Varese: il Tribunale dei minori deciderà sui due figli

L’ha uccisa tagliandole la gola nel sonno, mentre nel letto accanto a lei c’era un figlio di 3 anni. In casa c’era anche un’altra figlia di 11 anni, che forse ha assistito terrorizzato alla scena o l’ha “ascoltata”, visto che dormiva nella stanza accanto al luogo del delitto.

La vittima è Marianna Preducaj, un’albanese di 32 anni, uccisa dal marito la notte scorsa in via Ristori a Cedrate di Gallarate (Varese).
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la donna stava riposando quando verso le due e trenta suo marito Gjin l’ha aggredita, tagliandole la gola con un solo colpo di coltello. Che cosa ha fatto scattare il delitto nel cuore dlela notte non si riesce, per ora, a capirlo.

Per i vicini “era una famiglia felice”, mai segnalata alle autorità per nessun motivo, né percosse né debiti.

Decide il Tribunale dei minori

Ora si dovrà decidere a chi affidare i figli. A questo punto sarà il Tribunale dei Minori di Milano a prendere la decisione sull’affidamento dei figli della coppia.
Il Comune di Gallarate ha messo a disposizione i servizi sociali, in caso si rendesse necessario un affido temporaneo.

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Sulla porta di casa c’è il cognome e il nome soltanto del marito, come che vedete nella foto qui sopra: Preducaj Gjin.

Il femminicidio, l’ennesimo, è avvenuto nella notte tra martedì 8 e mercoledì 9 novembre in provincia di Varese, tra i comuni di Cavaria con Premezzo e Gallarate. A far scoprire il delitto è stato lo stesso marito – un albanese di 42 anni – che, dopo, ha chiamato la famiglia e ha detto alla sorella cos’era appena accaduto.

L’uomo ha confessato ai carabinieri

Quindi la donna ha telefonato al 118 avvertendo verso le 4.30 i carabinieri. I militari della compagnia di Gallarate sono arrivati nell’appartamento di via Ristori e hanno trovato la donna con una profonda ferita al collo. L’uomo è stato fermato e interrogato fino all’alba confessando l’omicidio.

Ma poi si è chiuso nel mutismo più assoluto, senza voler spiegare le cause dell’accaduto.

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