Sana è stata strangolata dal padre: “L’ho uccisa, mi ha aiutato mio figlio”

Il padre di Sana Cheema, già in arresto da tre settimane, avrebbe confessato di aver ucciso la figlia, morta in Pakistan lo scorso 18 aprile. Lo riferiscono media pachistani. L’uomo, cittadino italiano come la figlia, si sarebbe fatto aiutare da uno dei figli maschi per stringere al collo la ragazza fino a romperle l’osso del collo, come evidenziato dall’autopsia eseguita sul corpo della giovane. La ragazza di 25 anni, cresciuta a Brescia, sarebbe stata uccisa per aver rifiutato un matrimonio combinato.

 

I risultati dell’autopsia: spezzato l’osso del collo

Sana Cheema, la giovane italo-pachistana morta il 24 aprile in Pakistan in una vicenda di sospetto “delitto d’onore”, è stata strangolata secondo i risultati dell’autopsia realizzata dal Laboratorio forense del Punjab.

L’autopsia, rivela il rapporto di cui l’Agenzia Ansa ha ricevuto un estratto, mostra che “l’osso del collo è stato rotto”, indizio che orienta verso un decesso per strangolamento.

La ragazza di 25 anni, di origini pakistane, cresciuta a Brescia, cittadina italiana da settembre è morta in patria.

“Per morte naturale” secondo alcune ricostruzioni che arrivano dal Pakistan.

“Uccisa dal padre e dal fratello perché rifiutava il matrimonio combinato”, la versione invece di altri rappresentanti della comunità pakistana in Italia.

I familiari arrestati in Italia

Il padre della ragazza, Ghulam Mustafa, il fratello Adnan Mustafa e lo zio Mazhar Iqbal sono in arresto già da alcune settimane.

 

Le notizie del 24 aprile

Sono in stato di fermo con l’accusa di omicidio il padre, un fratello e uno zio di Sana Cheema, la ragazza di 25 anni cresciuta a Brescia e morta in patria lo scorso 18 aprile. Lo confermano fonti giornalistiche pakistane e da autorità pakistane in Italia. La ragazza sarebbe stata uccisa per aver rifiutato un matrimonio combinato.

La conferma dell’ambasciata

La notizia del fermo del padre, del fratello e dello zio di Sana è stata confermata dall’ambasciata italiana a Islamabad, secondo quanto si legge sul Corriere della Sera che riferisce anche di un quarto complice portato negli uffici della polizia e interrogato per tutto il giorno assieme ai tre familiari della ragazza.

Coinvolte altre due persone

Come riferito dal Giornale di Brescia, per padre, fratello e zio l’accusa sarebbe omicidio e sepoltura senza autorizzazione e sarebbero coinvolte altre due persone, il medico che ha firmato il certificato di morte e l’autista che ha trasportato il cadavere.

Pakistana di 25 anni sgozzata dai parenti: voleva sposare un italiano, le notizie del 21 aprile 2018

Una ragazza di 25 anni di origini pakistane, Sana Cheema, residente da anni a Brescia, è stata uccisa in patria dal padre e dal fratello perché voleva sposare un italiano.

La giovane è stata sgozzata dai parenti. Lo scrive il Giornale di Brescia. Il delitto è avvenuto nel distretto pakistano di Gujarat, dove la giovane era nata e dove era tornata dalla famiglia un paio di mesi fa.

A Brescia aveva frequentato le scuole è iniziato a lavorare all’interno di un’autoscuola. Già arrestati il padre ed il fratello della ragazza.

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