Hillary sprint: l’ultimo sondaggio le dà 303 grandi elettori (270 bastano)

È il giorno cruciale. In Italia, nel corso della notte tra martedì e mercoledì, si saprà chi ha vinto la corsa. Ce la farà Hillary Clinton a essere la prima donna a entrare – da presidente – alla Casa Bianca? Gli ultimi sondaggi – a 48 ore dal voto – la danno vincitrice. Ma sono numeri risicatissimi e non si sa, al momento, se la candidata democratica raggiungerà il numero decisivo dei 270 grandi elettori.

Comunque, l’ultima rilevazione Reuters/Ipsos dà a Hillary Clinton una probabilità di successo del 90%. La candidata democratica otterrebbe 303 grandi elettori, quindi ben oltre i 270 necessari all’elezione alla Casa Bianca, mentre Trump si fermerebbe a 235.

La sorte del tycoon newyorkese si gioca in Florida, Michigan, North Carolina e Ohio, che domenica erano ancora “too close to call”, nonché in Pennsylvania, dove Clinton aveva un lieve vantaggio del 3%.

Il sito ufficiale della signora Clinton è ancora in piena attività e invita gli elettori a fare “telefonate per Hillary”, per cercare di raccogliere fino all’ultimo voto.

Dalle 22,30 la diretta di SkyTg24 sarà dedicata allo scrutinio e alle diverse proiezioni elettorali.

Un progetto che nasce da lontano

Il suo è un progetto che nasce da lontano. Segretario di Stato accanto a Barack Obama dal 2008 al 2013, quando passa il testimone a John Kerry, lo fa perché ha deciso di puntare a un obiettivo più ambizioso: diventare la prima presidente degli Stati Uniti.

È nata il 26 ottobre del 1947

Hillary Clinton, nata il 26 ottobre 1947 come Hillary Diane Rodham, del resto, trascorre la vita a darsi scopi che l’avrebbero portata a varcare soglie vietate fino a quel momento al mondo femminile.

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Nella commissione Watergate

La prima volta accadde nel 1969, quando si laureò con lode al Wellesley College e presentò la cerimonia dei diplomi ottenendo un’ovazione che terminò dopo 7 minuti. Lei, che fece parte della commissione d’inchiesta per l’impeachment del presidente Richard Nixon durante lo scandalo Watergate, dopo un’altra laurea a Yale ha scalato i vertici dell’università dell’Arkansas, dove negli anni Settanta insegnava anche il marito, Bill Clinton, sposato nel 1975.

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Le battaglie per bambini e donne, dopo un’infatuazione per i repubblicani

Nata in una famiglia conservatrice e lei stessa di idee repubblicane in gioventù, nel 1962 conosce Martin Luther King e dopo il suo omicidio, avvenuto a Memphis il 4 aprile 1968, Hillary inizia a cambiare idea, si avvicina agli ambienti democratici e decide che le sue battaglie si concentreranno sulla difesa dell’infanzia e dell’emancipazione delle donne.

“Non ci può essere vera democrazia fino a che le voci delle donne non saranno ascoltate”, rivendica infatti in discorsi pubblici che le attirano visibilità e sostegno.

La moglie del presidente

La sua carriera sembra inarrestabile e in molti rimangono sbigottiti quando decide di seguire Bill in Arkansas, dopo il matrimonio, rinunciando al suo lavoro di avvocato.

“I miei amici mi chiesero se fossi diventata pazza”, ha ricordato. Ma quando nel 1993 il marito è eletto alla Casa Bianca, ecco che viene fuori il suo modo di essere moglie: collaborare con lui, essere una coppia anche in politica, tanto che la presidenza è stata ribattezzata quella dei Billary.

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Sempre a testa alta

Non la scalfisce nemmeno lo scandalo sessuale in cui Bill Clinton viene coinvolto per la relazione con la stagista Monica Lewinsky (con lui nella foto qui sopra), che rischia di farlo saltare anche come presidente. Hillary non sono non lo lascia, ma alza la testa, affronta le polemiche e non si fa abbattere. Il resto della storia è un crescendo di successi fino a quello che – dicono secondo la maggior parte dei sondaggi, anche se i margini sono molto ristretti – domani, martedì 8 novembre, dovrebbe portarla a essere la donna più potente degli Stati Uniti e del mondo.

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