Multe, pacchi, certificati: le edicole cambiano look

Richiesta di certificati, prenotazione di visite mediche, pagamento delle multe, ritiro di pacchi e raccomandate.

La nuova vita delle edicole parte da qui, dai servizi. Un’innovazione e un cambio di pelle che è anche “lotta per la sopravvivenza”: è così, infatti, che le circa 18.000 rivendite di giornali e riviste sparse nel territorio italiano cercano di resistere a una crisi dell’editoria che in questi anni ha messo in ginocchio anche loro. Come sempre i dati, nella crudezza dei numeri, danno meglio di tante parole l’idea della situazione: in dieci anni si è passati da  5,4 a 2,6 milioni di copie giornaliere vendute e più o meno nello stesso periodo sono state 13mila le edicole costrette a chiudere. E poco è servito, in questi anni, riempire i chioschi di gadget e giocattolini vari alla stregua delle centinaia di negozi “cinesi” sparsi sul territorio.

Dalle multe al ritiro dei pacchi

A sbloccare la situazione e a lanciare una scialuppa di salvataggio agli edicolanti è stata innanzitutto una legge che ha rinnovato la normativa di settore, introducendo alcune fondamentali novità, come la possibilità di tenere aperta l’attività senza limiti di orario e la facoltà di “ampliare l’assortimento dei punti vendita all’intermediazione di altri beni e servizi con lo scopo di accrescere le fonti di ricavo potenziali”.

 

Succursali degli uffici postali: si potranno ritirare raccomandate e pacchi

Grazie all’informatizzazione e alla messa in rete dei punti vendita, le edicole sono diventate così sempre più delle succursali delle tabaccherie o degli uffici postali. In molti chioschi è già possibile pagare le multe, ricaricare i telefonini, inviare fax e, grazie all’accordo stretto con le società private che effettuano i servizi postali in concorrenza a Poste Spa, in edicola si possono ritirare le raccomandate e i pacchi che il postino non ha potuto recapitare all’utente.

L’accordo con l’Anci
Ma non è finita qui. Le edicole italiane si apprestano a fare un ulteriore passo avanti nella via della liberalizzazione e dell’offerta di beni e servizi. Grazie a un accordo sottoscritto qualche giorno fa tra la Federazione degli editori (Fieg) e l’Associazione dei Comuni italiani (Anci) le rivendite dei giornali, in cambio di uno sconto sulle tariffe di occupazione di suolo pubblico, potranno diventare un vero e proprio sportello comunale aggiuntivo sotto casa. Da qui sarà infatti possibile richiedere certificati, prenotare visite mediche, pagare il ticket, acquistare biglietti dei musei. Insomma di tutto e di più, a patto che la parte maggioritaria degli spazi del punto vendita sia comunque destinata all’esposizione e alla vendita della stampa. L’idea è quella di riportare il cittadino nelle edicole nella speranza che una volta dentro acquisti anche altro: giornali, riviste, fumetti o qualsiasi altro prodotto editoriale.

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