Rimini: i figli minorenni parteciparono agli stupri di agosto, espulsi i genitori

Niente rinnovo del permesso di soggiorno per il padre e la madre di due dei fratelli minorenni d’origine marocchina che hanno partecipato agli stupri e alle violenze di gruppo consumati a Rimini lo scorso 26 agosto. Lo ha deciso il tribunale di Ancona e così Mohammed Louennoun, 50 anni, e la moglie Sana, 44, genitori di altri due figli di 4 e 13 anni, dovranno lasciare il territorio nazionale.

L’uomo ai domiciliari

L’uomo è già ai domiciliari fino ad aprile 2018 per oltraggio a pubblico ufficiale, furto, falsa attestazione sull’identità propria, guida in stato di ebbrezza, detenzione e vendita di stupefacenti, porto abusivo di armi, evasione e violazione del divieto di rientrare nel territorio italiano. Giudizi negativi sono stati espressi anche sulla donna. Scrivono i giudici a proposito del padre, è stata riconosciuta “l’assoluta inidoneità genitoriale della figura paterna, dimostrata dal fatto che anziché ergersi ad esempio per i figli, con la sua condotta istiga i minori a non integrarsi nella realtà italiana e a non rispettare le regole di convivenza comuni”.

Dopo gli stupri: “Sono ragazzi”

Di qui il ricorso alla norma per la salvaguardia dell'”interesse pubblico alla sicurezza nazionale”. A sfavore della coppia hanno giocato anche le parole del padre a Matrix dopo le violenze commesse dai figli di 15 e 17 anni. “Mi dispiace per la ragazza polacca e per la trans”, aveva detto, “ma i ragazzi sono ancora giovani, cambieranno vita”.

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