Bobo Craxi: “Stefano D’Orazio ha sofferto molto negli ultimi anni”

“Ho dato la notizia accidentalmente, ho scritto di getto. Stefano aveva sofferto molto negli ultimi anni, è stato poco bene, negli ultimi due o tre anni”: Bobo Craxi, che per primo ha dato via social la notizia della morte Stefano D’Orazio, ha ricordato così l’amico ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format ‘I Lunatici’.

“Io lo conoscevo da trent’anni, ma negli ultimi venti ci siamo anche molto frequentati, nel periodo in cui lui ha un po’ abbandonato la carriera artistica piena – ha aggiunto Craxi – Non rinnegava affatto la cosa di essere uno dei Pooh, ma aveva tentato anche una via diversa, sapendo che nell’arte è importante essere poliedrici. Amava molto scrivere, si ritirava a Pantelleria e scriveva – ha continuato Bobo – I Pooh sono stati e sono il gruppo musicale più conclamato e più amato per la loro verve. Stefano ha sofferto molto il distacco da quell’esperienza, ma ha maturato anche l’idea di essere un uomo capace di fare altro. Era il motore del gruppo, quando hanno ripreso a fare alcune cose un paio d’anni fa, ha accettato di farlo di buon grado. Doveva molto ai Pooh”.

“L’ultima cosa che ha fatto Stefano è scrivere un testo molto bello quando accadde a Bergamo la tragedia che conosciamo legata al coronavirus. Aveva scritto un testo toccante, di speranza, che voleva rendere universale. Era molto contento di poter dare una mano, non gli sembrava di aver fatto una cosa retorica, si teneva sempre abbastanza lontano dalla retorica. In lui e nei Pooh c’è sempre stato un elemento di generosità. Amava i Pooh, amava questo gruppo, amava un rapporto durato quarant’anni. Era certamente un volto familiare per milioni d’italiani”, ha concluso Craxi (nella foto qui sopra).

 

La notizia della morte

È morto Stefano D’Orazio, batterista dei Pooh. Aveva 72 anni. È stato strumentista, autore e scrittore. L’annuncio è stato dato su Twitter dall’amico Bobo Craxi.

D’Orazio era già malato, ma è morto di Covid, da solo in una struttura sanitaria. “Stefano amico mio. Suona e scrivi anche lassù”: ha twittato Bobo Craxi,

Al suo tweet ha fatto seguito, pochi minuti dopo, anche quello del giornalista Red Ronnie. E, subito dopo, l’intervento di Roby Facchinetti, un altro dei Pooh, su Facebook: “STEFANO CI HA LASCIATO! Due ore  fa… era ricoverato da una settimana e per rispetto non ne avevamo mai parlato…
Oggi pomeriggio, dopo giorni di paura, sembrava che la situazione stesse migliorando… poi, stasera, la terribile notizia”, scrive Roby Facchinetti sulla sua pagina Facebook.

Dodi Battaglia: “Per me un fratello”

“Stefano D’Orazio era il fratello che io, figlio unico, non avevo. Quando perdi una persona così cara, soffri da morire, ma non ti rendi conto subito di quello che è successo”.

Dodi Battaglia, chitarrista dei Pooh, ricorda così con l’Agenzia Ansa lo storico batterista del gruppo, morto ieri sera a Roma.

“È’ una tragedia. Le lacrime di questo momento sono solo una minima parte di quelle che verseremo quando andremo nell’ufficio in cui c’era lui, quando vedremo una Jaguar bianca come quella che aveva lui o quando vedremo un altro batterista volteggiare con le bacchette come faceva lui”.

 

Morto da solo per il Covid

Il dolore è aggravato dal pensiero dell’amico che muore isolato in un letto a causa del Covid-19. “Stefano non stava bene, ma non sembrava niente di così allarmante. Era ricoverato a Roma in una struttura sanitaria. Si era infettato con questo virus, ma come tante altre persone… Fino a tre ore fa aspettavo un messaggio di aggiornamento e invece mi è arrivata questa mazzata che mi ha spezzato le gambe. E’ devastante immaginarlo morire in solitudine. Mi fa indignare chi nega o minimizza il Covid”, confessa Dodi.
Il legame di 50 anni

“Il legame di questi 50 anni, le cose che abbiamo fatto insieme, ci hanno uniti forse anche più di un vincolo fraterno di sangue”, aggiunge. Con gli altri Pooh, Red Canzian, Roby Facchinetti e Riccardo Fogli, si piange al telefono in questa notte. Tra gli infiniti ricordi che legano Dodi a Stefano c’è una canzone dal titolo’Un vero amico’, di cui Battaglia aveva scritto la musica e D’Orazio il testo. “Lui e Valerio Negrini hanno scritto parole bellissime delle canzoni dei Pooh.

 

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