Uber-Pop, il tribunale di Milano: stop fino al 2 luglio

Ancora una tegola sul servizio alternativo ai taxi! Il tribunale di Milano ha respinto l’istanza di sospensione del blocco della app “Uber-pop” presentata dalla multinazionale americana, dopo il provvedimento di inibitoria del servizio dello scorso 26 maggio per concorrenza sleale nei confronti dei taxi.

La società deve disattivare il servizio entro oggi.

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Lo stop vale fino al 2 luglio

Ma non si tratta di un alt definitivo. Lo stop, infatti, tanto discussio vale fino al 2 luglio quando, il Tribunale di Milano dovrà pronunciarsi ancora una volta sulla vicenda, accogliendo o respingendo il reclamo proposto da Uber e successivamente anche da Altroconsumo, l’associazione di consumatori che conta oltre 370.000 iscritti e che lunedì scorso è intervenuta nel giudizio, schierandosi dalla parte di Uber.

Ma l’Autorità dei Trasporti aveva concesso uno spiraglio *

È un sì condizionato, quello dell’Autorità dei Trasporti a Uber-pop, ma è pur sempre un sì. In una segnalazione inviata a Governo e Parlamento, l’Authority ha chiarito che in Italia c’è posto per i servizi tecnologici per la mobilità, purché ci siano regole chiare.
Un passo avanti, dunque, dopo lo stop del tribunale di Milano , che ha dichiarato fuorilegge in tutta Italia il servizio di noleggio auto con conducente fornito da comuni cittadini attraverso la App.

 

Le due sharing economy
Nel documento l’Autorità propone una serie di modifiche alla norma sui trasporti pubblici non di linea, la 21 del 1992. Non prima, però, di avere fatto una distinzione tra i servizi di trasporto che fanno leva sulla sharing economy “vera e propria”, quella a attraverso cui i cittadini dividono i costi di viaggio condividendo auto o mezzi privati, e servizi come Uber-pop, in cui cittadini usano i mezzi privati per trarne guadagno.

 

Le regole: “Un registro e un’assicurazione per i conducenti”

È in questo secondo caso che il legislatore deve intervenire, ed è a questo proposito che l’ente propone nuove regole: le ore di guida dei conducenti non devono superare le 15 ore, devono stipulare un’assicurazione aggiuntiva e devono essere riconosciuti all’interno di un registro apposito delle Regioni, attraverso la società per cui lavorano (Uber, per esempio).

 

Sparisce l’obbligo di rientrare in garage

Inoltre, l’autorità propone di eliminare l’obbligo per chiunque effettua servizio di noleggio auto con conducente, di rientrare in rimessa dopo ogni servizio, avvicinando la loro attività a quella dei taxi, e di dare alle Regioni, e non più ai Comuni, l’onere di individuare i bacini ottimali sovracomunali di gestione dei servizi di taxi e Ncc.

 

La contropartita per i tassisti: nuovi servizi

Per i taxi, sempre nel caso in cui la proposta venga accolta, potrebbe essere prevista l’applicazione di sconti e la possibilità di costituirsi come impresa e cumulare più licenze. E ancora, l’Authority ritiene si debba estendere l’utilizzo del servizio di taxi per servizi pubblici flessibili destinati a specifiche categorie di utenti o di aggiungerlo alle linee di trasporto pubbliche in condizioni di domanda debole e apre alla possibilità di acquisire servizi da fonti diverse senza vincoli di esclusiva.

 

*Questa notizia è stata pubblicata da Consumatrici.it il 5/6/2015

 

 

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