Caro sanità: in 11 milioni rinunciano alle cure, a rischio anziani e under 30

Un problema che riguarda soprattutto 2,4 milioni di anziani e 2,2 milioni di under 30, ma non solo. È la rinuncia alle prestazioni mediche a causa dei costi, aumentati in media di 80 euro a persona negli ultimi 24 mesi.

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Boom dei costi in 2 anni

Il dato emerge da un’indagine del Censis-Rbm Assicurazione Salute presentata a Roma al Welfare Day. Indagine che è partita da dal 2012, quando erano 9 milioni gli italiani che avevano rimandato analisi e controlli. Oggi la quota è cresciuta a 11 milioni perché, dal 2013 al 2015, i costi medi sono passati da da 485 a 569 euro a persona mentre, nel settore privato, si è registrato un incasso di 34,5 miliardi di euro (+3,2%, quasi il doppio rispetto all’incremento della spesa per i consumi delle famiglia, +1,7).

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Chi ha preferito il privato

Inoltre gli italiani che nell’ultimo anno sono ricorsi all’intramoenia (libera professione all’interno degli ospedali) sono stati 7,1 milioni. Di loro, il 66,4% lo ha fatto a causa della lunghezza delle liste d’attesa. Il 30,2%, invece, ha preferito la sanità a pagamento per questioni d’orario, potendo ricorrervi anche il pomeriggio, la sera e nei weekend.

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Sanità pubblica: “Peggiorata”

Per quanto riguarda il servizio pubblico, invece, per il 45,1% degli italiani è peggiorato. La percezione è coltivata dal 39,4% dei residenti nel Nord-Ovest, dal 35,4% nel Nord-Est, dal 49% al Centro e dal 52,8% al Sud. Solo il 13,5% pensa che sia migliorata.

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