Berlinale: “Trainspotting2” non è nostalgia, il film di Danny Boyle non delude

La paura che fosse solo un’operazione nostalgica era lecita. Non di meno era alto il rischio che venti anni dopo i ragazzi di “Trainspotting” potessero suscitare un velo di pietà.

Invece, una volta tanto, il sequel di un film di successo non delude. Difficile che possa diventare un film generazionale come il primo capitolo, ma “ T2 Trainspotting” firmato anche stavolta da Danny Boyle ha una sua forza.

I pezzi cult della colonna sonora

A cominciare da una colonna sonora in cui compaiono alcuni pezzi cult della precedente (tranquilli: risentirete “Lust for Life” e “The Passenger” di Iggy Pop, ed il motivo, solo accennato, di “Underworld” dei Born Slipply”) ai quali si sono aggiunte band di culto della scena alternativa britannica di oggi: Wolf Alice e Young Fathers su tutti.

Che fine ha fatto Mark Ranton?

E Mark Ranton? È riuscito a cambiare vita con le 16.000 sterline che aveva sottratto ai suoi amici? Si è rifugiato, come sperava nell’ultima scena del primo “Trainspotting”, in una famiglia tutta sua e in una casa con la lavatrice? Apparentemente sì, arriva ad Edimburgo per qualche giorno. Ha una bella cera (Ewan McGregor, che lo interpreta, è decisamente più bello oggi che venti anni fa) e fa un giro in città – spinto probabilmente da qualche rimorso – per vedere che fine hanno fatto i suoi amici.

Una ragazza bulgara ricattatrice

Il sognatore Spud (Ewen Bremner) si è appena fatto di qualcosa e con un sacchetto di plastica in testa ha deciso di farla finita. Mark lo salva per un pelo. Sick Boy (Jonny Lee Miller) filma e ricatta uomini che si fanno scopare da una ragazza bulgara (la sua ragazza), per l’occasione munita di pene finto. Quando Mark lo incontra, Sick gli spacca addosso di tutto. Mentre “Franco” Begbie (Robert Carlyle, lui sì che è cambiato) esce di prigione animato dalle stesse velleità con cui era entrato: fare il criminale e vendicarsi dell’amico Mark Ranton.

Mark non si è redento

Ma nemmeno Mark si è redento. Porta solo qualche abito firmato e si è messo a fare footing per sostituire la dipendenza dall’eroina con qualcos’altro. In pochi giorni rientra nel giro, aiuta Sick ad aprire una sauna erotica che dovrebbe fruttare parecchi soldi, gli soffia la ragazza bulgara, Victoria, che con lui non indosserà nessun pene finto e si rituffa senza grandi ripensamenti nel vortice della droga. Ma Franco riuscirà a rovinargli la festa…

Il nuovo incontro solo 2 anni fa

Boyle ha detto in conferenza stampa che da anni aveva cercato di riunire il cast, ma che solo due anni fa si sono incontrati tutti insieme per la prima volta. Con loro c’era anche Irvine Welsh, dal cui romanzo “Porno” è tratto il film (“Porno” è anche nella narrativa il sequel di “Trainspotting”, sempre di Welsh). All’inizio, per scaramanzia e per non mettersi pressione, sulla sceneggiatura non aveva neanche scritto “T2 Trainspotting”.

Non voleva fare paragoni con la prima opera. Ma poi – lo ha ammesso – è stato inevitabile. Sick Boy a un certo punto, quando insieme agli amici omaggia il defunto Tommy, sbotta e dice: “Solo nostalgia”. E allora qualcuno chiede a Boyle di questo stato d’animo: “Da una parte è meglio prendere le distanze, perché è pericolosa. Ma io la vedo anche come una risorsa”.

L’idea del sequel non è malsana

E forse questo voler in qualche modo omaggiare la prima opera, alla quale ci sono evidenti rimandi in questo secondo capitolo, non è stata un’idea malsana. Improvvisi fermo immagini, il surreale che entra a gamba tesa nei momenti topici (si rivede anche il famoso gabinetto dove Mark nuotava, ma questa volta ha più senso), il ritmo sostenuto della scrittura, formano un corpo omogeneo e mai banale.
Nel frattempo sono cambiate anche le camere, un bene secondo il regista: “Perché sono più piccole e comode e attraverso i nuovi obiettivi raggiungi tonalità di colore prima inimmaginabili”.

Un prezzo da pagare alto

Quello che non è cambiato è il modo di vivere di Mark e compagni. Che non prendono mai in considerazione, nemmeno per un momento, di abbracciare una vita ordinaria. Anche se il prezzo da pagare è alto. Sono cambiati: ma a modo loro. Nella misura in cui la gente dice sempre di aver fatto tanti cambiamenti, per poi scoprire che non sono mai quelli che pensano.

Qui il trailer in italiano.

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