Salone del Libro, via l’editore vicino a Casapound che promette: “Farò causa”

È stato smantellato al Salone del Libro lo stand di Altaforte, la casa editrice vicina a Casapound esclusa dalla kermesse. Vicino allo stand del ministero della Difesa è rimasta la sagoma dello stand. “Sarò al Salone del Libro di Torino per ribadire che la logica di Altaforte non si piega al pensiero unico”, ha annunciato su Facebook Francesco Polacchi (nella foto sotto), fondatore della casa editrice. Martedì scorso Regione Piemonte e Comune di Torino hanno presentato un esposto contro Polacchi e la procura ha aperto una inchiesta per apologia di fascismo.

“Scelta di campo”

Una “scelta di campo”: Città di Torino e Regione Piemonte definiscono così la decisione di tenere fuori Altaforte dal Salone per “tutelare la sua immagine, la sua impronta democratica e il sereno svolgimento della manifestazione”. Dopo giorni di polemiche, divisioni e defezioni, sale dunque la tensione alla vigilia dell’inaugurazione della manifestazione. “È una richiesta assurda. Faremo causa e la vinceremo”, ribatte Polacchi.

Ospite la sopravvissuta di Auschwitz

Ci sarà anche Halina Birenbaum (nell’immagine sopra), 90 anni, sopravvissuta ad Auschwitz. “Le lasceremo la parola”, annunciano la sindaca Chiara Appendino e il governatore Sergio Chiamparino, al termine di una lunga giornata di trattative. È stata proprio la poetessa polacca, 90 anni, oggi residente in Israele, a spingere le istituzioni all’esclusione. “Era inimmaginabile avere una testimone della storia come lei fuori dal Salone e Alforte dentro”, dice la prima cittadina di fronte alla possibilità che la scrittrice tenesse la sua lezione agli studenti davanti ai cancelli del Salone.

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