Folla e amici di una vita ai funerali di Carlo Vanzina (le foto)

Tanto calore stamattina ai funerali di Carlo Vanzina. Già dalle 9,45 una folla si è riunita intorno alla basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri in Piazza della Repubblica, a Roma.

La piazza è stata transennata e sono arrivati – assieme al fratello amatissimo Enrico Vanzina con la moglie – tantissimi attori e registi per rendere omaggio al principe della commedia.

Tra i molti volti noti, Paolo Sorrentino, Carlo Verdone, Pupi e Antonio Avati, Christian De Sica, Massimo Boldi, Gigi Proietti, Rocco Papaleo, Vincenzo Salemme, Nancy Brilli, Ricky Memphis, Ezio Greggio, Ricky Tognazzi e Simona Izzo, Mara Venier, Jerry Calà, Manuela Arcuri, Barbara De Rossi.

Tra i presenti Berlusconi e Aurelio De Laurentiis

E ancora, tra i personaggi presenti, Silvio Berlusconi, Luca Cordero di Montezemolo, Giovanni Malagò, il produttore Aurelio De Laurentiis (che nella foto abbraccia Enrico Vanzina), Roberto D’Agostino, Mariana Madia, Roberto D’Agostino.

 

Le notizie del 9 luglio

La morte di Carlo Vanzina è stata accolta da un grande cordoglio nel mondo dello spettacolo e tra la gente comune, che ha raccontato nei suoi film di successo nel corso degli anni.

I funerali di Carlo Vanzina saranno celebrati domani, martedì 10 luglio alle 11 a Roma, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in piazza della Repubblica. La famiglia ha deciso di non allestire la camera ardente.

Tra i tanti commenti si segnala quello laconicissimo di Christian De Sica: “Quante risate Ca…”.

 

Carlo Verdone: un cineasta d’altri tempi

Particolarmente impegnato il ricordo di Carlo Verdone (nella foto qui sopra), intervistato dall’Agenzia Ansa: “Gentile, pacato, riflessivo, mai volgare, ma anche un regista d’altri tempi e un artista che avrebbe meritato più rispetto da parte della critica per il suo lavoro. Questo, in estrema sintesi, il ricordo all’ANSA di Carlo Vanzina da parte del regista, attore e soprattutto amico Carlo Verdone.

“È stato un rapporto subito empatico con Carlo Vanzina – spiega Verdone -, mi ricordo che nel 1980 cominciammo a vederci a cena anche con Enrico e le nostre mogli e l’anno dopo decidemmo di passare l’estate insieme. E in agosto andammo al Lido di Venezia, prima del festival, e fu una vacanza splendida, tranquilla e spiritosa. La particolarità di Carlo – continua il regista e attore romano – era che aveva il grande dono della pacatezza, grande distinzione e premura per le persone. Sembrava silenzioso, ma se interrogato sul passato tirava fuori aneddoti molto divertenti. Aveva infatti cominciato molto presto a fare il regista con il padre Steno, Monicelli e tanti altri, e così ne aveva di cose da raccontare. Era sempre molto piacevole parlare con lui. Non era poi una di quelle persone che ti dicono ‘ci vediamo’ e poi non lo fanno. Con Carlo – continua Verdone – ci cercavamo veramente e siamo stati a cena insieme fino a poco prima della malattia”.

E ancora il regista romano: “Con la pacatezza che lo distingueva, Carlo sembrava un cineasta d’altri tempi. La domenica o il sabato mattina avevamo preso l’abitudine di telefonarci e parlavamo magari dei film visti la sera prima e commentavamo poi insieme le cose del mondo. Era diventata una specie di tradizione e inevitabilmente passavamo a ricordare i tempi in cui le cose andavano meglio. Con lui – dice Verdone – mi sentivo un uomo del secolo scorso, anche perché era una persona di quelle di una volta e riusciva sempre a portarti a riflessioni profonde. Quanti consigli ci siamo dati! Andavamo d’accordo perché ci sentivamo figli di gente davvero per bene, di persone del secolo scorso che ora non ci sono più”.

Per quanto riguarda la critica sempre poco disponibile nei confronti delle commedie dei Vanzina, “ogni tanto parlavamo della critica e lui era molto dispiaciuto. Carlo credeva ci fosse bisogno anche di un cinema di evasione e, va detto, lui ha raccontato con grande bravura il mondo dei giovani degli anni Ottanta come il suo ambiente. E lo ha fatto sempre con un grande senso di pulizia, di educazione, senza volgarità. Era sempre delicato con il racconto che stava affrontando – conclude Verdone – e, sicuramente, meritava più rispetto da parte della critica. Nonostante tutto, aveva la forza di andare avanti con grande saggezza”.

 

La notizia della morte l’8 luglio

È morto a Roma il regista Carlo Vanzina. Aveva 67 anni. A dare la notizia sono la moglie Lisa e il fratello Enrico.

“Nella sua amata Roma, dov’era nato, ancora troppo giovane e nel pieno della maturità intellettuale, dopo una lotta lucida e coraggiosa contro la malattia – si legge nella nota della famiglia – ci ha lasciati il grande regista Carlo Vanzina amato da milioni di spettatori ai quali, con i suoi film, ha regalato allegria, umorismo e uno sguardo affettuoso per capire il nostro Paese”.

Il suo esordio alla regia è del 1976 con “Luna di miele in tre”, scritto dal fratello Enrico e interpretato da Renato Pozzetto.

Tra i tanti film diretti da Carlo Vanzina ci sono “Eccezzziunale veramente” (nella foto qui sopra il protagonista Abatantuono con i due fratelli Vanzina) e “Vacanze di Natale”, ancora impressi nella memoria di tanti spettatori.

L’ultimo film che ha diretto è stato “Caccia al tesoro” con Vittorio Salemme e Serena Rossi.

Carlo Vanzina era figlio di Steno, un altro famoso regista della commedia all’italiana.

 

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