Strage Erasmus, il giudice: “L’autista non ha colpa, inchiesta penale archiviata”

Autista non responsabile. Per questo il giudice istruttore del tribunale di Amposta, vicino a Tarragona, ha archiviato l’inchiesta penale a carico dell’uomo che perse il controllo del bus su cui viaggiavano anche 7 studentesse italiane in Spagna per il progetto Erasmus e che nello schianto persero la vita (13 in totale le vittime). Mettendo la parola fine – per ora, dato che si può ricorrere in appello – all’inchiesta, il magistrato ha detto che l’incidente non fu causato da problemi meccanici né dalla guida imprudente dell’autista rinviando al procedimento civile.

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Il padre di Serena: “Siamo sotto choc”

Indignati i genitori delle studentesse morte. “Siamo stupefatti e nuovamente sotto choc”, ha detto Alessandro Saracino, padre di Serena. “Ci riserviamo di procedere legalmente in tutte le sedi competenti e chiederemo all’Unione Europea di prendere posizione sulla vicenda”. Per Gabriele Maestrini, che ha perduto la figlia Elena, “è una vergogna, una decisione inspiegabile. Sappiamo che di recente era subentrato un altro giudice, ma non ci aspettavamo una cosa del genere”.

“c’è dietro un grosso business inscalfibile”

“Io penso che la questione della sicurezza per i ragazzi che vanno a studiare all’estero debba essere un problema europeo di cui ciascun paese si deve far carico”, ha detto ancora Maestrini. “Ma c’è dietro un grosso business, difficile da scalfire. Eppure c’erano le testimonianze di chi era su quel pullman e si è salvato, c’erano le parole dello stesso guidatore che a caldo ammise di essersi addormentato e c’erano le registrazioni della velocità non costante tenuta dal mezzo, più di così…”

Strage Erasmus, via il 25% dei risarcimenti: “Vittime senza cinture”, le notizie dell’11 luglio 2016

Risarcimenti tagliati del 25% perché le 13 studentesse Erasmus morte nell’incidente in Catalogna dello scorso 20 marzo (sotto i dettagli) non indossavano le cinture di sicurezza. Quella che i genitori definiscono una beffa è fatta di cifre: dai 70.000 euro che all’inizio dovevano essere pagati, si passa a 52.500.

L’autista si era addormentato

“È una proposta che abbiamo rifiutato sdegnati”, dice Alessandro Saracino, papà di Serena, che in Spagna ha perso la vita insieme a Francesca, Valentina, Elena, Elisa, Lucrezia ed Elisa. “Non si tratta di una questione di soldi, saranno devoluti in beneficenza”, spiegano i genitori che sottolineano il fatto che l’autista ha ammesso di essersi addormentato.

Per il presidente del consiglio del ministri, Matteo Renzi, si tratta di “un’assurdita’ insopportabile”.

Erasmus: oggi tornano in Italia le altre 4 ragazze morte a Tarragona, le notizie del 24 marzo 2016

Così sarannotutte tornete a casa. Dopo le tre arrivate ieri, oggi a Pisa sbarcheranno le ultime quattro salme delle vittime italiane dell’incidente di Erasmus in Catalogna: sono le studentesse Elena Maestrini, Elisa Valent, Lucrezia Borghi e Valentina Gallo.

A Genova si terranno invece i funerali di Serena Sarracino e di Elisa Scarascia Mugnozza. Infine al Cto di Torino è atteso l’arrivo di Annalisa Riba, rimasta ferita nello schianto.

Erasmus maledetto. l’inatteso ritorno tra le lacrime

Erasmus maledetto: tre delle ragazze italiane uccise a Tarragona da un incidente da ieri sera sono tornate a casa. Il velivolo dell’aeronautica militare che ha riportato in patria le salme di tre delle sette studentesse italiane morte domenica scorsa in Catalogna nel bus è atterrato a Pisa poco prima delle 23. Trasportava le salme di Francesca Borrello, Elisa Scarascia Mugnozza e Serena Sarracino (nella foto sotto). Oggi proseguiranno rispettivamente per Genova, Torino e Roma.

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All’aeroporto il ministro Giannini

Ad accogliere i corpi delle giovani vittime c’era il ministro dell’Istruzione università e ricerca Stefania Giannini. Poco prima dell’atterraggio all’aeroporto ‘Arturo Dall’Oro’ erano arrivati alcuni familiari delle ragazze che hanno cortesemente chiesto a cronisti e fotografi di stare a distanza. All’aeroporto anche il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi e il prefetto Attilio Visconti. C’era anche un picchetto d’onore della quarantaseiesima brigata aerea dell’Aeronautica militare.

L’autista confessa: “mi sono addromentato”

“Lo siento, me he dormido”, “Mi dispiace mi sono addormentato”: sarebbe questa la spiegazione della tragedia in Catalogna. L’autista lo avrebbe detto ai servizi di emergenza arrivati subito dopo lo schianto. Lo riferisce il quotidiano spagnolo La Razon. L’uomo si è salvato. Ora è indagato per omicidio plurimo “per imprudenza”.

L’uomo ha 63 anni. È stato ricoverato in terapia intensiva per una contusione polmonare e non potrà presentarsi, in questi giorni, davanti al giudice come era previsto. Pare che è vittima di uno choc septico di origine polmonare.

 

La tragedia ha coinvolto anche 7 ragazze  italiane

Tragedia in Catalogna. Sono 7 le vittime italiane per un terribile incidente di un pullman che riportava a casa un gruppo di studenti Erasmus che aveva assistito ad un festival di fuochi d’artificio a Valencia. L’incidente è accaduto lungo una delle principali autostrade nel nord est della regione, che collega la Spagna alla Francia.

A bordo del bus c’erano 57 studenti – tra i 22 e i 29 anni – di Erasmus dell’università di Barcellona di 22 nazionalità diverse. Il bilancio è di 14 ragazze decedute, tra cui 7 italiane. È stato il ministro dell’Iterno catalano Jordi Janè, secondo quanto riferisce El Pais, a fornire le nazionalità di tutte le ragazze morte: due due tedesche, una romena, una uzbeka, una francese e una austriaca.

Si parla anche di 2 ragazze italiane rimaste ferite. Nelle prime ore si è ipotizzata una manovra errata, forse per un colpo di sonno, da parte dell’autista. Ma ancora non ci sono certezze. 

 L’autista del pullman, sopravvissuto, è stato portato al commissariato ed è stato accusato di omicidio plurimo.

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Il numero di contatto della Farnesina

La Farnesina invita le famiglie dei connazionali a contattare l’Unità di Crisi al numero 06.36225.

“Ho il cuore spezzato”, ha twittato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi che sta andando in Spagna per rendere omaggio alle vittime e ai familiari.

Il ministero degli Esteri: fino a 7 vittime

La Farnesina conferma che ci sono fino a sette vittime italiane nell’incidente del bus in Catalogna. Il ministero invita le famiglie dei connazionali a contattare l’Unità di Crisi.

La nazionalità di tutte le tredici ragazze morte nell’incidente potrebbe non essere resa nota oggi, a causa dei tempi lunghi delle procedure di identificazione e di informazione delle famiglie.

Molti ragazzi, infatti, non avevano portato con sé i documenti per la breve gita a Valencia.

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Il nome delle vittime italiane

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Una delle vittime si chiamava Valentina Gallo (nella foto sopra), 22 anni, di Firenze, a Barcellona dallo scorso gennaio. La famiglia della giovane è già in Catalogna. L’altra ragazza è Elena Maestrini (nella foto sotto), 21 anni, di Gavorrano (Grosseto).

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È morta anche Serena Saracino, studentessa torinese di economia. La conferma è arrivata dal padre Alessandro che, nella tarda serata di ieri, è arrivato nella città iberica ed è stato accompagnato in ospedale per il riconoscimento della salma.

Non ce l’ha fatta nemmeno Francesca Bonello, 24 anni, di Genova, che studiava medicina ed era con l’Erasmus da pochi mesi a Barcellona dove frequentata la facoltà catalana.

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All’elenco si aggiunge Elisa Valent, era di Gemona del Friuli, cittadina in provincia di Udine e studiava lettere. Era a Barcellona solo da quindici giorni.

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È morta anche Lucrezia Borghi, studentessa di Greve in Chianti. Sabato scorso Lucrezia e le altre 2 vittime toscane avevano chiesto di prolungare di un mese, fino al prossimo luglio, il programma Erasmus per poter sostenere alcuni esami. La richiesta, inoltrata via e-mail, è stata mostrata ai giornalisti dal rettore Luigi Dei.

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Non ce l’ha fatta nemmeno Elisa Scarascia Mugnozza, nipote del prorettore della Sapienza, Gian Tommaso. La ragazza, 22 anni, studiava medicina e psicologia al Sant’Andrea di Roma e da tempo viveva a Barcellona per motivi di studio.

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Gli italiani feriti sono cinque – Fra i 34 feriti ricoverati negli ospedali di Tortosa, Tarragona e Barcellona ci sono anche cinque italiani, di cui uno è grave.

Chi sono le tre ferite

Due sono studentesse di farmacia e sono piemontesi, Annalisa Riba e Serena Saracino. Mentre la prima ha subito chiamato i genitori dopo l’incidente per rassicurarli la Saracino risulta irrintracciabile. Sul posto si è recato il console generale a Barcellona Stefano Nicoletti, che ha reso visita ai giovani italiani.

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