Acquistate solo sale iodato e la vostra salute se ne gioverà

Qualche giorno fa parlavo telefonicamente con una mia amica nonchè collega universitaria. Mi raccontava della sua tesi e dei vari problemi che un compito come questo porta con sè. Problemi, chiaramente, basati non sul merito ma sulla forma.

Per il 99% degli studenti il dramma più grande si chiama “bibliografia”. Pare sia anche ciò che più importi ai docenti. Strano, ma tant’è.

Mi sto allontanando troppo però, dal punto della questione. La tesi della mia amica, oltre che provocarmi dilemmi indecifrabili sulla composizione della stessa, verteva su un argomento molto interessante: iodio e benessere tiroideo.
Leggendola, ho potuto rispolverare un argomento che è troppo spesso poco sottolineato nella nostra popolazione.

Le carenze di iodio, infatti, costituiscono un grosso grattacapo nel mondo. Circa due miliardi (!!!) di persone soffrono di carenze iodiche, un terzo in età scolare. Pochissimi sanno (lo ammetto, non lo sapevo nemmeno io) che dal 21 marzo 2005 in Italia è in vigore una legge, numero 55, che cerca di prevenire e limitare al massimo l’incidenza della carenze iodiche e dei relativi disturbi.

Il testo di questa norma prevede l’adozione di misure di promozione riguardo il consumo di sale arricchito di iodio sul nostro territorio nazionale. L’importanza di un adeguato apporto di iodio nell’alimentazione sta nel fatto che l’elemento è il costituente essenziale  degli ormoni tiroidei, la tiroxina (T4) e la triiodotironina (T3). La carenza nutrizionale dello iodio compromette la funziona tiroidea e provoca danni al nostro organismo: gozzo (ingrossamento della tiroide) e ipotiroidismo sono le patologie principali. Sebbene un deficit di iodio sia un problema in tutte le fasce d’età lo è particolarmente per le donne in gravidanza e in allattamento: lo sviluppo del feto potrebbe essere compromesso e possono esserci danni irreversibili al cervello o al sistema nervoso centrale. A grave rischio sono anche i bambini di età inferiore ai tre anni, infatti le sindromi ipotiroidee, una volta instaurate, provocano deficit di maturazione ossea e dell’altezza.

Dalla legge del 2005 è lampante che il miglior modo per combattere queste carenze sia sostituire il normale sale da cucina con quello iodato. Naturalmente è bene dimezzare i contenuti del normale utilizzo di sale, che ad oggi corrispondono a circa 10 g al giorno, per evitare di incappare nel pacchiano problema inverso, cioè l’eccesso di iodio che aumenterebbe il rischio di malattie cardiovascolari.
Per quanto riguarda l’alimentazione, ci sono cibi che contengono dosi di iodio tali da poterne ottenere una buona quantità assumendoli con la dieta: pesce e molluschi in primis, formaggi, latte e derivati a ruota.
Queste avvertenze sono da prendere con particolare attenzione da parte dei vegani. L’esclusione nella loro dieta di tutti i cibi di origine animale aumenta il rischio di incorrere in malattie da deficit ioideo.

Uno studio di Boston ha valutato che nei vegani i livelli di ioduria (iodio nelle urine) sono più bassi del necessario…
Acquistate sale iodato insomma, ne gioverà la vostra salute!

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