Cosmetici bio, il bello e il brutto

Green è meglio. Sono in molti, tra i consumatori, a pensarlo, specie quando si tratta di prodotti da applicare sulla propria pelle. Non è un caso che anche negli “anni horribili” 2013 e 2014, in uno scenario in cui le vendite dei cosmetici hanno subito una flessione generale, erboristerie e negozi bio abbiano registrato un aumento  di vendite del 4% e del 2%.

 

aaa-donnabioAttenti alla chemofobia
“Negli ultimi anni si sta verificando una rivoluzione che pone il concetto di naturale ed ecosostenibile al centro dell’attenzione in tutti i settori. Questo ha fatto nascere, anche nella cosmetica, la necessità di sviluppare formulazioni il più naturali possibile”, spiega Giulia Penazzi, cosmetologa e autrice di “Cosmetici naturali fai-da-te” e “Cosmesi antiage”.
Ma esiste anche il rovescio della medaglia: “Se da un lato rimettere in discussione tutti gli ingredienti cosmetici ha permesso di andare più a fondo nel verificare problematiche di tipo tossicologico, dall’altra parte ha creato nei consumatori una sorta di chemofobia, spesso e volentieri senza fondamenti, che ha fatto sorgere allarmismi ingiustificati”.

 

Buoni e cattivi
La diretta conseguenza è che oggi molti identificano con “cattivo” e “sbagliato” qualunque cosa abbia a che fare con la chimica, e – di contro – classificano come “buono” e “benefico” tutto ciò che è naturale.

 

Come natura lo ha fatto
Ma com’è fatto un cosmetico bio? “È un prodotto concepito con la massima concentrazione di ingredienti vegetali di origine biologica, coltivati senza l’impiego di pesticidi. I suoi ingredienti sono maneggiati il meno possibile dalla mano chimica dell’uomo, sono pertanto minimamente purificati, stabilizzati chimicamente, decolorati o deodorati”, dice l’esperta. “È questa la ragione per cui questi prodotti non si presentano quasi mai come completamente bianchi, è il segno della presenza di ingredienti che possiamo considerare ‘vivi’ e ancora al pieno delle loro funzionalità e poco elaborati in laboratorio.
Gli olii non sono trasparenti ma giallognoli, i burri idem, gli estratti vegetali al pieno dei loro colori, ma va bene così, questo è il biologico”.

 

I difetti
Ma non ci sono solo i pregi. Proprio la mancanza di qualunque elemento chimico fa sì che i cosmetici naturali siano più “fragili” di quelli tradizionali. “Nel tempo possono incorrere a reazioni di degradazione ossidativa degli estratti vegetali, causate dal contatto con l’ossigeno, che ne modificano il colore oppure ossidano la parte oleosa”, dice la Penazzi. Anche quando finiscono nelle mani dei consumatori, deperiscono molto prima dei classici cosmetici assumendo una colorazione scura o odori sgradevoli.

 

“Performance differenti”
“È impossibile”, continua la Penazzi, “pretendere da un cosmetico biologico caratteristiche e performance uguali a quelle di un cosmetico tradizionale. Tuttavia la chimica degli ingredienti sta migliorando di giorno in giorno, e oggi si riescono ad ottenere emulsioni con texture simili a quelle tradizionali. Stanno nascendo esteri sintetici di origine vegetale sempre più leggeri, che integrano nelle formulazioni gli oli vegetali rendendoli meno untuosi. Danno più comfort sulla pelle, senza lasciarla unta”.

 

Per il corpo olio bio, per il viso un antiage di ultima generazione
Quale scegliere, allora? “La scelta del cosmetico dipende dalle esigenze e dalle caratteristiche cutanee, ad esempio per idratare la pelle del corpo va benissimo un olio biologico al 100%, mentre come crema viso antiage opterei per prodotti, anche tradizionali, che contengono principi attivi di ultima generazione”.

 

Alta cosmesi per il trucco
Per il trucco, spiega l’esperta, vanno benissimo anche i prodotti di alta cosmesi. Non bocciate a priori quelli con i siliconi. Gli ombretti, per esempio, per il fatto di formare una barriera sulla palpebra, possono essere di grande utilità: il silicone svolge un’azione antimigrazione sui pigmenti colorati, e riduce fortemente il potenziale allergenico del prodotto.

 

Occhio agli estratti vegetali.
Proprio a proposito di allergie, la Penazzi ricorda che biologico non è sinonimo di dermatologico, e che non è detto che un prodotto naturale non possa provocare allergie e ipersensibilizzazioni. “In caso di pelle sensibile a tendenza allergica, sarebbe opportuno utilizzare prodotti dermatologici senza o a bassissimo contenutodi estratti vegetali”.

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