Martina Levato in sciopero della fame contro l’adottabilità di suo figlio

Martina Levato, condannata per le aggressioni con l’acido assieme al suo amante Alexander Boettcher, “ha iniziato lo sciopero della fame” come “forma di protesta non violenta alla sentenza di adottabilità del figlio” emessa il 6 marzo.

Lo comunica il legale della donna, Laura Cossar, precisando che ha iniziato lo sciopero il 7 marzo. “Dopo aver scritto al Ministro della Giustizia ed al Sommo Pontefice – spiega – smettere di alimentarsi resta l’unico mezzo rimasto a questa mamma, per dare voce, dal carcere, al profondo dolore del distacco dal suo bambino”.

 

Le notizie del 6 marzo: il piccolo è adottabile

La Corte d’Appello di Milano ha confermato l’adottabilità del bimbo partorito nell’agosto del 2015 da Martina Levato, l’ex studentessa bocconiana condannata a 20 anni in appello per le aggressioni con l’acido. Da quanto si è saputo, i giudici della sezione Minori e famiglia hanno respinto i ricorsi della giovane e dell’ex amante Alexander Boettcher, anche lui condannato per i blitz nell’inchiesta del pm Marcello Musso.

Il Tribunale per i minorenni – fin da ottobre 2016 – aveva dichiarato il piccolo adottabile.

Le notizie del 22 aprile 2016

La Corte d’appello di Milano ha ridotto da 14 a 12 anni la condanna per Martina Levato e confermato i 14 anni di carcere per Alexander Boettcher per l’aggressione compiuta ai danni di Pietro Barbini il 28 dicembre 2014.

Il verdetto è arrivato dopo quasi sei ore di camera di consiglio. “Sono contenta, quello che ho fatto ha toccato il cuore e la mente dei giudici”, ha commentato la Levato.

 

L’avvocato: “I giudici hanno distinto il ruolo dei protagonisti”

Secondo l’avvocato di Martina, i giudici hanno “tenuto conto del diverso ruolo” dei due protagonisti. “Alex non ha fatto commenti – ha spiegato, invece, uno dei suoi legali di Boettcher, l’avvocato Giovanni Maria Flora -, era però molto deluso. Questa, infatti, è una sentenza poco comprensibile”.

 

Probabile ricorso in Cassazione per Boettcher

Scontato il ricorso in Cassazione da parte della difesa di Boettcher, mentre quella di Levato valuterà dopo aver letto le motivazioni.

Martina ha accusato Alex: “È lui il regista”: le notizie del 7 aprile

Non cambia niente in Appello per Martina Levato e Alexander Boetcther. Il sostituto Pg di Milano, Lucilla Tontodonati, ha chiesto – infatti – di confermare le condanne a 14 anni di carcere per Martina Levato e Alexander Boettcher nel processo per l’aggressione con l’acido ai danni di Pietro Barbini. La ragazza, tra l’altro, è già stata condannata a 16 anni nel processo di primo grado sugli altri blitz, mentre sempre nel procedimento “bis” il broker è stato condannato a 23 anni in primo grado. Non si sa ancora se oggi potrebbe arrivare il verdetto nell’appello sul caso Barbini.

 

Le accuse tra i due imputati

Martina Levato ha accusato Alexander Boettcher di essere stato “il regista” dell’aggressione con l’acido ai danni di Pietro Barbini, come aveva già preannunciato in un manoscritto. La ragazza lo ha fatto attraverso dichiarazioni spontanee nel processo d’appello sul caso Barbini, a porte chiuse.

Poco dopo, sempre con dichiarazioni spontanee, il broker ha ribadito la sua innocenza e ha spiegato che se c’è stato un piano era di Martina. Da quanto si è saputo, l’ex bocconiana, reo confessa per aver sfigurato Barbini, ha chiamato in causa l’ex amante dicendo che fu “il regista” e spiegando che, quando lo difese testimoniando nel suo processo che è costato al giovane una condanna a 23 anni, lo fece perché lui aveva detto che altrimenti si sarebbe suicidato.

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Martina condannata a 16 anni per altre aggressioni: le notizie precedenti

Una condanna ad altri 16 anni di carcere, quelli inflitti a Martina Levato (nella foto qui sopra) al termine del processo con rito abbreviato per una serie di aggressioni con l’acido. Lo ha deciso il gup di Milano Roberto Arnaldi che ha anche condannato anche il complice Andrea Magnani per il quale la pena è di 9 anni e 4 mesi.

Già condannata a 14 anni

All’ex studentessa bocconiana sono già stati inflitti lo scorso giugno 14 anni per aver sfigurato, sempre con l’acido, l’ex Pietro Barbini. L’amante Alexander Boettcher, anche lui già condannato a 14 anni per il caso Barbini, è a processo con rito ordinario per gli altri episodi. Per la sua pericolosità le erano stati negati i domiciliari a fine gravidanza e quando era nato il bambino, figlio di Boettcher, si era innestata una lotta per sottrarle il piccolo.

Il pm: “Riconosciuta la banda””

Martina Levato è scoppiata a piangere dopo la lettura della sentenza da parte del gup. “È stata riconosciuta la banda dell’acido e quindi c’è soddisfazione da parte della procura anche se la pena comminata dal gup è inferiore rispetto alla richiesta”, ha detto il pm di Milano Marcello Musso dopo la sentenza.

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