Mutui casa: primo ok alle 18 rate, ma i grillini contestano ancora

Un passo avanti per le nuove regole diem mutui casa dopo che – a maggioranza – in Commissione Finanze alla Camera è stato dato il via libera al parere sul decreto attuativo della direttiva sui mutui, in cui si chiede che la clausola che consente di far passare alla banca la casa senza andare in Tribunale possa scattare dopo 18 rate non pagate enon dopo 7, come si prevedeva in un primo momento).

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A favore la maggioranza, contro Lega, Sinistra italiana e M5S

Hanno votato a favore del testo messo a punto dal relatore Giovanni Sanga (Pd) i partiti di maggioranza. Contrari Lega, Sinistra italiana e il Movimento 5 stelle che in mattinata aveva protestato con un sit-in davanti a palazzo Chigi (nella foto qui sopra).

La banca si deve impegnare “a valorizzare l’immobile al miglior prezzo di realizzo possibile, indipendentemente dall’ammontare del debito residuo”: è una delle ultime condizioni inserite nel parere approvato dalla commissione Finanze della Camera.

Il governo, ha detto il relatore Giovanni Sanga, ha dato “parere favorevole al parere proposto dal relatore perché rafforza lo schema del decreto” che già, aveva precisato il viceministro dell’Economia Enrico Morando, interveniva in maniera “importante” in favore dei mutuatari.

5Stelle: “Maggioranza dittatoriale, ora è guerra”

“In commissione Finanze il dibattito sul decreto attuativo della direttiva Ue sui mutui è stato “inesistente”, il governo “ha parlato e poi se ne è andato senza la possibilità dio controreplica e il presidente in maniera dittatoriale ha autorizzato la votazione. Ora basta, sarà guerra totale su tutti i fronti”: queste le parole di Alessio Villarosa, deputato del Movimento 5 Stelle, al termine della seduta della commissione, che ha dato via libera a maggioranza al parere sul decreto.

“Così – aggiunge – è come si discute in questo Parlamento quando si parla della casa degli italiani”.

 

Ma nei giorni scorsi c’era già stata la marcia indietro del governo

Clamorosa marcia indietro. Non più 7 rate di mutuo non pagate per consentire alle banche di apporpriarsi della casa. Ma ben 18 mesi di mancato pagamento del rateo, cioè un anno e mezzo. Si parla di “mancato” pagamento – si badi – e non di “pagamento ritardato”.

Il governoi fa marcia indietro alla Camwera dopo le proteste dei 5Stelle che avevano provocato anche l’interruzione dei lavori della commissione Finanze.

 

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La bozza in commissione

La bozza di parere predisposta dal Pd in Commissione finanze con modifiche già concordate con il governo prevede un’estensione delle garanzie già previste dallo schema di decreto di recepimento della direttiva europea sui mutui. I parlamentari Pd segnalano, tra l’altro, come l’inadempimento per morosità sia di 18 rate e non di sette.
“Non solo la direttiva nasce per aumentare il livello di protezione del consumatore, ma lo schema di decreto che ci accingevamo a portare in Commissione, se i 5 Stelle non ce lo avessero impedito, prevedeva ulteriori garanzie per gli utenti”: dichiarano, sperando di essere creduti, i deputati della Commissione Finanze.

 

Le regole solo per i nuovi mutui

Le nuove regole si riferiranno ai nuovi mutui e non interesseranno neppure le surroghe verso un nuovo contratto. La clausola di inadempimento, inoltre, è facoltativa: la banca non potrà imporla al sottoscrittore di mutuo. In caso di inadempimento, dopo 18 rate, la casa potrà essere messa in vendita solo con uno specifico atto di disposizione dell’immobile da parte dell’utente.
“Evitare il passaggio dal giudice serve a risparmiare tempo e costi, anche per evitare deprezzamenti dell’immobile” precisa il presidente dei deputati Pd, Ettore Rosato, che aggiunge: “non è che ci si può appellare ai tempi della burocrazia per coprire inadempienze”.

 

Il divieto di “patto commissorio”

La bozza di parere concordata con il governo conferma inoltre il divieto di ‘patto commissorio’ mentre disciplina per legge il cosiddetto ‘patto marciano’ già riconosciuto dalla giurisprudenza, consentendo cioè alla banca di trattenere dalla vendita della casa solo quanto dovuto e di restituire al mutuatario l’eventuale eccedenza.

Inoltre la vendita comporta l’estinzione del debito anche nel caso in cui la vendita dovesse risultare inferiore al debito residuo; la valutazione dell’immobile dovrà inoltre essere effettuata da un perito indipendente, nominato dal tribunale. Altre tutele sono previste con l’assistenza del consumatore da parte di un esperto di sua fiducia e dalla vigilanza della Banca d’Italia su tutta la procedura.

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Il cambio di rotta del Pd il 3 marzo dopo le proteste

La novità è stata annunciata conferenza stampa, convocata dal Pd, che – attraverso il capogruppo Ettore Rosato – ha annucniato il cambio di rotta del Pd e, di conseguenza, del governo poiché Rosato ha specificato che “si tratta di condizioni che erano contenute nel parere della commissione che il Movimento 5 stelle ci ha impedito di presentare in commissione, e che riceveranno il parere favorevole del governo”.

 

Il parere positivo la settimana prossima

Il parere sarà presentato la settimana prossima. Quanto alle proteste di ieri, prima in commissione poi in aula, l’ufficio di presidenza di Montecitorio sospeso per sei giorni i deputati grillini Nicola Bianchi, Marco Brugnerotto e Ivan Della Valle per aver esposto cartelli in aula e aver occupato i banchi del governo, e per tre giorni Ferdinando Alberti, Francesco Coviello, Massimo de Rosa, Manlio Di Stefano, Giorgio Sorial, Danilo Toninelli, Davide Tripiedi e Alessio Villarosa.

 

Il governo correggerà il decreto: le notizia di questa mattina

Governo pronto a correggere il decreto che recepisce la direttiva europea attraverso cui le banche possono espropriare una casa per la quale il proprietario non ha pagato fino a 7 rate senza passare dal tribunale né dalle aste giudiziarie. Lo annuncia il viceministro all’Economia Enrico Zanetti (Scelta civica, nella foto sotto) dopo il sit in del Movimento 5 Stelle in commissione Finanze alla Camere che ha bloccato i lavori e le proteste sempre più veementi delle associazioni di consumatori. Ma rimangono le minacce per i cittadini insolventi.

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La direttiva europea: le banche e il loro ruolo privato

Per la direttiva europea, si vuole snellire l’iter tale per cui una banca trasforma in liquidità una sofferenza (il mutuo non rimborsato), iter che al momento dura in media 7 anni. Ma c’è anche l’intenzione di attribuire un ruolo sproporzionato alla natura privata delle banche, privilegiando i mercati finanziari, rispetto a quella sociale, secondo la quale non sarebbe possibile rientrare in tempo quasi zero del credito a fronte di un cattivo pagatore.

Le ipotesi di cambiamento del decreto

Il parlamento italiano, confrontandosi su quanto disposto in Europa, vuole mettere mano alle tempistiche per l’inadempimento, alla quota di debito non pagato e alla possibilità di vendere la casa senza una decisione del giudice. Ma per capire quale sarà esattamente il contenuto del decreto occorrerà attendere la prima metà della settimana prossima, quando si voterà (tra martedì 8 e mercoledì 9 marzo).

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Abi: “Vale solo per i nuovi contratti”

Rassicurazioni sono arrivate dall’Abi (Associazione bancaria italiana). “Non c’è rischio di avere la casa pignorata”, ha detto ieri, mercoledì 2 marzo, il presidente Antonio Patuelli (nell’immagine sopra). “Ho studiato il documento del governo che recepisce la direttiva e non riguarda fatti passati, ma eventualità, possibilità per il futuro, è una cosa lasciata alla libera contrattazione tra le famiglie e gli istituti bancari, e non riguarda il passato e i crediti deteriorati”.

Le associazioni di consumatori: “Norma indegna”

Ma le associazioni di consumatori non sono affatto tranquille. “È una norma indegna”, dice Rosario Trefiletti, presidente Federconsumatori. “Faremo di tutto e in ogni sede perché questo scempio non passi”. E aggiunge Antonio Pinto, componente del direttivo di Confconsumatori: “Seguiremo la via istituzionale per chiedere di stralciare questa norma. Se poi verrà approvata a legge, allora chiederemo sicuramente un referendum abrogativo”. Inoltre l’Unione nazionale sta per spedire una lettera ai membri delle commissioni parlamentari che stanno lavorando al rinnovo del Testo unico bancari, datato 1993.

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