El Chapo catturato in Messico, Sean Penn indagato per un film biografico

Joaquin “El Chapo” Guzman, il re del narcotraffico messicano, ricatturato ieri dopo che era rocambolescamente evaso da un carcere si massima sicurezza sei mesi fa, era impegnato nella realizzazione di un film autobiografico, e per questo ha commesso passi falsi. Lo ha rivelato il procuratore generale messicano Arely Gomez nel corso di una conferenza stampa all’aeroporto di Città del Messico, in cui ha detto che El Chapo aveva già preso contatto con attrici e produttori, tra loro Sean Penn, ora indagato.

El Chapo ha detto ancora il procuratore Gomez, El Chapo verrà ricondotto nella stessa prigione di Altiplano da dove l’11 luglio scorso è fuggito attraverso un tunnel sotterraneo lungo un chilometro e mezzo. Una fuga spettacolare, che evidentemente secondo el Chapo meritava di essere raccontata in un film.

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Sean Penn è indagato per la sua intervista esclusiva a ‘El Chapo’, il barone della droga messicano, pubblicata su Rolling Stone.

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L’incontro segreto tra l’attore e il boss di Sinaloa avrebbe aiutato le autorità messicane e la Dea a catturare El Chapo. L’appuntamento c’è stato il 2 ottobre scorso, è durato sette ore ed è avvenuto in una zona della giungla nello stato messicano di Durango, in cima ad una montagna, al confine con Sinaloa.

Sean Penn: “Sono convinto che la Dea mi seguiva”

Secondo quanto raccontato dall’attore americano alla rivista Rolling Stone che ha pubblicato la sua intervista esclusiva con tanto di foto della loro stretta di mano, i due hanno “mangiato, bevuto e parlato” circondati dalle guardie del corpo del boss.
“Sono convinto che la Dea (l’agenzia anti-droga americano) e le autorità messicane seguissero ogni mio movimento in Messico”,  confessa Sean Penn nell’introduzione alla sua intervista. “Nel momento in cui sono atterrato, sono diventato sospettoso di tutto”, ha aggiunto l’attore, rivelando che durante la preparazione dell’intervista era costretto “a usare telefonini una sola volta e poi bruciarli, indirizzi email anonimi, messaggi criptati”.

 

Il presidente Pena Nieto esulta “è un trionfo dello Stato di diritto”

Due volte è scappato, ma due volte lo hanno ripreso: Joaquin “El Chapo” Guzman, il boss del cartello di Sinaloa considerato il più ricco e potente narcotrafficante del mondo, è stato catturato venerdì 8 gennaio da uomini della Marina militare messicana a Los Mochis, una cittadina sotto il controllo della sua organizzazione criminale.

“Missione compiuta!”, ha sottolineato il presidente Enrique Pena Nieto, annunciando per primo su Twitter l’arresto del Chapo. La sua fuga dal carcere di massima sicurezza di El Altiplano nel luglio scorso, infatti, aveva posto in forte imbarazzo il suo governo, a causa delle evidenti complicità con le quali aveva contato il superboss per una evasione rocambolesca, attraverso un tunnel sotterraneo lungo un chilometro e mezzo.

“La cattura un orgoglio per tutto il Messico”

Pena Nieto, in un breve intervento televisivo, ha detto che la cattura di Guzman rappresenta “un orgoglio per l’intera nazione”, nonché “un trionfo per lo Stato di diritto”, che dimostra “che le istituzioni dispongono delle capacità necessarie per affrontare chi minaccia la tranquillità dei messicani”. Ed ha rivendicato i successi nella lotta ai boss: con el Chapo sono 98 i criminali più ricercati assicurati alla giustizia su 122. Secondo le prime ricostruzioni dei fatti, El Chapo è stato catturato al termine di un duro scontro a fuoco contro gli uomini del boss, cinque dei quali sono morti nella sparatoria, durante la quale è rimasto ferito anche un militare.

Resta ora da vedere se il Messico concederà l’estradizione verso gli Usa del narcoboss più ricercato del mondo: Washington l’ha richiesta nel giugno scorso. Secondo analisti della stampa messicana, anche se legalmente l’estradizione potrebbe avvenire anche subito, è probabile che non sia concessa immediatamente.

Era fuggito da un carcere di massima sicurezza

El Chapo è il capo del cartello del narcotraffico di Sinaloa, è stato arrestato sette mesi dopo la sua fuga da una prigione di massima sicurezza. Lo scorso ottobre era stato ferito ad una gamba e al volto durante un’operazione di polizia per catturarlo in una zona montuosa nel nord-ovest del Messico. Il signore della droga era fuggito da un altro carcere di massima sicurezza nel 2001, nascondendosi per anni nelle aspre montagne dello Stato di Sinaloa.

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