Tacchi alti e minigonne alle future magistrate: arrestato l’ex giudice Bellomo

Un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari è stato notificata a Francesco Bellomo, ex giudice barese del Consiglio di Stato, docente e direttore scientifico dei corsi post-universitari per la preparazione al concorso in magistratura della Scuola di Formazione Giuridica Avanzata “Diritto e Scienza”.

Accusato anche di estorsione aggravata

Bellomo risponde dei reati di maltrattamento nei confronti di 4 donne, 3 borsiste e una ricercatrice, alle quali aveva imposto anche un dress code, ed estorsione aggravata ai danni di un’altra corsista.

Minacciò anche Giuseppe Conte

Bellomo è indagato per i reati di calunnia e minaccia ai danni dell’attuale presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. L’accusa, contenuta nell’ordinanza di arresto per maltrattamenti ed estorsione nei confronti di cinque ex borsiste, risale al settembre 2017, quando Conte era vicepresidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa e presidente della commissione disciplinare chiamata a pronunciarsi su Bellomo.

Chiesto processo per i magistrati Bellomo e Nalin, le notizie del 28 marzo 2018

Stalking e lesioni personali gravi. Queste le accuse per cui la procura di Piacenza ha chiesto il rinvio a giudizio per Francesco Bellomo (a destra nella foto di apertura), consigliere di Stato destituito, e Davide Nalin (a sinistra), pubblico ministero di Rovigo sospeso dal ruolo. La richiesta è firmata dai pm Roberto Fontana e Emilio Pisante al termine delle indagini per la vicenda della piacentina di 32 anni che si era rivolta alla magistratura, dopo un esposto del padre, per denunciare il comportamento durante la partecipazione alla scuola di formazione “Diritto e scienza”.

Tacchi alti e minigonne

I pm piacentini, nell’atto di cui danno notizia quotidiani nazionali e locali, argomentano in modo capillare una vicenda che si basa su diverse deposizioni di altre ragazze ascoltate dalla squadra mobile di Piacenza in questi ultimi mesi, da quando cioè è emerso il caso dei presunti atteggiamenti tenuti in particolare da Bellomo nei confronti delle ragazze che, per ottenere un contratto di borsa di studio, avrebbero sottostato a vincoli pressanti di natura personale, come il divieto di sposarsi pena l’espulsione dal corso diretto dal consigliere oppure il famigerato “dress code” fatto di tacchi alti e minigonne.

Pressioni fino alla malattia

Un “addestramento”, un controllo sulla vita privata, anche e soprattutto sentimentale, con ricatti e regole talmente rigide, spesso dirette – secondo i magistrati piacentini – a soddisfare le sole pretese dello stesso Bellomo, ma che hanno portato la studentessa piacentina ad ammalarsi a causa di un gravissimo stato di stress e ansia.

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