No Pillon: oggi le donne in piazza a Bologna e in tutta Italia

Alle donne si dice continuamente: “È violento? denuncialo!”. E se hanno già denunciato: “Perché non l’hai fatto prima?”. E se l’hanno fatto subito: “Ma sarà poi vero quello che dici? lui mi sembra proprio una brava persona, sei sicura di volerlo rovinare?”. Oppure: “Perché non ti separi? Perché non ti sei già separata? Perché non sei protettiva verso i tuoi figli e li fai vivere così? Perché non ti sei resa indipendente? Perché non lavori?”.

Basato su teorie a-scientifiche

Ora il decreto che porta il nome del senatore Simone Pillon (nella foto) dice alle donne che non devono proprio farlo: non devono denunciare, non devono e non possono separarsi, non devono proteggere i loro figli, devono rinunciare ai loro diritti di madre e a tutelare quelli dei loro figli, non possono e non devono cercare di essere indipendenti e lasciarsi alle spalle un’esperienza estremamente dolorosa per sé e per i propri figli. E se lottano verranno punite e denunciate di essere “alienanti”, in base alla teoria ascientifica di un’inesistente sindrome di alienazione parentale. In base al disegno di legge, addirittura, se una donna chiede ospitalità nelle case rifugio con i figli/e, il padre potrà usare la forza pubblica per riprenderseli. La violenza deve attendere la Cassazione prima di veder riconosciuto il diritto delle donne a proteggere se stesse e i loro figli/e.

 

La pressione dei “Padri separati”

 

D’altronde è esattamente quello che vogliono i “Padri separati”, di cui l’onorevole Pillon è un esponente di spicco. Lo hanno dimostrato già nel passato a Bologna quando un altro loro esponente (l’ex assessore Giovanni Preziosa) ha cercato di far chiudere la Casa delle donne. Ebbene, non ci è riuscito allora, e non ci riusciranno ora la Lega e Pillon. E per capire quali sono i motivi, eccone una critica puntuale dell’associazione nazionale dei centri antiviolenza Dire.

Manifestazione a Bologna

La Casa delle donne, insieme a tutte le organizzazioni di donne femministe, l’associazione nazionale dei centri antiviolenza Dire, il movimento Non Una di Meno, il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna, e la Rete delle donne contro il disegno di legge Pillon, chiama tutte le donne che hanno a cuore la propria libertà alla mobilitazione in piazza Re Enzo a Bologna il 10 novembre dalle 15 alle 19. Ci saranno un microfono aperto e varie postazioni informative per contestare punto per punto un progetto di fatto di smantellamento del diritto alla separazione e al divorzio, condotto attraverso un’ambigua modifica dell’affido condiviso, e che metterà ulteriormente a rischio di violenza ogni donna con figli che voglia sottrarsene.

L’elenco degli appuntamenti in tutta Italia

L’iniziativa, diffusa in tutte le piazze d’Italia, è stata lanciata dall’associazione nazionale dei centri antiviolenza Dire attraverso una grande petizione condivisa da quasi 100.000 persone. E poi tutte a Roma il 24 novembre per la grande manifestazione indetta anche questa dal movimento internazionale Non Una di Meno e da D.i.Re.

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