Pixar: 30 anni di animazione, da oggi a Roma una mostra che dura fino al 20 gennaio

In principio fu il corto “Luxo Junior”, sulla lampada bambina dalla sconcertante espressività, che anni dopo diventerà il logo della Pixar, la celebre casa di produzione cinematografica californiana. L’animatore John Lasseter, l’aveva creato ispirandosi a un’anonima lampada da ufficio sulla sua scrivania. È il 1986 e quel semplice, ma al tempo stesso rivoluzionario cortometraggio, cambierà per sempre il mondo del cinema d’animazione.

Una Factory dell’immaginario planetario

Sono passati più di trent’anni e molti film, da “Toy Story” a “Monsters &Co”, da “Up” a “Alla Ricerca di Nemo”, da “Inside Out” a “Gli Incredibili”, solo per citarne alcuni, e la Pixar è diventata una vera “factory dell’immaginario planetario”, come la definisce Mariagrazia Mattei, curatrice insieme a Elyse Klaidman, della mostra che si apre oggi a Roma al Palazzo delle Esposizioni, realizzata in collaborazione con MEET, Fondazione Cariplo, che proseguirà fino al 20 Gennaio 2019: “Pixar, 30 anni di animazione”.

La fase nascosta dietro ogni film di animazione

L’intento della mostra, nata nel 2005 per il MOMA di New York e poi esportata un po’ in tutto il mondo, è quello di svelare al grande pubblico la fase creativa e nascosta che c’è dietro a ogni film di animazione, dimostrando come la squadra di tecnici, disegnatori, autori, musicisti e registi della Pixar, utilizzi l’animazione computerizzata e i digital media più all’avanguardia, fondendoli con i tradizionali strumenti artistici.

 

Oltre 400 opere esposte

Più di 400 opere esposte, illustrano lo straordinario lavoro creativo alla base di ogni prodotto, un ricchissimo patrimonio di disegni a matita e a pennarello, dipinti in acrilico, acquerelli, dipinti digitali, calchi e modelli fatti a mano.

Secondo Elyse Kleidman, “la Pixar è nota per la sua sbalorditiva computer grafica, ma pochi sono consapevoli del ruolo essenziale rivestito dall’arte tradizionalmente intesa e dal design all’interno del processo creativo”. Ogni film è frutto di una collaborazione, un concetto che viene messo in pratica in maniera concreta.

 

Come in una bottega rinascimentale

“È una vera e propria bottega rinascimentale digitale che crea capolavori, dove disegno a mano, scultura e informatica, coesistono sul grande schermo in una sintesi armonica”, sostiene la Mattei, “siamo di fronte a una sorta di nuovo Umanesimo: grazie alla commistione di innovazione e creatività, si guarda alla tecnologia in una dimensione artistica e profondamente umana”.

Tre assi portanti

La mostra ruota intorno a tre grandi assi portanti che servono a chiarire le metodologia del processo produttivo, innovativo e creativo della Pixar.

La prima è l’attenzione alla storia e come viene costruita per suscitare emozioni. La seconda è la creazione dei personaggi, di come prendono vita, espressione e sentimenti; la terza è la fondazione dei mondi, che Pixar cerca di costruire in maniera coerente e verosimile, attraverso dei processi creativi straordinari come i color script –una sorta di mappa dell’arco emozionale della storia- o le esperienze vissute in prima persona dall’equipe che lavora sul fim. Per fare un esempio, la produzione di “Alla ricerca di Nemo”, si è sottoposta a numerose immersioni, nel tentativo di riportare al pubblico le emozioni della vita sott’acqua. La credibilità dei mondi è uno degli elementi considerati fondamentali alla riuscita di un film Pixar.

 

La magia dell’Artscape

Una sorta di viaggio nella magia spettacolare di questi mondi, la potrà avere lo spettatore assistendo all’Artscape (nella foto sopra), una istallazione multimediale ad alta risoluzione su widescreen, dove i lavori bidimensionali vengono esplorati in un movimento tridimensionale simulato. In parole semplici, si ha davvero la sensazione di entrare dentro l’opera e di poterne osservare tutti i dettagli, attraverso un montaggio realizzato apposta per la mostra.

Guardando girare il “Toy story Zoetrope”, omaggio alle origini del cinema, si può invece cercare di comprendere i meccanismi alla base dell’animazione.

Una mostra piena di fascino e magia, che nell’intento delle organizzatrici si propone di creare empatia con lo spettatore, facendogli scoprire che “sebbene la produzione dei film sia tecnologicamente complessa, ognuno di essi ha inizio con il più semplice dei gesti: un tratto di matita su un foglio di carta”.

Un ricco programma di proiezioni di tutti i lungometraggi Pixar, il ciclo di incontri “A regola d’arte” e i laboratori per le scuole e le famiglie, affiancano l’esposizione.

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