SwissLeaks, questi i conti elvetici dei 7 mila italiani super ricchi

I nomi contenuti nella lista Falciani non sono più un mistero: con l’operazione Swissleaks, ecco che emergono le identità degli oltre 100 mila personaggi titolari, presso la banca svizzera Hsbc, di depositi che, complessivamente, raggiungono i 100 miliardi. Tra questi, 7.499 sono italiani a cui sono riconducibili oltre 9 mila conti, quasi 6 mila dei quali aperti tra il 1969 e il 2006. In totale, qui, ci sono 7 miliardi e mezzo di dollari e tra i personaggi più noti compaiono lo stilista Valentino Garavani, il motociclista Valentino Rossi e il manager e finanziere d’assalto Flavio Briatore. Tra gli stranieri, star di Hollywood come John Malkovich e della musica, tra cui Tina Turner e Phil Collins, calciatori e teste coronate, ma anche sostenitori di dittature e trafficanti vari, tra armi e diamanti.

La lista Falciani: dal 2008 i nomi dei super ricchi

Tutto inizia quando un funzionario della Hsbc, Hervé Falciani, classe 1972, viene denunciato nel 2008 dall’istituto bancario elvetico per aver sottratto informazioni. Individuato e arrestato in Costa Azzurra, l’uomo collabora con le autorità francesi e consegna la lista di chi si era avvalso dei riservatissimi servizi che la banca fino al 2007 ha messo a disposizione. A sua volta, la Francia ha trasmesso ad altri Paesi gli elenchi di loro competenza perché procedessero a verifiche fiscali e a lungo dei “Falciani files” si è parlato ipotizzando chi fossero i beneficiari dei conti.

Un network internazionale di giornalisti

Quando il quotidiano d’Oltralpe Le Monde viene in possesso dell’elenco, decide che deve essere vagliato a fondo e che per farlo c’è bisogno di aiuto. Così si rivolge al Washington International Consortium of Investigative Journalists (Icij) che mette insieme un pool di 140 giornalisti provenienti da 45 Paesi. Tra le principali testate, oltre al giornale francese da cui tutto è partito, anche il Guardian, la Bbc, lo Suddeutsche Zeitung e l’italiano L’Espresso. A loro è andato il compito di studiare la “lista dei 100 mila”, titolari di 81 mila conti analizzati per il periodo che va dal 1981 al 2007.

I “paperoni” italiani: il caso Valentino

Se venerdì 13 febbraio L’Espresso promette di pubblicare una seconda puntata dell’inchiesta concentrata sugli italiani titolari di conti Hsbc, già diversi nomi sono girati. Come, per esempio, quello di Valentino, divenuto cliente dell’istituto svizzero nel 2000. “Stando ai dati messi insieme dai reporter di Icij”, scrive il settimanale diretto da Luigi Vicinanza, “nel 2006/2007 dispone di ben 108,3 milioni di dollari, nascosti nel conto numerato ‘3326 CR’. Ma chi ne è il proprietario? Ufficialmente Valentino risulterebbe solo ‘attorney A’, cioè procuratore, insieme a un altro ‘attorney B’, Marc Bonnant, di Ginevra, famoso legale, tra i tanti, di Licio Gelli e del finanziere Florio Fiorini. Invece, come emerge da un’altra scheda, è proprio il fashion designer il ‘beneficial owner’ di quel ‘3326 CR’, intestatario di nove conti IBAN”.

I conti di Valentino Rossi e di Briatore

Valentino Rossi, invece, nel 2003 avrebbe aperto il conto “Kikiki 62” accreditando 23,9 milioni di dollari, ma – sottolinea il suo legale, l’avvocato Claudio Sanchioni – il pilota, dopo le contestazioni dell’Agenzia delle entrate del 2008, non ha più pendenze con il fisco avendo versato 30 milioni di euro. Nel caso di Flavio Briatore, che da anni ha spostato la sua residenza all’estero, i conti di cui sarebbe titolare sono 9 ed è “beneficial owner” di 6. Il patrimonio custodito: 73 milioni di dollari.

Commercianti di diamanti, amici dei regimi e trafficanti

Tra i correntisti stranieri, secondo Icij, almeno 2 mila sono commercianti di diamanti e, fa notare Michael Gibb, attivista per i diritti internazionali dell’uomo per Global Witness, “i diamanti sono legati a conflitti e violenze. La facilità con cui possono essere convertiti in strumenti di guerra è sorprendente”. E tra i conti più oscuri ci sono quelli del cugino del presidente siriano Bashar al Assad, Rami Makhlouf, e dell’egiziano Rachid Mohamed Rachid, ex ministro egiziano del Commercio con l’estero fuggito durante la rivolta contro Mubarak. Oppure, ancora, dell’uomo d’affari turco Selim Alguadis, ritenuto in rapporti con la Libia di Gheddafi per averle venduto materiale riconvertibile nell’industria nucleare, e dell’amico di Vladimir Putin, Gennady Timchenko, tornato agli onori delle cronache dopo l’esplodere della crisi ucraina.

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