Ema: il ricorso di Milano a un giudice olandese, dubbi pure sul sorteggio con Amsterdam

Fa passi avanti il ricorso per l’assegnazione dell’Agenzia europea del farmaco (Ema). La Corte europea di giustizia Ue ha affidato, infatti, a un giudice olandese, il vicepresidente del Tribunale Marc van der Woude, il ricorso con cui il Comune di Milano ha chiesto di sospendere il trasferimento dell’Ema da Londra ad Amsterdam. La notizia ariva dal Corriere della Sera. Il ricorso di Milano contesta anche il procedimento del sorteggio con cui Amsterdam si è aggiudicata la sede dell’Agenzia europea del farmaco a scapito della città italiana.

Sorteggio contestato

Secondo il Corriere, il sorteggio “sarebbe avvenuto senza rispettare la pausa di 30 minuti dopo l’ultimo voto con pareggio tra Amsterdam e Milano (impedendo di concordare preventivamente come proseguire)”. Inoltre, “altre presunte irregolarità vanno dall’assenza di controlli di garanzia fino all’uso dei bussolotti. Il tutto è poi avvenuto nella confusione post-voto provocata dalle delegazioni nazionali in uscita dalla sala, convinte dell’interruzione di mezzora” e “non sarebbe stato redatto nemmeno il verbale di rito”.

Le notizie del 30 gennaio

Il palazzo di Amsterdam dove sarà trasferita dopo la Brexit l’Ema, l’agenzia europea del farmaco, non è ancora pronto, e la soluzione transitoria proposta dagli olandesi “non è ottimale”, perché “dimezza” lo spazio della sede di Londra. Questo determina “strati di complessità” al trasferimento e allungherà i tempi perché l’Agenzia possa tornare a funzionare regolarmente.

Non si tratta di una indiscrezione, ma lo ha detto il direttore dell’Ema, Guido Rasi, in una conferenza stampa congiunta con le autorità olandesi.

 

Il governo proverà a ribaltare la decisione di novembre 2017

E alla luce di quanto sta emergendo, fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che il governo intraprenderà ogni opportuna iniziativa presso la commissione europea e le istituzioni comunitarie competenti affinchè, anche a seguito di quanto dichiarato dal direttore dell’Agenzia, venga valutata la possibile riconsiderazione della decisione che vide Milano battuta al sorteggio finale.

“Leggo in una nota che, secondo la direzione di Ema, i problemi di Amsterdam ad ospitare la loro nuova sede sono evidenti. Sono in contatto con il Presidente Gentiloni per valutare tutte le possibili iniziative”, ha scritto il sindaco di Milano, Sala sul suo profilo Facebook, commentando l’allarme lanciato dal direttore dell’Agenzia europea del farmaco.

“Sono d’accordo con il presidente Maroni confermiamo che Milano è in grado di rispettare la tempistica richiesta, sia per la sede che per tutte le condizioni a latere”, ha concluso.

Il commento della Boldrini

 

“Amsterdam non è pronta ad ospitare l’agenzia del farmaco. Il governo riproponga la scelta di Milano. È importante fare presto nell’interesse dei cittadini europei”: questo l’appello lanciato via Twitter dalla Presidente della Camera, Laura Boldrini.

 

Le notizie del 21 novembre 2017

Peccato! L’Italia perde al sorteggio finale l’assegnazione dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco. Il terzo scrutinio si era concluso sul 13 a 13 (raggiunto dalla capitale dell’Olanda col sostegno della vicina Copenaghen) e si è arrivati all’estrazione a sorte (prevista dal regolamento) che ha premiato la capitale olandese.

Tutto deciso da una monetina

L’Ema, l’Agenzia europea che nel 2019 dovrà lasciare Londra per la Brexit, sarà ospitata – quindi – da Amsterdam. A deciderlo è stato il sorteggio con una monetina effettuato a Bruxelles dopo che al ballottaggio finale Milano e Amsterdam avevano ricevuto gli stessi voti nel terzo scrutinio.

Nella foto qui sopra: il governatore della Lombardia, Maroni e il sindaco id Milano, Sala, che hanno atteso insieme l’esito delle votazioni.

 

Sembrava un buon pomeriggio per la capitale lombarda

 

Buone notizie per l’Italia. L’Italia, dopo il secondo scrutinio, è in testa come sede destinata all’Ena, l’Agenzia europea del Farmaco.

Milano ha passato il secondo turno delle votazioni con 12 punti. Il capoluogo lombardo ora è in finalissima contro Amsterdam, che parte da 9 punti. Lo si apprende da fonti a Bruxelles.

Il timore è che, al etrzo decisivo turno, i voti di Amsterdam si sommino ai 5 ottenuti da Copenaghen. La città lombarda è arrivata allo sprint finale. Ma la temuta “beffa nordica” alla fine è arrivta. Ha vinto Amsterdam (dicerto col sostegno dei “vicini di casa” di Copenaghen)

La scelta non solo è qualificata ma è anche finanziariamente importante. In ballo c’è, infatti, un indotta di 1,7 miliardi l’anno.

Prima alla votazione segreta

Milano aveva superato, in precedenza, il primo turno nella votazione segreta per l’assegnazione dell’Agenzia europea del farmaco (Ema), che traslocherà da Londra, per la Brexit. Passate anche Amsterdam e Copenhagen. La votazione prevede fino ad un massimo di tre round.

 

25 punti al primo turno

Milano al primo turno aveva ottenuto un ottimo successo con 25 punti. Amsterdam e Copenaghen, le altre due città passate al secondo turno, avevano ottenuto 20 punti ciascuno. Tutti gli altri contendenti subito fuori, compresa Bratislava, data all’inizio in pole.

La scelta lunedì 20 novembre

Oggi, lunedì 20 novembre, i membri dell’Unione Europea decideranno quale sarà la prossima città ad impostare Ema (European Medecines Agency), l’Agenzia europea del farmaco che lascerà Londra dopo la Brexit. Il voto, che prenderà il via alle 17, deciderà dunque se sarà davvero Milano a ospitare l’ente.

Il sindaco Sala: “Sono tesissimo”

“Sono veramente tesissimo, lo confesso, perché è un momento importante della nostra città”, ha detto il sindaco Giuseppe Sala (nella foto sopra). “Il sistema di voto è veramente bizzarro ma il vero punto, ed è il mio timore, è che non siamo certi che questo sistema premierà la candidatura migliore. Ve lo dico con grande onestà, il dossier Milano è decisamente il migliore e Milano è anche la destinazione migliore delle persone che lavorano in Ema”.

Gli scritinii

Sono formalmente 19 le città europee in lizza e le votazioni saranno anonime e segrete. Le schede cartacee, al termine, saranno distrutte. Tra uno scrutino e l’altro potrà trascorre mezz’ora o poco più: il tempo necessario ai singoli rappresentanti per consultare le capitali e far convergere i voti su questo o quel candidato.

Le modalità di voto

Al primo turno, ogni Stato ha a disposizione 6 voti: 3 per la sede preferita, 2 per la seconda scelta e 1 per la terza scelta. Se un’offerta riceve 3 punti da 14 Stati, viene automaticamente scelta. Se questo non succede, passano al turno successive le 3 offerte più votate (o più di 3 se ci sono parità di punteggi). Al secondo turno, ogni Stato ha 1 voto.

Si vince con almeno 14 punti

Per vincere, all’ultimo turno, sarà necessario raccogliere almeno 14 punti. Ma se così non fosse, le prime due classificate (o più in caso di parità) andranno allo spareggio finale. In caso di parità, la vittoria sarà assegnata con un’estrazione a sorte.

Tajani: “La città è pronta”

“Mi auguro che gli stati europei facciamo una scelta di qualità, che non ci si alcun baratto sotto banco e la città che offre le migliori condizioni nell’interesse dell’agenzia venga prescelta. E certamente Milano è una delle città che ha le caratteristiche per essere prescelta”: è l’auspicio espresso dal presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.

La sfida con Bratislava

Oltre a Milano, le altre 18 città europee che aspirano ad ospitare l’Ema e i suoi 900 dipendenti, con famiglie al seguito, sono Amsterdam, Atene, Barcellona, Bonn, Bratislava, Bucarest, Copenaghen, Dublino, Helsinki, Lilla, Porto, Sofia, Stoccolma, Malta, Vienna, Varsavia e Zagabria. Proprio Bratislava è tra le altre favorite per la capacità di accogliere la struttura europea.

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