Il Campiello spariglia i giochi e premia L’Arminuta di Donatella Di Pietrantonio

La giuria popolare ribalta il giudizio di quella tecnica e il Campiello premia – a sorpresa – l’Arminuta di Donatella Di Pietrantonio (Einaudi).

Il verdetto popolare dell’edizione numero 55 del premio degli industriali veneti non corrisponde alle scelte dalla Giuria tecnica, presieduta quest’anno da Ottavia Piccolo. Mentre al Gran Teatro La Fenice di Venezia andava in scena lo spettacolo condotto da Enrico Bertolino e da Natasha Stefanenko (sarà trasmesso su Rai 5, il 20 settembre), la giuria popolare (46% donne, 54% maschi, 282 schede) decideva di stravolgere il podio.

 

Una dentista romanziera
Con 133 voti il Supercampiello va, quindi, a L’Arminuta (Einaudi). La Di Pietrantonio, che era in coda alla cinquina, ha scalato il primo posto, stravincendo.

Di professione dentista (“Nei romanzi inserisco sempre un cameo legato alla mia attività”), l’autrice racconta la storia di un’adolescente, riconsegnata come un pacco dalla madre affidataria alla madre naturale. Vittima di un doppio abbandono, vita vissuta due volte in due ambienti che stridono e nulla hanno in comune: linguaggio, educazione, svaghi, cibo. Eppure L’Arminuta (termine dialettale da tradurre con la “ritornata”), seguendo un percorso accidentato, alla fine ritrova se stessa.
Al secondo posto, ecco Stefano Massini (Qualcosa su Lehman, Mondadori, 99 voti), e a seguire Mauro Covacich (La città interiore, La Nave di Teseo, 25), Alessandra Sarchi (La notte ha la mia voce, Einaudi Stile libero, 13), Laura Pugno (La ragazza selvaggia, Marsilio, 12).

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