Calamità: tenete pronto in casa il kit per fuggire

In caso di terremoto, di incendi o altri eventi negativi improvvisi come fare a ritrovare i componenti della famiglia sparsa qua e là? E se le linee telefoniche fossero interrotte? Come bisogna muoversi nei primi minuti?  Sono alcune delle domande che si trovano nel cosiddetto “Piano di comunicazione familiare in caso di calamità”.

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Un piano in caso di calamità
Durante un disastro – se capitasse, speriamo mai naturalmente – ci sarà infatti bisogno di mandare e di ricevere informazioni della vostra famiglia (e non solo questo). 
Sarebbe importante perciò che ogni famiglia avesse uno di questi piani di comunicazione. Già preparato e memorizzato in anticipo.

Quello di cui stiamo parlando non sono le istruzioni per salvarsi. Per esempio, da un terremoto, un incendio, un’inondazione, una tromba d’aria. Ma sono le cose  da fare nei minuti successivi all’evento.

Negli Stati Uniti, programmi di questo genere sono abbastanza diffusi. Basta andare sul sito del Dipartimento della Sicurezza Interna (www.dhs.gov) Homeland Security Department.

I dieci punti guida per prepararsi

Ecco in 10 punti la guida per preparare il vostro Piano familiare di comunicazione emergenze.

1) Perché dovrei fare un piano familiare di comunicazione?
In caso di calamità, la vostra famiglia potrebbe non trovarsi insieme. Se fossero fuori  servizio cellulari, internet o telefoni fissi, vi siete mai chiesti: come faccio adesso a cercarli? Già, come riuscireste a sapere (ma anche far sapere) che tutti sono sani e salvi? Ecco. Questo è il piano di comunicazione calamità: ogni famiglia dovrebbe averlo appeso sopra il frigorifero.

2) Prendete un foglio di carta e scriveteci i vostri numeri

Per prima cosa, prendete un foglio di carta e scriveteci tutti i numeri di telefono importanti: componenti della famiglia, amici più cari sui quali potreste contare (e viceversa) colleghi di ufficio.  Non dimenticate poi telefoni degli ospedali più vicini, medici, la scuola dei ragazzi (una calamita può aver luogo quando i figli sono a scuola e dunque si avrà bisogno di chiamare la scuola). Si può aggiungere il centralino del Comune, le municipalizzate di acqua, luce e gas.

3) Fate una copia per ogni membro della vostra famiglia

Assicuratevi che ognuno abbia sempre questo foglio con sé in borsa o nel portafoglio. Qualche numero potrebbe essere imparato a memoria. Volendo, potreste anche mettere il vostro piano on-line nella vostra pagina social (Facebook, Instagram, Twitter).

Di sicuro ne appenderete una copia in un punto centrale della casa, sul frigorifero o nella bacheca dei post-it (se l’avete) all’ingresso.

4) Individuate una persona fuori città: sarà lui a ricevere (e a dare) notizie
Bisogna poi individuare una persona che servirà da punto di riferimento. Sarà questa persona ad aiutare il gruppo familiare a ricongiungersi. È importante che stia fuori città perché le linee telefoniche locali potrebbero essere intasate.

In caso di calamità, è spesso più facile fare telefonate a lunga distanza. La vostra persona di riferimento dunque riceverà informazioni da tutti i membri della famiglia. E potrà a sua volta ritrasmetterle. Il suo numero di telefono sarà evidenziato nel foglio. Può essere anche memorizzato nel cellulare sotto il nome di: “in caso di emergenza”. Naturalmente sarà qualcuno che tutti conoscono bene.

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5) Individuate adesso un punto di ritrovo per tutti
Avete già pensato un posto, dove ritrovarvi in caso di emergenza? Meglio deciderlo in anticipo e parlarne ogni tanto in famiglia.  Così tutti (anche i più piccoli) sapranno dove correre (o dove farsi accompagnare) per ritrovare gli altri. Deve essere un luogo che tutti conoscono bene. Facile da raggiungere, anche da chi ha qualche problema di mobilità (per esempio i nonni). Se avete cani o gatti quando scegliete il ritrovo, fate in modo che sia una situazione compatibile con la presenza dei vostri amati quattro zampe.

6) Esempi di posti di ritrovo adatti
Se scoppia un incendio o se la terra balla, bisognerà abbandonare di corsa la casa. La nuova meta potrebbe essere per esempio: una cassetta rossa delle lettere alla fine della strada, il giardinetto pubblico davanti alla villa di un vicino, un grosso albero in una certa piazza. Altri punti di riferimento facili da ricordare: una biblioteca, il sagrato di una chiesa, il Comune. Meglio anche decidere un eventuale punto di ritrovo fuori città (in caso il proprio paese non sia più praticabile). Parlatene ogni tanto in casa: ciascuno deve spiegare come farebbe a raggiungere quel posto. Questo serve a essere sicuri che tutti abbiano capito bene e che il momento dell’emergenza nessuno abbia esitazioni o dubbi.

7) Creare nella rubrica telefonica il gruppo emergenza
Adesso fatevi questa domanda. Quali sono le persone sulle quali – in caso di necessità – potreste contare? Fate una piccola lista. E viceversa: chi sono le persone che si aspettano di poter contare su di voi? Con questo gruppo di auto-aiuto avete già deciso in che modo potreste comunicare di voi se non funzionassero cellulari e messaggeria?

8) Come siete messi a primo soccorso?
Ci sono tante associazioni come per esempio la Croce Rossa che organizzano corsi di “primo soccorso” (che è una cosa diversa del pronto soccorso naturalmente). Queste lezioni (un corso dura tre, quattro ore in tutto) sono utilissime per imparare a praticare messaggi cardiaci, applicare un laccio emostatico in caso di emorragia, spostare una persona traumatizzata.

9) Ci sono anche delle app per i telefonini
Cercatele. Ci sono delle app per cellulari e tablet con le istruzioni di base per soccorrere eventuali feriti. O come tranquillizzare persone in preda al panico. Se non avete frequentato il corso di primo soccorso, anche vere una di queste app già caricata, potrebbe forse salvare una vita.

10) Fare delle simulazioni e aggiornare spesso il piano
È importante aggiornare regolarmente questo piano. Il momento ideale per ripassarlo o modificarlo è durante una cena in famiglia. È importante che anche i bambini lo conoscano perfettamente. Può essere utile imparare alcuni di questi numeri a memoria.

Esercitatevi anche a mandare a scrivere messaggi cortissimi. In caso di reale emergenza, non si potrà occupare a lungo la rete.

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SCHEDA COME PREPARARE UN KIT DI SOPRAVVIVENZA

Avere un kit di sopravvivenza non è mai una cattiva idea.
Ecco cosa mettere in una borsa o in uno zaino.
Acqua. Almeno Sei litri, cioè quattro bottiglie grandi, è il fabbisogno medio per tre giorni. Per bere e per servizi igienico-sanitari.
Cibo. Una fornitura di tre giorni di alimenti a lunga scadenza e un apriscatole.
Batterie e radio &C. Le classiche pile, una radio del tipo a manovella, cioè alimentata con una dinamo oppure con ricarica solare, una torcia elettrica.
Kit di pronto soccorso con disinfettanti, cerotto, bende, paracetamolo etc. Sarà utile anche anche un fischietto per segnalare aiuto, una mascherina antipolvere per filtrare l’aria, teli di plastica e nastro adesivo (se si deve organizzare un piccolo rifugio al volo), salviettine umide, sacchetti d’immondizia, carta igienica, assorbenti.

E inoltre… Una chiave o delle pinze per spegnere le utenze, mappe del luogo, un cellulare con cariche batterie, inverter o carica batterie solare, una tessera prepagata per telefonare.

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