Sisma Messico: i morti oltre 60, è il terremoto più grave da 85 anni

Il bilancio del terremoto che ha colpito ieri mattina il Messico continua ad aggravarsi: le autorità parlano di 61 vittime, alle quali si aggiunge un morto in Guatemala.

L’epicentro è stato individuato sotto l’oceano Pacifico, 87 km a sudovest di Pijijiapan, a una profondità di 58 chilometri.

Secondo quanto ha annunciato il capo della protezione civile, Luis Felipe Puentes, tutte le vittime sono state registrate nei tre Stati vicini all’epicentro. Nello Stato di Oaxaca, inoltre, 250 persone sono rimaste ferite, come fa sapere il ministro dell’Agricoltura Jose Calzada.

Il più forte dal 1932, 3 giorni di lutto nazionale

“È stato il più forte dal 1932”, ha detto il presidente messicano, Enrique Peña Nieto, ed è stato avvertito da 50 milioni di persone (su un totale di 127 milioni) in diverse zone del Paese. “È un sisma di grande scala, più potente di quello del settembre 1985”, ha proseguito il presidente, che ha proclamato 3 giorni di lutto nazionale.

 

Il governatore di Oaxaca: almeno 20 vittime

Almeno 32 morti di cui due bambini: è questo il primo parziale bilancio della fortissima scossa di terremoto che ha colpito questa mattina il Messico.

Il governatore dello Stato di Oaxaca, Alejandro Murat, ha detto che 20 persone sono morte nel suo Stato, incluse 17 nella cittadina di Juchitán. Altre quattro persone sono decedute nello Stato del Chiapas ed un bambino e un neonato nello Stato di Tabasco.

Il terremoto – ha detto il presidente del Messico Enrique Pena Nieto – è stato di magnitudo 8,2 gradi. Si tratta della scossa “più forte e di maggior magnitudo degli ultimi cento anni”, ha precisato il presidente.

Quello che preoccupa in queste ore sono le “repliche” – che finora sono state 65 – più che l’allerta tsunami, ha aggiunto Pena Nieto, parlando dalla sede della protezione civile nella capitale. “È stato un sisma molto lungo, tutti noi qui lo abbiamo sentito”, ha aggiunto. Nieto ha specificato che dieci delle vittime hanno perso la vita nello stato di Oaxaca.

 

 

Il più forte terremoto mai visto negli ultimi 100 anni

Un fortissimo terremoto di magnitudo 8.4 sulla scala Richter è stato registrato al largo di Messico e Guatemala, a una profondità di 33 chilometri.

La scossa è stata talmente forte da essere avvertita nei due Paesi: a Città del Messico la gente ha abbandonato gli edifici fuggendo in strada, mentre in Guatemala si è verificato un blackout e diverse città sono rimaste senza energia elettrica. A causa della potenza del sisma è stato emesso un allarme tsunami.

Finora si contano almeno cinque morti (c’è chi già dice 6) tra i quali cui due bambini: questo è il primo parziale bilancio della forte scossa.

Il governatore dello Stato di Tabasco, Arturo Nunez, ha detto che uno dei bambini è morto in seguito al crollo di un muro, mentre l’altro era un bebè deceduto in ospedale quando è mancata l’elettricità. Il neonato era collegato al respiratore automatico.

Altre tre vittime sono state registrate a San Cristobal de las Casas, nello Stato del Chiapas.

Versioni diverse sulla magnitudo

Il Servizio Sismologico Nazionale del Messico ha stimato, come dettoin 8,4 Richter la magnitudo e si tratta, dunque, della più violenta scossa mai registrata nella storia del Messico. Ci sono però stime contrastanti sulla magnitudo del sisma: secondo il Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs) è stata di 8,1, mentre secondo il Centro di allerta tsunami del Pacifico di 8,2.

 

Iniziate le evacuazioni precauzionali della popolazione
Interessate all’allerta sono le coste del Pacifico di Messico, Ecuador, Nicaragua, Panama, Honduras e Guatemala, dove sono già iniziate le evacuazioni precauzionali delle popolazioni che vivono nelle aree interessate. Nel frattempo altre forti scosse, di magnitudo tra 5.2 e 5.7, hanno seguito la prima.

Città del Messico senza luce

Gran parte di Città del Messico è rimasta senza luce. L’epicentro del sisma è stato registrato a 165 chilometri da Tapachula, al largo delle coste dello stato meridionale del Chiapas, ad una profondità di 35 chilometri. Anche se distante dalla capitale, numerose persone hanno abbandonato le case e sono scese in strada al buio.

Cominciano ad arrivare le prime immagini dei danni. L’Hotel Matias Romero, sull’Istmo, è stato completamente distrutto.

 

Attivato il Comitato di emergenza

Il presidente del Messico, Enrique Pena Nieto, ha reso noto via Twitter di aver “attivato il comitato nazionale di emergenza” e i “protocolli della protezione civile” dopo la forte scossa di terremoto questa notte nella capitale e in altre aree del paese, considerata come una delle più violente dal devastante sisma del 1985.

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