Rapporto Coop: 10 miliardi per il corpo e il cibo come gratifica

Sono i più sani al mondo, ma al tempo stesso sono ossessionati dalla salute. Fumano, bevono e amano meno, ma la passione per il gioco d’azzardo non cala. Considerano ormai il cibo una moda da condividere sui social.

È la fotografia degli italiani scattata dal Rapporto Coop 2017, redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop e presentato giovedì 7 settembre a Milano.

Vizi e virtù, mode e passioni dei connazionali sono messi a fuoco dal Rapporto, disponibile anche online, che ancora una volta indaga come sono cambiate le famiglie e l’andamento dei consumi.

 

Stanno tutti bene

Gli italiani sono ossessionati dalla salute e dal benessere tanto che solo per la cura del corpo spendono circa 10 miliardi di euro all’anno. Preferiscono i tatuaggi (il 13% ne ha uno) ai gioielli per impreziosire il corpo, adorano la barba (il 55% ce l’ha) e depilano sempre più il resto del corpo. Siamo il nono Paese al mondo per trattamenti di chirurgia estetica: oltre un milione i trattamenti all’anno.

A questa ricerca del corpo perfetto e curato si affianca quella di nuove forme più soft di spiritualità nella vita quotidiana (buddismo, yoga, vegan). I buddisti sono 200 mila, il doppio rispetto al 2010.

 

Latin lover a chi?

Dimenticate pure “Italians do it better”. Gli italiani amano di meno: il desiderio sessuale è calato del 10% negli ultimi 15 anni e, di conseguenza, è calata del 6% la spesa nell’ultimo anno per i profilattici. Se c’è una cosa che gli italiani, purtroppo, continuano ad amare è il gioco d’azzardo. A tentare la sorte in vario modo sono quasi in 30 milioni ma siamo tra i 4 popoli che perdono di più al mondo dopo giganti in materia come Stati Uniti, Cina e Giappone.

Calano anche altre trasgressioni, come il fumo e il consumo di alcolici.

Il consumo medio giornaliero di sigarette è passato dalle 14,7 del 2001 alle 11,5 del 2016, così come la percentuale di consumatori di bevande alcoliche è scesa dall’81,1% del 2006 al 77,3 del 2016.

 

Aumentano i consumi

Nonostante il potere d’acquisto rallenti, i consumi sono in crescita. Come l’acquisto dell’auto, anche se viene usata meno a favore di forme di mobilità più sostenibile come la bici e i mezzi pubblici. Un italiano su due, però, è attratto dalle auto a guida automatica. La migliore forma di investimento per le famiglie rimane la spesa per l’educazione dei figli. Il diploma o la laurea valgono tra il 7 e il 9% all’anno lungo l’intera vita lavorativa contro il 2% annuo di un titolo di Stato a dieci anni.

 

La grande abbuffata

Gli italiani spendono per il cibo, ma soprattutto se è bio, integrale, pronto e di lusso. Nel carrello della spesa è tornato il valore.

Attualmente i cibi ritenuti più salutari e anche gustosi al palato sono la polvere di maca (il 100% ritiene che abbia proprietà salutistiche, i semi di chia (75%), le bacche di acaj (69%) e di goji (68%). Calano invece le vendite di aglio nero (-37%), kamut (-24%), soia (-3%). E ancora: cede terreno il latte uht (-4,6%) in favore di quello ad alta digeribilità (+174,4%) o le uova di galline allevate in batteria (-8,2%) a favore di quelle allevate a terra (+15%).  

Nel primo semestre di quest’anno i consumi alimentari registrano un andamento positivo nella grande distribuzione che sfiora il 3%, ma questo si deve soprattutto alla stagionalità. La crescita, infatti, è concentrata nei settori che hanno subito le temperature estreme sia della stagione calda che di quella fredda. Nella stagione estiva frutta e verdura hanno registrato un +7,5% e i surgelati +5,5%.

Il cibo è ormai una moda, ma anche un’esperienza da vivere e da condividere sui social tanto che si contano 227 milioni di hashtag sul food e 130 milioni sul foodporn.

Il ruolo della grande distribuzione

“Gli elementi di ripresa dei consumi sono evidenti anche nella nostra rete di vendita – ha commentato Marco Pedroni, presidente Coop Italia (nella foto qui sopra) – e di fronte a qualche risveglio dell’inflazione alimentare, continuiamo a frenare i prezzi di vendita e a difendere il potere di acquisto dei nostri soci e consumatori; il delta inflattivo tra Coop e la media del mercato sfiora il -2%”.

Nel 2017 10 nuove apertura e 90 ristrutturazioni

Nel 2017 Coop proseguirà il lavoro di rafforzamento della rete di vendita con 10 nuove aperture e 90  ristrutturazioni importanti (oltre 300 milioni di investimenti), con lo sviluppo dei distributori Coop (31 stazioni con oltre 400 milioni di litri erogati) e con nuove iniziative imprenditoriali tra cui i negozi specializzati per animali (Amici di Casa), l’online Food (EasyCoop) e l’esperienza virtuale-fisico dei CoopDrive.

“In questi anni difficili Coop – ha aggiunto Stefano Bassi, presidente Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) – ha mantenuto i  presidi territoriali, ma per investire e mantenere l’occupazione dobbiamo liberare risorse  riducendo in generale i costi e tra questi il differenziale troppo pesante che la distribuzione cooperativa sopporta rispetto all’impresa privata senza voler omologarci a questa”.

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