Doping: Sharapova non è un episodio isolato, torna a esplodere il “caso Russia”

MaSha è solo la punta di un iceberg? Il problema è che, come spesso si dice, il caso Sharapova sembra proprio questo. Infatti, il grosso del “marcio” sembra nascosto sotto la superficie dell’acqua.

 

Il Meldonium è più diffuso di quanto sembrava: i giochi di Baku

Il farmaco incriminato, il Meldonium, divenuto illegale per la Wada dal 1° gennaio di quest’anno, è diventato un vero e proprio caso.

Dai giochi Europei di Baku del 2015 infatti la Wada ha voltato lo sguardo verso questa sostanza che era stata assunta da 66 atleti su 762 testati duranti la manifestazione europea. Il 20% proveniva dall’Europa dell’est. Durante lo stesso 2015 poi su 4316 test effettuati il 17% risultava positivo al Meldonium (ancora legale).

 

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Torna in pericolo l’atletica russa alle Olimpiadi

Il presidente della Wada Craig Reedie, dopo l’ennesimo caso di positività (la short-tracker Ekaterina Konstantinova, nella foto qui sopra), è stato molto chiaro: “Le speranze dell’atletica russa di mandare i suoi atleti a Rio sono seriamente compromesse. C’è ancora molto lavoro da fare nel Paese”.

Si, perchè se Anna Antselevich, il nuovo segretario generale della Rusada, l’agenzia antidoping russa, quando era una semplice impiegata avvertiva gli atleti delle date dei test a sorpresa, la situazione non è delle più rosee.
Il caso Sharapova, quindi, si sta portando dietro i problemi di un’intera nazione.

“In Russia cambiano solo le sedie a sdraio del Titanic”

A confermarlo è stato l’ex presidente della Wada Dick Pound (nella foto qui sopra) che ha candidamente espresso: “In Russia sembra che stiano solo cambiando le sedie a sdraio sul Titanic”. Facendo così si starà soltanto più comodi quando la nave affonderà… “.

Le nuove reazioni al “caso Sharapova”: Nadal

La notizia della positività al doping di Maria Sharapova – come era presumibile – non ha lasciato nessuno indifferente. In particolare nel mondo del tennis, molti colleghi della campionessa russa si sono esposti per difenderla e supportarla: da Flavia Pennetta a Serena Williams le voci si sono alzate in un unico coro per far sentire la vicinanza a MaSha. L’unico campione, al momento, ad essersi discostato dai messaggi di sostegno è stato l’ex numero uno del mondo Rafael Nadal, anche lui – come mostra la foto in apertura – ampiamente sponsorizzato dalla Nike come la Sharapova fino a 48 ore fa…

 

“È stata negligente, deve pagare”
Il mancino di Maiorca non le ha certo mandate a dire: “Mi dispiace per lei, ma è stata negligente. Dovrà necessariamente pagarne le conseguenze”. Frasi dure che sono state chiuse da un preciso e diretto: “Il nostro sport deve essere pulito”.
Le parole, fredde e pungenti, sono però sembrate quasi una presa di posizione forte per quanto più volte mormorato nei suoi confronti, soprattutto nelll’anno della sua vittoria di tre Slam su quattro, nel 2010. Più volte infatti il talento spagnolo era stato accusato di fare uso di doping per la sua “innaturale” forza nel saper colpire le palline anche quando si spingeva molto lontano dalla linea di fondo campo.

 

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Nadal: “Io sempre lontano dal doping”

Lo stesso Nadal sente, infatti, il bisogno di aggiungere qualcosa: “Ho sentito più volte delle voci che mi riguardavano e francamente cominciano a stancarmi. Io credo nei valori dello sport, come esempio per la società e per i ragazzi, e se facessi qualcosa di contrario tradirei me e stesso e ciò che credo, non i miei avversari”.

Il caso Fuentes in Spagna

I sospetti si sono incrementati in seguito al caso Fuentes, il medico spagnolo protagonista di uno dei più grandi scandali legati al doping nel ciclismo professionistico, ma indiziato anche di collaborazioni nel calcio e nel tennis…
A confermare il totale sdegno e distacco dagli episodi di doping ha continuato l’iberico: “Io seguo tutti gli sport, quindi quando si verifica qualcosa di negativo nel mio ambiente, questo mi rattrista molto”.

Plasma arricchito e staminali per tornare al vertice
Nadal ha poi fatto una veloce panoramica su se stesso e sulle tecniche mediche che sta utilizzando per tornare al top mondiale: “Sono sempre stato onesto a questo proposito, non ho mai nascosto nulla nè fatto qualcosa di illegale. Ho fatto ricorso al plasma arricchito e la prima volta ha funzionato in maniera stupefacente. La seconda mi ha costretto comunque a fermarmi sette mesi. Le staminali invece le ho fatte due volte e sono state molto efficaci”.
Rafa Nadal, insomma, gioca in difesa per attaccare. Diciamo che in fin dei conti, vedendo il suo gioco che l’ha reso uno dei tennisti più forti degli ultimi venti anni, non è certo una novità.

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