Acido folico in gravidanza: se eccessivo provoca obesità e diabete

Diabete e obesità. Sono questi i problemi di cui potrebbero risentire i bambini se alle loro madri, in gravidanza, sono state somministrate dosi eccessive di acido folico. Lo si legge in uno studio dalla Catholic University of Portugal pubblicato su due riviste scientifiche, il Journal of endocrinology e Science Daily, secondo il quale, superando gli 0,4 milligrammi raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità, i danni possono essere superiori ai benefici.

Viene usato per prevenire la spina bifida

Benefici che comprendono, se assunto prima della gravidanza o nelle 10 settimane all’inizio della gestazione, la prevenzione di malattie del tubo neurale, da cui si sviluppa il sistema nervoso centrale. Tra queste patologie, la spina bifida, malformazione che si ripercuote sul midollo spinale. Per donne che hanno precedenti familiari del genere, i ginecologi possono consigliare fino a 4 milligrammi di acido folico. Ma sappiano che se si va oltre – alla luce delle risultanze dello studio portoghese – si può inciampare in altre incognite.

La sperimentazione su animali da laboratorio

Lo attesta la sperimentazione condotta somministrando una quantità di 20 volte superiore a quella consigliata a topi da lavoratorio. Il risultato viene descritto negli articoli che ne rendono conto: “Questi animali hanno partorito cuccioli sovrappeso e resistenti all’insulina in età adulta”. Questo perché sono risultati carenti, tra l’altro, di un ormone, la adiponectina, mentre nessun problema è stato registrato per i topi che hanno ricevuto dosi consigliate di acido folico.

La ricercatrice: “Attenzione alla dieta e agli integratori”

Dunque basta rispettare le quantità? Sì, affermano dalla Catholic University of Portugal, ma con un’attenzione particolare a un aspetto, spiega la coordinatrice della ricerca, Elisa Keating: “Considerando la crescente quantità di acido folico assunta in gravidanza attraverso cibi ad hoc, complessi multivitaminici e integratori alimentari, occorre ridefinire con urgenza la dose corretta di questa sostanza”.

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