“Tempesta emotiva”: Michele Castaldo tenta il suicidio in carcere, è grave

Ancora un tragico sviluppo nella vicenda della “tempesta emotiva” di cui tanto si è discusso nei giorni scorsi.

È ricoverato in gravi condizioni nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Ferrara, dopo aver tentato il suicidio in carcere, Michele Castaldo, l’uomo di 57 anni, reo confesso dell’omicidio della ex compagna Olga Matei, il cui caso aveva fatto discutere per il dimezzamento della pena in appello con una sentenza che ha concesso le attenuanti anche per la gelosia. L’uomo era detenuto in carcere a Ferrara.

Al momento non sono stati comunicati altri particolari.

 

Le notizie del 4 marzo

La Procura generale di Bologna farà ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte di assise di appello che ha quasi dimezzato, da 30 a 16 anni, la pena per Michele Castaldo (nella foto), omicida reo confesso di Olga Matei, con cui aveva una relazione da circa un mese.

Nella sentenza si concedono le attenuanti generiche anche perché l’uomo era in preda a una presunta “tempesta emotiva”.

L’ufficio giudiziario guidato dal pg Ignazio De Francisci chiederà, apprende l’ANSA, alla Suprema Corte di valutare la correttezza dei principi espressi.

Il presidente della Corte di appello di Bologna Giuseppe Colonna, fornisce alcuni chiarimenti tecnici sulla sentenza: “La gelosia non è stata considerata motivo di attenuazione del trattamento, anzi, al contrario, motivo di aggravamento in quanto integrante l’aggravante dell’avere agito per motivi abietti-futili (e ciò con ampia e convinta motivazione, che occupa due pagine fitte di motivazione)”.

La decisione del Pg sarà accolta ocn favore dal fronte amplissimo che ha contestato la sentenza, giudicando un ritorno a un passato inglorioso e nemico delle donne.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto