Il Conte bis va, 169 Sì del Senato su 307 presenti

Il governo Conte bis è varato. Dopo la fiducia di ieri alla camera, anche oggi al Senato c’è stata una larga maggioranza per il premier, che ha ottenuto 169 Sì a Palazzo Madama, su 307 senatori presenti. Contro hanno votato 133 senatori. Cinque gli astenuti.

Il senatore Richetti, che è tra gli astenuti, ha annunciato che lascia il gruppo dei senatori Pd e ha detto di sentirsi vicino a Carlo Calenda.

Quello dei 5Stelle, Paragone, ha detto invece che rimarrà nel suo gruppo,

Domani Conte vola a Bruxelles per incontri di vertice con i dirigenti dell’Europa.

 

Il via libera della Camera di ieri

Via libera della Camera dei deputati al governo Conte bis. La formazione sostenuta da Movimento5Stelle, Pd e Leu ha ottenuto 343 voti a favore, contro 263 No.

Gli astenuti sono stati soltanto 3.

Oggi sarà il Senato a esprimersi sul nuovo governo. Ma a Palazzo Madama i numeri della maggioranza sono più “suol filo”, anche se il Conte bis dovrebbe passare ugualmente. Dopo gli interventi dei senatori anche in profonda polemica con il nuovo governo (dalle fila leghista si è alzato l’epiteto di “traditore”), Conte replicherà nel primo pomeriggio. Seguiranno le dichiarazioni di voto e il voto di fiducia che dovrebbe concludersi intorno alle 18

Anche oggi pomeriggio su La7. andrò in onda lo Speciale di Enrico Mentana che tanto successo ha avuto in questi giorni di crisi.

 

I commenti dopo la fiducia a Montecitorio

 

“Sono soddisfatto del risultato”: così il premier Giuseppe Conte, lasciando Montecitorio, cha commentato con i cronisti il voto di fiducia dell’Aula.

“Bene la fiducia alla Camera. Massimo sostegno alle parole del presidente Conte. M5S ha idee chiare: lavoro, imprese, ambiente, scuola, famiglia sono priorità. Ma anche taglio parlamentari e revoca concessioni autostradali. È il momento di correre, è il momento del coraggio. Ci siamo!”: twitta il ministro degli Esteri Luigi Di Maio dopo la fiducia alla Camera del governo Conte bis.

“Bene il Presidente Conte e la fiducia alla Camera. Un altro passo in avanti per cambiare l’Italia e renderla più verde, giusta e competitiva”: scrive a sua volta su Twitter il segretario del Pd Nicola Zingaretti dopo il voto di fiducia di ieri.

Si spera che oggi al Senato non ci sia, da parte della nuova opposizione, la gazzarra che si è vista ieri a Montecitorio.

 

Il discorso pronunciato alla Camera

Il premier, Giuseppe Conte, ha presentato stamattina alla Camera il programma del nuovo governo giallo-rosso, poi è andato a cosnegnare il suo intervento al Senato, che voterà la fiducia soltanto domani.

In piazza Montecitorio stazionavano le “truppe” di Matteo Salvini e Giorgia Meloni che contestavano il governo prima ancora che iniziasse a fare il suo mestiere.

L’intervento del premier

Al centro del suo intervento, la legge di bilancio e le politiche migratorie, ambiente, diritti e riforme, in cerca di un rapporto più forte con l’Europa e con più voce in capitolo.

“Sono molte le sfide che ci attendono – ha detto Conteb parlando della manovra – a partire dalla prossima sessione di bilancio, che dovrà indirizzare il Paese verso una solida prospettiva di crescita e di sviluppo sostenibile, pur in un quadro macroeconomico internazionale caratterizzato da profonda incertezza”.

“Siamo consapevoli che questa manovra sarà impegnativa. La sfida più rilevante, per quest’anno, sarà evitare l’aumento automatico dell’Iva e avviare un alleggerimento del cuneo fiscale”. “Scarsa formazione, carente dotazione di conoscenze e di competenze, difficoltà di conciliare vita familiare e vita lavorativa” saranno al centro dell’azione di governo.

Scuole, università, asili nido

“Scuole e università di qualità, asili nido e servizi alle famiglie, specialmente quelle con figli, saranno dunque le prime leve sulle quali agire. Il primo, immediato intervento sarà sugli asili nido. Non possiamo indugiare oltre”.

Il taglio dei parlamentari

Conte ha anche garantito che il taglio dei parlamentari sarà inserito nel primo calendario utile in Aula. E che verrà avviato un sistema di riforma del sistema di voto. “Rivedremo la disciplina in materia di sicurezza – ha detto Conte – alla luce delle osservazioni critiche formulate dal Presidente della Repubblica, il che significa recuperare, nella sostanza, la formulazione originaria del più recente decreto legge, prima che intervenissero le integrazioni che, in sede di conversione, ne hanno compromesso l’equilibrio complessivo”.

Il fenomeno migratorio

“L’epocale fenomeno migratorio – ha detto Conte – va gestito con rigore e responsabilità, perseguendo una politica modulata su più livelli, basata su un approccio non più emergenziale, bensì strutturale, che affronti la questione nel suo complesso, anche attraverso la definizione di un’organica normativa che persegua la lotta al traffico illegale di persone, ma che si dimostri capace di affrontare più efficacemente i temi dell’integrazione, per coloro che hanno diritto a rimanere e dei rimpatri, per coloro che non lo hanno”.

Ironie e proteste in aula delle opposizioni

Durante l’intervento dai banchi della Lega e di FdI si sono alzati cori: ‘Bibbiano, Bibbiano’. Applausi ironici e ‘Buu’ durante diversi passaggi del discorso oltre che il coro: ‘Elezioni, elezioni’ e quello: ‘Poltrone’. Un passaggio dell’intervento di Conte è stato dedicato alla questione concessioni autostradali. “Renderemo più efficiente e razionale – ha detto il premier – il sistema delle concessioni operando una progressiva e inesorabile revisione di tutto il sistema. Quanto al tema di concessioni autostradali avviato a seguito del crollo del ponte Morandi, porteremo a completamento il procedimento senza nessuno sconto per gli interessi privati, avendo quale obiettivo esclusivo la tutela dell’interesse pubblico e la memoria delle 43 vittime, una tragedia che rimarrà una pagina indelebile della nostra storia patria”.

 

La bagarre di Fratelli d’Italia

 

In una giornata caratterizzata dagli sconti, c’è stata bagarre in un’aula semideserta alla Camera, quando il presidente dell’Aula Ettore Rosato ha tolto la parola, dopo averlo ripetutamente avvertito, al capogruppo di Fdi Francesco Lollobrigida per aver largamente superato il tempo del suo intervento.

A Lollobrigida è stato spento il microfono tra le proteste del suo gruppo, unico presente in forze al momento. Quando ha preso la parola Giuseppe Brescia del M5S i deputati di Fdi hanno iniziato a scandire il coro “Onestà onestà” e poi “Vergogna” ed “Elezioni elezioni”.

Poco più tardi Rosato ha espulso dall’aula Giovanni Donzelli (Fdi) per le “intemperanze” durante l’intervento di Giuseppe Brescia del M5S.

È iniziata l’avventura del Conte bis

Inizia l’avventura del Conte bis. Alle 11 alla camera, e in diretta streaming sulla sua pagine, il presidente del Consiglio presenta il discorso che si concluderà col voto di fiducia a Montecitorio (domani a Palazzo Madama).

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha lavorato fino a tardi al discorso programmatico.

 

Tra i dossier più caldi quello della manovra, che – prometterà Conte – sarà all’insegna dell’equità, oltre che della crescita. Il premier indicherà le linee di fondo nel discorso programmatico con il quale chiederà la fiducia al suo nuovo governo.

Parole chiave: sviluppo, investimenti, crescita

Il premier sa bene che quest’anno, con la zavorra di 23 miliardi di aumento dell’Iva da disinnescare, far quadrare i conti non sarà facile. Ma a dare il segno di un cambio di passo rispetto solo a qualche mese fa, sarà proprio il tema dell’equità. E la scelta di archiviare la flat tax leghista per dare la precedenza alle tasse sul lavoro.

 

Il dialogo con l’Ue

In Parlamento preannuncerà un rilancio del dialogo con l’Ue improntato a una “critica costruttiva”, per un’Europa “più solidale, equa, giusta, vicina ai cittadini”. Il che si traduce, sul piano economico, in margini (fin da questa manovra) per misure come lo stop all’aumento dell’Iva, il taglio del cuneo fiscale ai lavoratori, il salario minimo. Sul fronte migranti, uno sforzo maggiore sul ricollocamenti e redistribuzione.

 

In programma una riforma fiscale 

Il premier dovrebbe annunciare, guardando al medio termine (più in là della legge di bilancio di quest’anno), una riforma fiscale all’insegna del “pagare tutti le tasse ma pagarle di meno”.

Nel suo discorso dovrebbe poi soffermarsi sui temi ambientali, non solo in chiave di difesa di natura e territorio, ma anche come occasione di sviluppo. Un capitolo del discorso programmatico dovrebbe essere poi dedicato alle categorie che già durante le consultazioni aveva posto al centro dei suoi interventi: giovani, terremotati e i disabili. A loro verrà data attenzione a partire dalla manovra, così come alla scuola, l’università e la ricerca.

 

Il rapporto tra i partner di governo

Infine, un passaggio importante – e atteso – del discorso dovrebbe essere dedicato ai rapporti tra gli alleati di governo. Il premier vuole dare da subito una nuova impronta di metodo, oltre anche di merito, all’azione di governo. Di qui il porre al centro parole chiave come la leale collaborazione e il rispetto delle istituzioni: a Matteo Salvini rimproverò di non aver tenuto sempre fede a questi impegni, nel discorso in Senato che chiuse la stagione gialloverde. Ora l’intenzione è ripartire su queste basi, con un confronto continuo tra alleati e costruttivo, in modo da archiviare la stagione dei provvedimenti “salvo intese”. Le difficoltà non mancano e i rapporti si testeranno da subito: il Def da approvare entro il 27 settembre e la legge di bilancio da varare entro il 15 ottobre saranno i primi banchi di prova.

 

Lega e Fratelli d’Italia in piazza a Montecitorio

La Lega sarà in piazza contro il nuovo governo insieme a Fratelli d’Italia, mentre in mattinata si riuniranno i gruppi di Forza Italia.

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