I sondaggi non premiano la Manovra del governo

L’inizio del nuovo anno mette i protagonisti della politica italiana alle prese non solo con le conseguenze delle questioni affrontate – e magari rimaste aperte – nel 2018, ma anche con questioni del tutto nuove emerse al rientro dalle festività.

I sondaggisti – che secondo l’Agenzia Italia – si sono presi un periodo di vacanza nel periodo natalizio, si sono già messia misurare l’opinione pubblica sulle vecchie e sulle nuove questioni. Ma partiamo dalle intenzioni di voto).

La situazione dei partiti nei primi sondaggi dell’anno

La prima Supermedia dell’anno è un po’ anomala, dal momento che per ora solo tre istituti hanno pubblicato le loro prime stime del 2019. Più che una media ragionata, quindi, è utile analizzare le tendenze che emergono da queste tre distinte rilevazioni, nell’attesa di avere – presumibilmente dalla prossima settimana – un “campione” più ampio su cui calcolare la nostra consueta Supermedia.

Le tre rilevazioni in questione sono state realizzate da SWG (per il TG La7), Tecné (per la trasmissione “Quarta Repubblica”) ed EMG (per “Agorà”). Vediamo come questi tre istituti fotografano la situazione delle intenzioni di voto.

La Lega ancora primo partito

La Lega è il primo partito, con un consenso tra il 31 e il 32 per cento. In seconda posizione il Movimento 5 Stelle, staccato mediamente di circa 6 punti: il consenso dei pentastellati si situa tra il 24,9% di Tecnè e il 26,3% di SWG. Anche il Partito Democratico ha una forbice di oscillazione piuttosto ampia: se SWG stima i democratici al 17,3 per cento, per EMG sono addirittura di poco sopra il 19. Forza Italia è all’8,3% per SWG ed EMG, ma sopra il 10% per Tecnè. Infine, Fratelli d’Italia si situa – su questo le stime concordano – intorno al 4%, cifra che peraltro costituisce la soglia di sbarramento in vigore per le elezioni europee, previste per fine maggio.

Cosa è cambiato rispetto a prima di Natale? La “classifica” odierna dei partiti racconta solo una parte della storia. Più interessante è capire quale sia stata la tendenza delle ultime settimane. E su questo, nonostante delle differenze più o meno marcate nelle cifre finali (dovute alla differente metodologia adottata) i tre istituti concordano: Lega e M5S hanno perso terreno, il PD è leggermente cresciuto, FI e FDI sono sostanzialmente stabili.

La Lega perde un punto in 3 settimane

In particolare, il partito di Matteo Salvini ha sì conservato il primato, ma lo ha fatto perdendo fino a un punto in tre settimane. Il movimento guidato da Luigi Di Maio ha perso invece pochi decimali secondo SWG e Tecnè, ma quasi due punti (-1,8%) per EMG. Quest’ultimo è l’istituto che rileva la variazione più netta (ma stavolta in positivo) anche per il PD, che avrebbe guadagnato più di un punto, mentre per gli altri due istituti il guadagno dei democratici sarebbe più contenuto (intorno al mezzo punto o poco più). Qualunque cosa abbia influito sugli orientamenti di voto degli italiani nelle ultime settimane, quindi, è andata a danneggiare – sia pur lievemente – i partiti di governo e a beneficiare ­– altrettanto lievemente – il principale partito di opposizione.

Giudizi non entusiastici sulla Manovra

E non c’è dubbio che il principale “indiziato”, ossia l’argomento principale delle ultime settimane del 2018, sia stata l’approvazione della Legge di Bilancio, avvenuta in extremis poco prima di Capodanno per evitare l’esercizio provvisorio, sia pure a costo di un sostanziale azzeramento del dibattito parlamentare sulla più importante legge dello Stato. Ma quali sono le opinioni degli italiani su questa legge? Secondo il sondaggio EMG solo il 24% degli intervistati pensa che la Legge di Bilancio 2019 aiuterà la ripresa economica del nostro Paese, contro un 55% di risposte negative. Degno di nota è il fatto che le opinioni siano contrastanti anche tra gli elettori dei due partiti di governo, dove ottimisti e pessimisti si equivalgono (mentre, poco sorprendentemente, i pessimisti sono nettamente prevalenti tra gli elettori del PD).

Prevale l’insoddisfazione

Sui contenuti della manovra, in effetti, i giudizi non sono certo entusiastici. Come mostrato dal sondaggio Ipsos presentato da Nando Pagnoncelli nel corso della trasmissione “Di Martedì”, sulle due misure “simbolo” di Lega e M5S – reddito di cittadinanza e quota 100 – prevale l’insoddisfazione (rispettivamente, 40% e 38% di soddisfatti contro 56% e 45% di insoddisfatti). In particolare, in previsione di un – possibile, per non dire probabile – aumento della pressione fiscale allo scopo di finanziare queste due misure, gli italiani si spaccano esattamente a metà: il 43% ritiene che ne valga la pena, mentre il 44% pensa il contrario (in tutti questi casi, la somma non fa 100 perché il resto degli intervistati risponde “non so”).

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