Aifa, il nuovo presidente Melazzini: “Ho la Sla, voglio cure eque per tutti”

Vento nuovo all’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, dopo l’allontanamento di Sergio Pecorelli per conflitto di interessi. Il nuovo presidente è infatti Mario Melazzini, un medico di 57 anni a cui 14 anni fa hanno diagnosticato la Sla (sclerosi laterale amiotrofica) che parte con un obiettivo: rendere disponibili a tutti quei farmaci troppo costosi, come quello per l’epatite C.

“Si deve puntare sugli investimenti”

“So che cosa vuole dire essere malati”, dice Melazzini al Corriere della sera. “Spenderò tutto me stesso per l’equità delle cure, una battaglia peraltro già iniziata dall’attuale direttore generale di Aifa Luca Pani”. Già assessore alla ricerca in Lombardia, il medico ha le idee chiare: “Con il costo dei farmaci crescente, siamo davanti a una sfida culturale epocale. Bisogna promuovere anche negli ospedali l’utilizzo dei medicinali generici e biosimilari (quelli che possono mettere in commercio dopo la scadenza del brevetto). In questo modo, con i soldi risparmiati si potranno avere le risorse da investire”.

Nel 2013 lo accusarono di avere la sclerosi

La carriera di Melazzini non è sempre stata semplice. A giugno 2013 era finito in tribunale dopo le accuse del Comitato 16 novembre, che riunisce altri malati di Sla, di speculare sulla malattia. Dicevano che non era malato o almeno non di sclerosi laterale amiotrofica perché era migliorato troppo, diagnosi invece confermata dai magistrati. “Sono abituato a far parlare i fatti”, aggiunge oggi.

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