Bambini soldato: oggi è la Giornata internazionale dell’Onu

La notizia giunge in occasione della Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato, circa 250 mila in tutto il mondo: secondo il rapporto dell’Onu presentato a Ginevra, le violenze dell’Isis raggiungono anche i più piccoli, vittime di omicidi, torture, violenza, sfruttamento sessuali e impiego bellico, trasformati in kamikaze, produttori di bombe, informatori, scudi umani e come soldati.

Il progetto in Sierra Leone targato Dokita e Anvcg

Se ciò accade soprattutto in Iraq e nelle aree sotto il controllo del califfato di Al Baghdadi, in altre zone si sta cercando di intervenire. Accade in Sierra Leone dove la onlus Dokita, insieme all’Associazione nazionale vittime civili di guerra (Anvcg), hanno sottoscritto nel 2014 un protocollo d’intesa per il recupero degli ex bambini soldato che parte anche dall’esperienza in Congo, dove circa 6 mila sono i bambini sfruttati.

Obiettivo: puntare sul recupero psico-fisico

Il progetto, i cui risultati saranno presentato a Roma proprio il 12 febbraio, ha puntato su tre 3 obiettivi specifici: “Rafforzare i servizi di riabilitazione fisioterapica e di distribuzione di protesi in favore degli invalidi di guerra, offrire servizi di counselling e supporto psicologico alle giovani vittime della guerra civile e realizzare attività di formazione professionale e avviamento al lavoro, anche attraverso erogazione di microcrediti”.

L’Onu: “Più protezione per le famiglie in Iraq”

Un primo passo da estendere anche altrove, in futuro, forse arrivando anche all’Iraq, dove, denuncia l’Onu, occorre “prendere tutte le necessarie iniziative per assicurare la sicurezza e la protezione dei bambini e delle loro famiglie” a fronte di una realtà terribile. Il rapporto delle Nazioni unite cita infatti “molti casi di esecuzioni di massa di bambini, così come notizie di decapitazioni, crocifissioni di bambini e sepolture di bambini vivi”.

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