“Museo nazionale”: trasmissione di culto, presentato un libro prezioso

L’Italia è il Paese dei musei. Ce ne sono quasi 5.000, tra quelli statali, comunali, regionali, provinciali, istituti religiosi, fondazioni, enti privati, aree archeologiche. L’Italia è essa stessa un grande museo diffuso. Eppure, nonostante questa ricchezza senza uguali, il nostro Paese non ha un luogo equiparabile al Louvre, al Prado, al British: non ha un suo Museo Nazionale. A colmare tale mancanza, proponendone uno virtuale, che spazia dall’arte arcaica fino a quella contemporanea, ci ha pensato Radio Tre, con la trasmissione “Museo Nazionale”.

Il programma, andato in onda tra il 2015 e il 2016, ogni settimana  proponeva agli ascoltatori i racconti di due opere d’arte, scelte con un criterio assolutamente soggettivo, a seconda delle passioni e delle competenze dei relatori, tra i maggiori archeologi e storici dell’arte italiana e internazionale.

Chiunque volesse riascoltare e scaricare i podcast delle puntate, può farlo sul sito www.museoradio3.it , tutt’ora attivo.

Adesso questa trasmissione ormai di culto, è diventava un prezioso volume che raccoglie tutti gli interventi, accompagnando il lettore attraverso le sale di un museo ideale che accosta opere lontane nel tempo e nello stile. Così nelle stesse pagine convivono il David di Donatello e Zig Zag di Alighiero Boetti, la Flagellazione di Caravaggio e Novecento di Maurizio Cattelan, il Marco Aurelio e e le Due Dame di Vittore Carpaccio… tracciando una mappa dell’arte italiana, ma anche un percorso che potremmo definire sentimentale, perché tutti noi abbiamo un’opera che più ci colpisce ed emoziona. Forse il gioco di questo volume, presentato il 4 Dicembre u.s. a Palazzo Barberini, alla presenza del ministro Dario Franceschini, potrebbe essere quello di far immaginare e allestire a ogni lettore, il proprio individuale Museo Nazionale.

 

A Monica D’Onofrio (nella foto), curatrice sia della trasmissione che del libro, edito da Officina Libraria, abbiamo chiesto di accompagnarci in una visita esclusiva.

Come è nata l’idea del programma dal quale è tratto il libro?

L’idea ha preso avvio proprio dalla constatazione che in Italia, a differenza di altri stati europei, non esiste un vero Museo Nazionale, vale a dire un luogo fisico riconosciuto nel quale si trova concentrata la storia artistica del nostro Paese. La nostra storia e la nostra arte sono policentriche: ogni regione ha almeno un museo importante, ogni museo un’opera memorabile. Da questa riflessione è nata la scommessa di proporre e costruire, grazie alla radio, un Museo virtuale nel quale riunire centocinquanta  (il numero in qualche misura voleva essere una celebrazione dei 150 anni  dell’Unità italiana) opere d’arte capaci di raccontare la storia d’Italia.

Come si fa  a parlare di un’opera d’arte alla radio ?

È una grande sfida. A Radio3 da molti anni abbiamo scelto di occuparci anche di argomenti che, per loro natura, richiederebbero il supporto delle immagini. Oltre che di arte e fotografia, parliamo nei nostri programmi di teatro e di danza, nella convinzione che si possa “vedere” anche ad occhi chiusi e che il potere delle parole e quello evocativo dei suoni possa aprire mondi e suscitare curiosità. Nel caso di “Museo Nazionale” tutti gli storici dell’arte coinvolti hanno accettato la nostra scommessa e hanno costruito un vero e proprio racconto che, attraverso l’uso esclusivo della voce, fosse capace di ricostruire un’immagine, restituire un contesto storico-culturale. La narrazione di centocinquanta capolavori in tono divulgativo, senza però mai rinunciare al rigore scientifico e soprattutto non dando mai niente per scontato.

Le opere scelte appartengono a luoghi diversi geograficamente, e a momenti differenti della storia dell’arte, quale criterio è stato usato nella divisione dei capitoli del libro?

Le opere, tutte custodite in Musei pubblici italiani, sono veramente disseminate su tutto il territorio nazionale. Sono rappresentati i grandi Musei e le città importanti così come i piccoli Musei che hanno sede in minuscoli borghi. Questo per dare la misura di quanto il nostro Paese rappresenti un Museo diffuso.

I capitoli del libro ripropongono la suddivisione in 23 sale tematiche nelle quali le 150 opere d’arte erano “esposte” nel Museo virtuale di Radio3. Nessun percorso cronologico quindi, né di genere, piuttosto accostamenti più o meno azzardati che permettono ora ai lettori del libro, ma era avvenuto anche per la trasmissione radiofonica, di muoversi con leggerezza da un argomento all’altro scoprendo inediti accostamenti.

Quanti storici dell’arte hanno aderito al progetto e con quale partecipazione?

Gli storici dell’arte e archeologi coinvolti sono stati 150, esattamente quante le opere proposte. Tutti storici dell’arte e archeologi, ci tengo a ribadirlo, perché anche senza nessuna presunzione di esaustività, il progetto si è rivelato anche una piccola mappatura di una disciplina, la storia dell’arte appunto, che nel nostro Paese è tuttora un’eccellenza.

Ogni partecipante ha aderito con entusiasmo e generosità, un po’ intimorito ma anche stimolato dalla sfida che gli veniva proposta: “far vedere l’invisibile”.

Passione per una specifica corrente d’arte, competenza in un preciso ambito artistico, coinvolgimento emotivo nei confronti di una determinata opera, i criteri di scelta dei relatori sono stati vari. C’è un periodo della storia dell’arte italiana che è stato maggiormente trattato ?

L’arco temporale preso in considerazione è vastissimo, va dal IX sec. a. C. a cui risalgono i  Guerrieri di Mont’e Prama di artista nuragico al XXI sec. con le opere di Kounellis e Clemente.

Direi poi che, fatto un discorso a parte per i capolavori dell’archeologia, a partire dal XIII sec. tutte le età sono rappresentate con una prevalenza, direi fatale parlando di Italia, di quelle che si collocano nel XV e XVI sec. Ma anche il ‘900 è molto rappresentato.           .

Dunque, prima una trasmissione radiofonica e ora un libro…

Sì, in qualche modo il cerchio si chiude. Una trasmissione radiofonica di successo ancora disponibile in podcast e ora un libro pubblicato da Officina Libraria che, avvalendosi di un apparato iconografico molto consistente, restituisce alle opere le proprie immagini. Tutto questo con lo scopo di spingere gli ascoltatori della radio e ora i lettori del libro ad andare a visitare i Musei italiani, quelli noti e quelli più decentrati magari, perché no, sulle tracce di alcune delle opere che ci sono state proposte.

Ultima cosa che ci tengo a sottolineare è l’iniziativa “Un libro per un restauro” che abbiamo lanciato con questa pubblicazione. La rinuncia da parte di tutti gli autori alle royalties del libro, in una innovativa forma di crowdfunding, renderà possibile da parte dell’ICR (Istituto Centrale per il Restauro del MIBACT) il recupero di La Madonna con il Bambino in terracotta dorata e dipinta del XVI secolo, proveniente dalla chiesa di Santa Maria Assunta a Tossicìa (Teramo) ridotta in frammenti dal sisma del 2016.

 

La presentazione a Roma

Il volume è stato presentato a Roma il 7 dicembre, presso la Manifestazione “Più libri più liberi”, nell’ambito della trasmissione radiofonica Fahrenheit. Sono intervenuti Marino Sinibaldi, direttore di Rai Radio tre,  Francesca Capanna, direttrice della Scuola di Alta Formazione e Studio dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, Andrea Cortellessa, critico letterario, Micol Forti, direttrice della Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani, e lo scrittore Tommaso Pincio.

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