Piatti a base di carne: sì di Strasburgo all’origine in etichetta

Sì a indicare in etichetta l’origine delle carni usate per piatti pronti e surgelati. Lo ha stabilito l’Europarlamento votando a favore del provvedimento con 460 voti a favore, 204 contrari e 33 astenuti. Ora la parola passa alla Commissione europea che deve estendere, dopo lo scandalo del 2013 sulla carne di cavallo trovata nelle lasagne, l’obbligo anche a chi usa la carne come ingrediente e non come piatto unico.

Già in vigore l’obbligo sui piatti di carne

Occorrerà infatti stabilire se l’imposizione già esistente per la carne di manzo, fresca o surgelata che sia, e quella che da aprile scatterà per pollo, maiale, pecora e capra, varrà anche per le ricette più complesse di un semplice secondo. Ma quanto costerà alle aziende la variazione delle etichette? È sulla risposta a questo interrogativo che si gioca la partita europea tra produttori e Commissione. In base a un’indagine di “Que choisir”, associazione di consumatori francese, il costo sarà irrilevante o quasi.

Il nodo dei costi per produttori e consumatori

Di diversa opinione è la Commissione europea stessa, che stima un incremento che va dal 15-20% fino al 50 con ovvie conseguenze per le tasche degli acquirenti. A questo proposito ha detto Giovanni La Via (Ncd/Ppe), presidente della Commissione parlamentare sull’ambiente e promotore dell’iniziativa: “Vorremmo un’indagine approfondita senza che questo comporti un ritardo nella proposta legislativa”.

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