L’inviata del Tg1, Mariagrazia Mazzola, aggredita a Bari

L’inviata del Tg1 Mariagrazia Mazzola è stata aggredita nel pomeriggio a Bari, nel quartiere Libertà, mentre svolgeva il suo lavoro. La professionista – trasportata al Policlinico dove si è recato anche il procuratore Giuseppe Volpe – è stata aggredita dalla moglie del boss Lorenzo Caldarola, mentre provava a intervistarla. L’episodio è avvenuto in un’abitazione a poche decine di metri dalla parrocchia del Redentore, dove stamani si è tenuto un incontro con Don Ciotti, e dove era allestita una camera ardente.

La giornalista in ospedale per accertamenti

La giornalista è sottoposta ad accertamenti e don Francesco Preite, parroco del Redentore, è in ospedale con lei. Al Policlinico si è recato anche il pm di turno Baldo Pisani. Sulla vicenda indaga la squadra mobile di Bari.

“Non sono stata insistente – ha detto la giornalista mentre stava per salire a a bordo dell’ambulanza – piuttosto anglosassone, ma sono stata aggredita con un pugno-schiaffo sulla guancia sinistra. Viva la stampa libera!” ha aggiunto.

Il sindaco di Bari “condanna duramente” l’aggressione.

“Quanto accaduto – afferma ilsindaco di Bari, Decaro – è inaccettabile. Non si può tollerare una violenza di questo tipo nei confronti di una donna e di una professionista impegnata nella ricerca di notizie e approfondimenti. Ancora più se questo accade durante la visita del fondatore di Libera, che apprezzabilmente ha scelto di testimoniare il suo impegno quotidiano contro le mafie, partendo dal quartiere Libertà. Quartiere da tempo ostaggio di organizzazioni criminali che pensano di esercitare una egemonia sul territorio, attraverso anche questi episodi di violenza. Come detto più volte, noi non voltiamo la testa dall’altra parte, e non permetteremo che il nome della nostra città possa essere affiancato a episodi di questo tipo”. “Quel quartiere – conclude Decaro – si chiama Libertà e deve essere liberato dalla criminalità organizzata”.

La condanna della presidente e del direttore generale della Rai

 

“Si tratta di un tentativo di intimidazione dell’informazione del servizio pubblico che non può essere tollerato in alcun modo: la libertà di stampa è uno dei cardini di ogni matura democrazia e il lavoro dei giornalisti è fondamentale in questo senso. Alla collega Mazzola vanno i nostri auguri di pronta guarigione e il sostegno di tutta la Rai”: dicono Monica Maggione e Orfeo, rispettivamente presidente e direttore generale della Rai.

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