Asti, tabaccaia uccisa: l’assassino reo confesso ricorre in appello

Depositato presso la Corte d’Appello di Torino il ricorso dei legali di Pasqualino Folletto contro la condanna a trent’anni per l’omicidio della tabaccaia di Asti, Maria Luisa Fassi, assassinata con 45 coltellate. Lo ha reso noto Silvia Merlino, che insieme a Stefano Romagnolo difende l’uomo.

Chiesta l’esclusione delle aggravanti

“Abbiamo chiesto l’esclusione dell’aggravante della crudeltà e quella del nesso teleologico che ha riconosciuto il giudice in sentenza”, ha spiegato Merlino. Il legale, nel suo ricorso, ha chiesto “che le generiche vengano riconosciute prevalenti rispetto ad altre aggravanti, nel caso dovessero rimanere” ha aggiunto.

Condannato a 30 anni l’assassino reo confesso della tabaccaia di Asti, le notizie del 27 giugno 2016

È stato condannato a 30 anni di carcere Pasqualino Folletto (nella foto sotto), reo confesso dell’omicidio della tabaccaia astigiana Maria Luisa Fassi, accoltellata con 45 fendenti il 4 luglio 2015 nel suo negozio (sotto i dettagli del delitto). È la sentenza emessa dal giudice del tribunale di Asti Alberto Giannino. “Una sentenza in linea con quanto richiesto”, ha commentato il pm Luciano Tarditi. “È di fatto un ergastolo”, ha aggiunto il legale di parte civile delle famiglie Fassi e Vignale, Pierpaolo Berardi.

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Anche le slot dietro il delitto del giardiniere, le notizie del 28 luglio 2016

Ora quei terribili secondi li possiamo vedere: mostrano Folletto pochi istanti prima di entrare in azione nella tabacchera. Le immagini sono state acquisite dai carabinieri dalla telecamera di una pizzeria vicino alla tabaccheria di corso Volta, ad Asti, dove Maria Luisa Fassi è stata selvaggiamente uccisa con 45 coltellate.

Il video documenta le fasi che hanno preceduto l’ingresso del rapinatore, poi diventato anche assassino, nel negozio. Pasqualino Folletto, 46 anni, viene ripreso a pochi metri dalla tabaccheria: sono da poco passate le 7,30 di sabato 4 luglio. Da quel momento in poi solo orrore.

La presenza delle slot machine nella vita di Folletto

Dall’udienza di ieri di convalida del fermo sono emersi nuovi particolari sullo scenario che ha portato al delito: il giardiniere, oltre che dai debiti per tenere in piedi la famiglia, sarebbe stato messo in difficoltà anche dal vizio del gioco, in particolare dalle slot machine, che gli hanno “succhiato” i pochi denari che aveva.

Qui il video messo on line in esclusiva da La Stampa.

 

 

Folletto rimane in carcere anche per il Gip

Rimane in carcere Pasqualino Folletto, il giardiniere di Asti fermato venerdì scorso per l’omicidio della tabaccaia di Asti Maria Luisa Fassi. Lo ha deciso il gip Giorgio Morando al termine dell’udienza di convalida del fermo durante la quale l’uomo ha confermato la confessione già resta nei giorni scorsi al pubblico ministero Luciano Tarditi. “Il nostro assistito ha risposto in modo sincero, tra le lacrime, a tutte le domande”, ha dichiarato i legali del giardiniere, Silvia Merlino e Stefano Romagnolo. “Ha ribadito di avere agito perché disperato per i troppi debiti, con le banche e con i parenti, che si era fatto per pagare le cure della figlia malata”. Intanto l’altra novità della giornata è la telefonata del presidente del consiglio Matteo Renzi a Piero Fassi, il padre di Maria Luisa, 53 anni, assassinata con oltre 40 coltellate.

Renzi ai genitori della vittima: “Voglio conoscervi di persona”

“Sono rimasto colpito dalla dignità esemplare che tutti avete tenuto nei passaggi di questa dolorosa vicenda. Quando sarò ad Asti verrò a trovarvi perché voglio conoscervi di persona”, ha detto il premier che ha parlato per una decina di minuti con l’uomo che, insieme alla moglie, aveva detto di voler prendersi cura della figlia disabile dell’assassino di Maria Luisa. Intanto Folletto è in isolamento e guardato a vista, come accade in questi casi e per il timore di gesti autolesionisti dopo la rapina fruttata 800 euro e finita con il massacro della tabaccaia. E la moglie di Pasqualino Fioretto, sempre secondo i difensori dell’uomo in carcere, “è addolorata e sconvolta. Non si immaginava neppure lontanamente una cosa del genere e verrà presto in carcere a trovare il marito”.

“Faremo il possibile per rendere meno dolorosa la sua sofferenza”

Non si parla vendetta. Il concetto non esiste a casa Fassi, dopo l’arresto del giardiniere che ha confessato l’assassinio di “Migia”, come la chiamavano i suoi familiari, compiuto – a suo dire – “per disperazione”.

A tre settimane dal delitto e a 48 ore dal fermo dell’assassino, Pino Fassi, il padre di Maria Luisa, la tabaccaia uccisa, dichiara a La Stampa: “Ho saputo che quest’uomo ha una figlia malata. Purtroppo. Se lei avrà bisogno noi ci saremo. Faremo il possibile per rendere meno dolorosa la sua sofferenza. La sua famiglia, uccisa anch’essa da un gesto folle, non ha colpe”. Parola assolutamente inattese, dopo un delitto tanto atroce. Tra l’altro, in tutta l’intervista, Pino Fassi (nella foto grande con la tabaccaia uccisa e gli altri familiari) non usa mai la parola “killer”.

La vicenda ha impressionato, ieri e sabato, migliaia di lettrici di Consmatrici.it. Intanto oggi ci sarà l’udienza per la convalida del fermo del giardiniere, che sembra del tutto scontato.

 

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“Da oggi dei nostri rapporti con quella famiglia non parleremo più…”

L’invito rivolto alla famiglia di Folletto è del tutto personale. Non aspira a titoli di prima pagina, anche se – inevitabilmente – li ottiene.

“Di questo argomento non parleremo più – conclude la famiglia Fassi -. D’ora in avanti, quello che accadrà tra la nostra famiglia e la moglie e le figlie del signore arrestato, resterà solo una questione nostra, e della nostra coscienza”.

Parole caritatevoli e certamente inusuali in tempi come questi quelle dette a La Stampa, quotidiano scelto non a caso perché è il più popolare a Asti e nell’intero Piemonte.

 

Ecco un video girato dall’Agenzia Ansa sulla vicenda.

 

Il giardiniere ha confessato

A quasi 3 settimane all’omicidio c’è il fermo di un uomo che ha confessato il delitto di Maria Luisa Fassi, uccisa con 44 coltellate a inizio luglio. La vittima lavorava come tabaccaia di Asti e aveva 54 anni. Era stata uccisa nel suo negozio di corso Volta. “Ho perso la testa”, sono state le sue prime parole.

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Il presunto omicida, individuato dai carabinieri, si chiama Pasqualino Folletto (nella foto), ha 45 anni, è sposato e ha 3 figli. Di lavoro fa il giardiniere in un vivaio alla periferia della cittadina piemontese. Ha ammesso le sue responsabilità dopo essere stato portato in caserma ed essere stato interrogato dal pm della procura di Asti Luciano Tarditi.

Secondo i carabinieri, nel corso dell’interrogatorio, Folletto ha reso “piena confessione”. Resta da trovare l’arma del delitto. Il giardiniere ha indicato ai carabinieri la zona, alla periferia di Asti, in cui si sarebbe disfatto del coltello con cui si è accanito sulla vittima.

 

Il fermato di fronte alla reazione ha estratto il coltello

“Ho perso la testa, ero disperato e lei urlava”, ha detto agli inquirenti, secondo la conferenza stampa in cui gli inquirenti hanno spiegato la dinamica dell’omicidio. “Non ho saputo mantenere il controllo” e di fronte alla reazione della donna, da cui voleva il denaro in cassa, ha estratto un coltello iniziando con i fendenti. “è stato un lavoro di coordinamento e di ricostruzione fatto anche con i Ris di Parma e i Ros di Roma di pochi elementi indiziari”, ha detto il pubblico ministero Tarditi, “e c’èstata una imponente attività di audizione di persone. Non c’erano univoci indizi, ma quando lo abbiamo interrogato e ha negato di essere stato sul luogo della tabaccheria ci siamo convinti del suo coinvolgimento. Poi è crollato e si è disperato”.

Identificato dalle immagini delle telecamere cittadine

Il movente, secondo quanto si apprende, sarebbe quello della rapina, 800 euro in tutto, nonostante il dispiego di una tale violenza. L’arma del delitto sarebbe un coltello di grandi dimensioni, probabilmente da cucina. A lui gli investigatori sono giunti dopo aver passato in rassegna le immagini delle auto e delle persone registrate dalle telecamere di sicurezza della zona. Quindi, effettuata una prima selezione, hanno confrontato le immagini rimanenti con quelle di possibili sospettati. A quel punto erano rimasti solo 3 nomi su cui lavorare e Folletto è stato fin da subito il principale indiziato.

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Il colonnello dei carabinieri: “Siamo partiti da un’ombra”

“Siamo partiti da un’ombra”, ha spiegato Fabio Federici, il tenente colonnello e comandante provinciale dei carabinieri di Asti. “La prima telecamera ha ripreso solo l’ombra dell’auto che poi, grazie ai controlli, abbiano trovato. Poi abbiamo dato un volto al colpevole. Ci sono state tante illazioni ma non ci sono altre ipotesi, se non quella della rapina finita male. Non è microcriminalità ma un episodio isolato”.

È morta nel tardo pomeriggio di sabato 4 luglio

Maria Luisa Fassi, la tabaccaia di 54 anni, accoltellata sabato mattina nel suo negozio nel centro di Asti, è morta nel tardo pomeriggio all’ospedale “Cardinal Massaia”. Inutile il lungo e delicato intervento chirurgico al quale la donna era stata sottoposta per le profonde lesioni all’addome e al torace.

Anche i genitori non sanno spiegarsi il perché della tragedia. “Come è potuto accadere? – si chiedono senza trovare una risposta – Perché proprio a nostra figlia?”. Uno strazio senza fine il loro: “Nessuno al mondo si merita una cosa del genere, Maria Luisa aveva un gesto gentile per tutti, eppure…”.

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Alla fine del 2014 ucciso un altro tabaccaio

Il ferimento della tabaccaia ha fatto crescere la paura nella città piemontese, un tempo tranquilla: alla fine del 2014 un altro tabaccaio è stato ucciso a colpi di pistola, per rapina, e una decina di giorni fa, nel centro della città, un camionista è stato ucciso a colpo di cric, in pieno centro.

Non ce l’ha fatta. Maria Luisa Fassi, 54 anni, tabaccaia ad Asti, di corso Volta, non ha superato l’intervento d’urgenza a cui era stata sottoposta stamattina.

La ferocia dell’esecuzione fa dubitare che si tratti di un tentativo di rapina. Sono tante, tra 25 e 30, le coltellate inferte a lla tabaccaia, che questa mattina è stata trovata da un cliente in una pozza di sangue, dietro il bancone dell’edicola-tabacchi nel quartiere San Lazzaro.

È accaduto alle 7,30

Il tragico episodio risale alle 7,30. Il negozio era aperto già da qualche ora. Qualcuno, forse da solo, è entrato e si è accanito sulla donna con numerose coltellate, lasciandola poi a terra.I carabinieri stanno analizzando i filmati delle videocamere installate nella vicina pizzeria. Le uniche immagini, pare, disponibili. La tabaccaia è stata sottoposta ad intervento chirurgico all’ospedale Cardinal Massaja, ma non l’ha superato.

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