio, un grosso comune in provincia di Bologna. Secondo le prime notizie Davide Fabbri, 52 anni, figlio del titolare di un bar tabacchi, è stato ucciso durante un tentativo di rapina nel suo locale, nella popolosa frazione Riccardina.

Un uomo sarebbe entrato nel bar intorno alle 22 con un’arma in pugno e avrebbe preteso denaro, poi avrebbe sparato con un’arma da fuoco contro il barista, che esitava a consegnare l’incasso e cercava di convincerlo a deporre l’arma. Sul posto sono intervenuti i carabinieri per i rilievi.

Il killer, fuggito a piedi, è ancora ricercato dai carabinieri.

La condanna del sindaco che annulla una manifestazione prevista per oggi

Il sindaco di Budrio, Giulio Pierini (nella foto qui sopra), ha condnanato l’episodio su Facebook: “È un fatto di efferatezza e una gravità inaudite per Budrio e per qualsiasi altro territorio”.

Nello stesso post (che vedete sopra), il sindaco, condannando l’episodio ed esprimendo solidarietà ai parenti della vittima, ha annunciato che “la manifestazione prevista per oggi, insieme agli amministratori e sindaci della Città Metropolitana di Bologna, è stata annullata”.

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