Lotito indagato per tentata estorsione, la Digos a casa sua

Perquisizioni a casa di Claudio Lotito, presidente della Lazio e della Salernitana calcio.
Agenti della Digos stanno agendo su disposizione della Procura di Napoli, e, oltre che nell’abitazione del presidente  sono entrati negli uffici nella sede della Figc.
Il provvedimento è scattato nell’ambito dell’inchiesta sulla telefonata intercorsa in febbraio tra Lotito e Pino Iodice, dg dell’Ischia, nella quale il presidente della Lazio e vicepresidente federale si augurava che piccole squadre come il Carpi e il Frosinone non approdassero in serie A per non compromettere l’incasso dei diritti televisivi del campionato.

 

Il reato: “Tentata estorsione”
Nei confronti di Lotito la Procura ipotizza il reato di tentata estorsione. L’inchiesta, coordinata dall’aggiunto Vincenzo Piscitelli, è delegata ad un pool di sostituti: Vincenzo D’Onofrio, Danilo De Simone, Stefano Capuano e Vincenzo Ranieri.

 

La telefonata sotto accusa: “Niente Carpi in serie A”
Nella telefonata “incriminata” tra Lotito e Iodice: “Ho detto ad Abodi: se me porti su il Carpi…se me porti squadre che non valgono un c… noi tra due o tre anni non c’abbiamo più una lira. Se c’abbiamo Frosinone, Latina, chi li compra i diritti?..”.

 

Le denunce di Iodice
Nei giorni successivi alla telefonata, Iodice fu convocato in Procura e sentito per circa due ore come persona informata sui fatti. In quella occasione consegnò l’audio e altri documenti che evidentemente gli inquirenti hanno giudicati importanti. Iodice, inoltre, denunciò le presunte pressioni ricevute da Lotito, che è anche patron della Salernitana, per appoggiare il presidente della Lega Pro Mario Macalli. Perquisiti anche gli uffici di Mario Macalli, presidente della Lega italiana calcio professionistico, e di Carlo Tavecchio, presidente della Federcalcio; i due tuttavia non sono indagati.

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