Theresa May: “Obbiettivo mancato”, ma forma il nuovo governo

Dopo essere andata dalla Regina per ammettere la sconfitta,Theresa May riconosce anche alla Bbc di non aver raggiunto l’obiettivo nel voto britannico. Puntavo “a una maggioranza più ampia e il risultato non è stato ottenuto”, afferma la premier, dichiarandosi “dispiaciuta” verso “i candidati, i deputati uscenti e i sottosegretari” non rieletti che “non meritavano di perdere il seggio”. May evoca poi un “momento critico per il Paese”, confermando l’impegno a “formare un governo nell’interesse nazionale”: “serve “certezza per i negoziati sulla Brexit che iniziano fra 10 giorni”.

Il grafico qui sotto, pubblicato dal Guardian, uno dei più importanti quotidiani inglesi, riassume con chiarezza la situazione.

I conservatori mantengono la maggioranza relativa con 318 seggi, ma ne perdono 13. I laburisti di Corbyn ne guadagnano 32 e salgono a 262, i Liberaldemocratici avanzano di 3 a raggiungono i 12 seggi in Parlamento, pessimo il risultato dello Scottish National Party (Snp) di Nicola Sturgeon, con 35 seggi (meno 19).

Importanti, in questa situazione di conservatori sneza maggioranza (si raggiunge a 226) i 10 eletti del Dup, che potrebbero sostenere il nuovo governo della May. Si tratta dell’Unione nordirlandese, un partito di destra destinato a dare alla premier molti grattacapi in cambio del suo sostegno.

Ministri riconfermati

La May dovrebbe riconfermare i ministri chiave: quello degli Esteri Boris Johnson, degli interni Amber Rudd, il cancelliere dello Scacchiere Philip Hammond, il ministro della Brexit David Davis e il ministro della Difesa Michael Fallon resteranno al loro posto. La conferma arriva da Downing Street, dopo le anticipazioni della Bbc.

Il colpo mancato della premier inglese: le notizie del 9 giugno

Quando mancano pochi seggi al conteggio finale dei “voti reali”, sembra confermata la sconfitta della leader conservatrice Theresa May, che ha convocato le elezioni per dare un colpo mortale ai laburisti, che in quel momento erano staccati di 20 punti. E invece ha portato i conservatori a una bruciante debacle. La premier torna in Parlamento con meno seggi di quelli che aveva quando ha indetto le elezioni.

Invece – in base agli exit poll – il partito conservatore perderebbe 17 seggi rispetto al Parlamento uscente; i laburisti di Jeremy Corbyn otterrebbero 266 seggi, guadagnandone 34, mentre i libdem di Tim Farron incasserebbero 14 seggi, sei in più rispetto alla composizione dell’ultima consultazione. Pessimo il risultato dello Scottish National Party (Snp) di Nicola Sturgeon che avrebbe 34 deputati, perdendone ben 22.

 

I laburisti per la prima volta avanti

Invece i laburisti, per la prima volta dopo molti anni, andrebbero avanti, guadagnando voti e seggi. “Abbiamo cambiato la politica, in meglio” è stato il commento di Corbyn (nella foto in apertura) a poche ore dalla chiusura dei seggi.

“Voglio ringraziare tutti coloro che hanno votato per il  nostro programma e per la sua radicale visione di una Gran Bretagna più giusta”, ha scritto Corbyn. “Qualunque sia il risultato finale – ha concluso – la nostra campagna positiva ha cambiato la politica in meglio”. Poi, mentre ancora si contavano le schede, il leader del partito Laburista ha sottolineato che le persone hanno votato per la speranza e per il futuro: “Basta austerity. Spazio a un governo che rappresenta tutti”.

Infine, rivolto alla premier Theresa May, l’ha invitata a fare un passo indietro: “Theresa May ha perso sostegno, ha perso seggi e ha perso voti, io credo sia abbastanza perché se ne vada”.

L’esito effettivo con 535 seggi scrutinati su 650

Il grafico in basso mostra i seggi assegnati alle 4,30 della notte scorsa, quando mancavano poco più di 100 seggi alla conclusione dello scrutinio. Per avere la maggioranza assoluta in Parlamento i conservatori devono raggiungere i 326 seggi.

 

 

I primi exit poll di giovedì 8 maggio

Elezioni britanniche: per i primi exit poll la leader conservatrice Theresa May ha perso la maggioranza. L’exit poll diffuso subito dopo le 23 (ora italiana) attribuisce, infatti, alla premier inglese e al suo partito solo 314 seggi al posto dei 332 che aveva quando ha convocato le elezioni. Ai laburisti di Corbyn (nella foto di apertura), invece, andrebbero circa 30 seggi in più di quelli che avevano prima del voto anticipato voluto dalla premier: 266 seggi. Ai lib dem andrebbero 14 seggi mentre al partito nazionalista scozzese soltanto 34 (ne aveva 56). All’Ukip, invece, nessun seggio.

 

Un vero e proprio terremoto politico, che però attende conferma. Nella foto qui sopra la signora May col marito all’uscita dal seggio.

In questo modo, comunque, l’approccio inglese alla Brexit dovrà cambiare completamente. Cresce, invece, l’influenza del leader laburista Corbyn, se i primi exit poll saranno confermati.

 

Le elezioni le ha volute la May

La leader dei conservatori inglesi, Theresa May, quando ha convocato le elezioni per l’8 giugno in Gran Bretagna non avrebbe mai immaginato che i Labour – staccati in quel momento di 20 punto nei sondaggi – sarebbero riusciti a rimontare. Ma l’andamento della campagna elettorale, conclusa ieri sera, e l’attacco dei terroristi a Londra ha messo in primo piano lo scontro sui tagli alla polizia portati avanti da Theresa May (nella foto in apertura), prima come ministro degli Interni e poi come premier.

Si vota dalle 7  alle 22 (i primi exit poll saranno annunciati dalla Bbc subito dopo, alle 23 italiane).

Ridotto l’organico della polizia
La May stata criticata da più parti per il fatto che le forze dell’ordine si sono viste negli anni ridurre l’organico, necessario anche per contrastare la minaccia terroristica. Primi fra tutti gli esponenti del Labour, a partire dal leader Jeremy Corbyn (nella foto qui sopra), ai quali si sono aggiunte le voci di una serie di esperti alla sicurezza: tutti concordi nel criticare la riduzione di 20.000 agenti in nome dell’austerità portata avanti dai governi conservatori per contenere la spesa pubblica.
E l’incognita terrorismo pesa come un macigno alla vigilia delle elezioni britanniche. Le autorità hanno deciso di rafforzare la sicurezza ai seggi nel timore che qualcuno possa colpire ancora, anche giovedì, quando milioni di elettori saranno chiamati a decidere del futuro del Paese.

I risultati arriveranno in nottata

È un momento “critico”, come ha ammesso la premier Theresa May, che da un lato striglia polizia e servizi segreti per le falle denunciate dai media nel prevenire gli attentati; e dall’altro si impegna per riverniciarsi un’immagine da “leader forte” sul fronte Brexit come su quello della sicurezza. In tarda serata si conosceranno exit poll e risultati.

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