Venezia75: i padoni dei cinema italiani contro Netflix dopo la vittoria di “Roma”

Il cinema italiano esce senza premi da Venezia 75. Oltre 20 film nella selezione, di cui tre in gara per il Leone d’oro -Capri Revolution di Martone, Che fare quando il mondo è in fiamme? di Minervini, Suspiria di Guadagnino – e un palmares in bianco.

Il Leone d’oro per il miglior film va a: Roma di Alfonso Cuarón (Messico).

Roma prodotto Netflix: si vedrà a dicembre in tv e nei cinema

“Roma” è prodotto da Netflix, il colosso dello streaming online diventato dal 2014 anche major produttiva di cinema oltre che di serie tv. Il film si vedrà su Netflix a dicembre e, secondo quanto si apprende, avrà lo stesso mese anche uscita in sale cinematografiche selezionate.

Anche il film dei fratelli Coen, The Ballad of Buster Scruggs, che ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura, è prodotto da Netflix.

GLI ALTRI PREMI

Il Gran premio della Giuria va a THE FAVOURITE di Yorgos Lanthimos (Regno Unito, Irlanda, USA).

Il Leone d’argento per la migliore regia a: Jacques Audiard per il film THE SISTERS BROTHERS (Francia, Belgio, Romania, Spagna).

La COPPA VOLPI per la migliore attrice va a Olivia Colman (nella foto qui sopra) nel film THE FAVOURITE di Yorgos Lanthimos (Regno Unito, Irlanda).

La COPPA VOLPI per il miglior attore va a Willem Dafoe (nella foto in basso) nel film AT ETERNITY’S GATE di Julian Schnabel (USA, Francia).

Il PREMIO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA va a Joel & Ethan Coen per il film THE BALLAD OF BUSTER SCRUGGS di Joel & Ethan Coen

Due premi per il film australiano THE NIGHTINGALE di Jennifer Kent (Australia): il PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA e il PREMIO MARCELLO MASTROIANNI a un giovane attore emergente: Baykali Ganambarr (nella foto in basso).

La Giuria presieduta da Susanne Bier e composta da Alessandro Baricco e Clémence Poésy, dopo aver visionato i 30 progetti in concorso, assegna: – il PREMIO MIGLIOR VR STORIA IMMERSIVA a SPHERES di Eliza McNitt (USA, Francia); – il PREMIO MIGLIOR ESPERIENZA VR per contenuto interattivo a BUDDY VR di Chuck Chae (Repubblica di Corea); – il PREMIO MIGLIORE STORIA VR per contenuto lineare a L’LE DES MORTS di Benjamin Nuel (Francia).

La Giuria presieduta da Salvatore Mereu e composta da 25 studenti – indicati dai docenti – dei corsi di cinema delle università italiane, dei DAMS e della veneziana Ca’ Foscari, assegna: – il PREMIO VENEZIA CLASSICI PER IL MIGLIOR DOCUMENTARIO SUL CINEMA a: THE GREAT BUSTER: A CELEBRATION di Peter Bogdanovich (USA) – il PREMIO VENEZIA CLASSICI PER IL MIGLIOR FILM RESTAURATO a: LA NOTTE DI SAN LORENZO di Paolo e Vittorio Taviani (Italia, 1982).

 

Paolo Genovese: “Non voglio rivelare i retroscena sugli italiani”

C’è amarezza per l’assenza dei film italiani dai tanti premi del 75° Festival. Ma c’è l’unico giurato italiano, Paolo Genovese (nella foto qui sopra) che si trincera nel silenzio.

Dice soltanto: “I film italiani erano meravigliosi. C’erano 7 premi, 14 film sono rimasti fuori.
Ovviamente c’è dispiacere per l’assenza dai premi degli italiani, io vorrei che i nostri film vincessero il Leone, la Palma, l’Oscar, tutto. Quest’anno questa giuria ha giudicato migliori altri film”: commenta Paolo Genovese, giurato italiano per il Concorso di Venezia 75.

“Questo non vuol dire – ha aggiunto – che non siano piaciuti i film italiani e che non siano andati a un passo da prendere un premio, ma la decisione è stata di non rivelare assolutamente i retroscena”.

Non vuole dire qual è il film italiano, al quale ha accennato il presidente della giuria, Del Toro, che è andato più vicino ai premi?

“No”, ha risposto Genovese. “Ma posso dire che tutti i film sono stati considerati solo per il loro valore cinematografico. Nessuno penso vorrebbe vincere un premio in quanto regista donna o nel caso degli italiani perché c’è un connazionale in giuria”.

Gli esercenti contrari al Leone a Netflix

A conclusione del 75° Festival, autori ed esercenti italiani “ribadiscono la loro contrarietà alla scelta di aver inserito nel concorso di Venezia alcuni film non destinati alla visione in sala, diversamente da quanto aveva deciso il festival di Cannes”.

“Nel pieno rispetto delle scelte della giuria presieduta da Guillermo del Toro e senza nulla togliere all’alta qualità del film Roma di Alfonso Cuaròn, vincitore del Leone d’oro”, Anac, Fice e Acec definiscono in una nota “iniquo che il marchio della Biennale sia veicolo di marketing della piattaforma Netflix che con risorse ingenti sta mettendo in difficoltà il sistema delle sale cinema italiane ed europee”. Il Leone d’oro “è patrimonio degli spettatori italiani” e “dovrebbe essere alla portata di tutti, nelle sale di prossimità, e non esclusività dei soli abbonati della piattaforma”, sostengono ancora Anac, Fice e Acec che chiedono al Mibac “di varare con la massima sollecitudine norme che regolino anche da noi come avviene in Francia un’equa cronologia delle uscite sui diversi media”.

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