Bologna torna in A, festa in piazza e caroselli di auto fino a notte fonda

Il Bologna degli americani ce l’ha fatta e, seppur ridotto in dieci, torna in serie A. Grande festa al Dall’Ara, ma il Pescara ha lottato fino alla fine, cogliendo una traversa a pochi minuti dal fischio del 90°.

La partita finisce 1 a 1. In tribuna festaggiano Joe Tacopina, Gianni Morandi, Cremonini, il sindaco di Bologna Virginio Merola, che sembra un ultrà e invece per poco sa come si vince e come si perde. Baci e abbracci. I rossoblu sono riusciti a tornare nalla massima serie.

Grande onore – dall’altra parte – alla squadra di Oddo, che senza mai perdere nelle ultime due partite, non centra l’obbiettivo.

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In serie A, quest’anno, salgono Carpi, Frosinone e Bologna. Feste e caroselli di auto strombazzanti in città fino a notte fonda, dopo un grande appuntamento die tifosi in piazza Maggiore (nella foto). Il ritorno in A era atteso, del resto, da tutta la città.

 

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Bologna in vantaggio al 36°

Bologna in vantaggio per 1-0 al 36° del primo tempo, grazie a un gol di Sansone. In questo momento la squadra di Delio Rossi è in serie A. I tifosi rossoblu festeggiano, ma manca ancora più di un tempo alla fine della partita.

La squadra di Oddo aveva iniziato bene, ma poi il Bologna è riuscito a guadagnare gli spazi. In questo momento i felsinei sarebbeo in serie A, anche perché a loro basta un pareggio.

Il primo tempo finisce 1-0 per il Bologna, grazie a Gianluca Sansone (nella foto sopra) che ha segnato un gol decisivo anche nelle semifinali a Avellino.

 

Le promesse degli “americani”

La società voleva il ritorno nella massima serie al primo tentativo, dopo l’arrivo degli “americani”.

Ma solo dopo una B conclusa al quarto posto e una sofferenza continuata fino a giugno nei playoff contro Avellino e Pescara, Joe Tacopina e Joey Saputo possono dire di essersi misurati con la difficoltà del calcio italiano. Ora i tifosi si aspettano che costruiscano la squadra che hanno promesso alla città. L’avvocato newyorchese e il magnate canadese, con il papà “Lino” da Montelepre in Sicilia, si sono affacciati nella storia rossoblù da pochi mesi soltanto, per la precisione dalla notte tra il 13 e il 14 ottobre dell’anno scorso.

La firma davanti al notaio fu di Tacopina e fu l’atto di liberazione dalle ristrettezze economiche della precedente gestione di Albano Guaraldi, imprenditore edile in carica dal 2011 che nel 2014 non era riuscito ad evitare la retrocessione.

A inizio stagione le premesse (e le promesse) per il nuovo campionato non erano eccellenti, la contestazione contro Guaraldi proseguiva da mesi, e da settimane erano in ballo due opzioni: una possibile ricapitalizzazione da parte del socio di minoranza Massimo Zanetti, leader della Segafredo, oppure la cessione alla cordata messa insieme da Tacopina. Già vicepresidente della Roma, il legale aveva provato a prendersi il Bologna anche nel 2008, senza successo. Alla fine il corteggiamento americano ha prevalso e a stagione iniziata squadra e città hanno iniziato a fare i conti con nuove prospettive e un nuovo stile.

 

Comparsate e piani stellari

Tanto per cominciare si sono moltiplicate le comparsate di Tacopina un po’ ovunque, trovate per rilanciare il brand, voglia di sognare in grande: il tutto sostenuto dai dollari di un uomo, Saputo, che alcune classifiche danno tra i 300 più ricchi del pianeta grazie ad un impero costruito su mozzarelle e latticini.

A puntellare il progetto sono arrivati come club manager l’ex Marco Di Vaio, che in Canada aveva giocato proprio con i Montreal Impact fondati da Saputo, l’ex giallorosso Claudio Fenucci come ad, Pantaleo Corvino a guidare il settore tecnico, mentre la carica di presidente onorario è stata data a Giuseppe Gazzoni, l’uomo della doppia promozione in due stagioni a metà anni ’90.

 

La difficoltà di un campionato molto “terrestre”

I piani stellari hanno dovuto però confrontarsi con un campionato di B fatto di realtà molto terrestri, ma non per questo meno dure da affrontare, come Carpi e Frosinone, “provinciali” ben assemblate e promosse direttamente in A, entrambe vittoriose sui rossoblù al ritorno.

 

L’esonero di Diego Lopez

Proprio dopo la sconfitta coi laziali si è chiuso il rapporto con l’ultimo rimasto dalla gestione precedente, il tecnico Diego Lopez, che però in molti – anche tra i giocatori – ieri sera hanno ringraziato.

Esonerato l’uruguaiano, per le ultime tre giornate e per i playoff la squadra è stata affidata all’esperienza di Delio Rossi, che ha un’opzione anche per il prossimo anno. quando i tifosi si attendono qualche colpo di mercato che possa portare il Bologna là dove il suo pubblico lo vuole a gran voce: “Portaci, portaci in Europa, Tacopina portaci in Europa”, il coro intonato fin dai primi giorni della fase “americana” di un club con un grande passato e un difficile presente.

 

Solo una su due ce la fa: le notizie del 9 giugno

Una su due ce la fa, l’altra resta ancora un anno in serie B. Stiamo parlando di Bologna-Pescara, l’ultima sfida per salire in A, che andrà in scena questa sera in uno stadio Dall’Ara da tutto esaurito e in diretta su SkySport 1 (dalle 20,30).

La città attende il fischio d’inizio con grandi aspettative.

Alla squadra di casa, favorita per la promozione in virtù del miglior piazzamento in campionato, basterà anche un pareggio, dopo lo 0-0 di andata in casa dei biancocelesti.

 

Fiducioso Oddo, l’allenatore del Pescara

Ma l’allenatore del Pescara, Massimo Oddo, è sereno: “Ho visto i ragazzi carichi come lo sono io. Andiamo a Bologna per vincere – ha spiegato alla vigilia – Dovremo cercare di essere più lucidi sotto porta rispetto alla gara di andata, ma sono fiducioso anche alla luce della gara di andata che avremmo strameritato di vincere, dimostrando di non essere inferiori al Bologna”.

 

Delio Rossi: “Ce la giocheremo al meglio”

Non si lascia impressionare il tecnico del Bologna, Delio Rossi, che ha allenato Oddo ai tempi della Lazio: “Non ho letto le parole di Oddo, lui fa l’allenatore del Pescara, io del Bologna. Se lui è convinto di questo sono contento per lui”.  “Sicuramente ce la giocheremo al meglio. Indipendentemente da chi scenderà in campo – ha aggiunto Rossi – sarà una partita difficile, dove dobbiamo essere bravi a fare una partita coraggiosa e non giocare con il braccino corto. E’ una partita secca, giochiamo davanti alla nostra gente ed è giusto avere atteggiamenti e comportamenti giusti. Sono contento che ci sia questa voglia di stare vicini al Bologna”.

 

In città vetrine rosse e blu, striscione del Comune

Bologna, su invito della società, si sta colorando di rosso e di blu: diversi commercianti hanno riempito le vetrine con i colori societari e il Comune ha esposto uno striscione di incitamento su piazza Maggiore.

È stata transennata anche la Fontana del Nettuno, per proteggere il simbolo di Bologna dai festeggiamenti che l’amministrazione si augura al termine della partita, che sarà aperta dall’inno nazionale intonato dai bambini dello Zecchino d’oro. Anche se per gli scaramantici sarebbe meglio evitare questi festeggiamenti anticipati.

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