Hillary Clinton trionfa in California e lancia un video dedicato alle donne: eccolo

Nuovo passo avanti di Hillary Cinton verso la prima nomination di una donna in 240 anni di storia Usa (sotto il video della candidata che parla delle donne in America). Con l’inattesa vittoria schiacciante che si profila in California, lo Stato più popoloso, ricco e culturalmente influente degli Usa.

La California è anche il bersaglio più importante (con i suoi 475 delegati) di questo ultimo Super-Tuesday delle presidenziali.

 

Il 60% dei voti in California, il Golden State

La Clinton ha dato una convincente dimostrazione di forza e di superiorità nel Golden State (con il 39% dei voti scrutinati guida 60,1% a 38,0%) schiantando il rivale Bernie Sanders in attesa della convention di luglio, che darà la nomination ufficiale.

Hillary ha vinto non solo in California ma anche in tre degli altri cinque Stati chiamati al voto (New Jersey, New Mexico e South Dakota) cedendo a Sanders solo il Montana e il North Dakota (caucus). Un finale di partita che non lascia adito a dubbi, tanto che già in serata il presidente Barack Obama, ormai prossimo a dare il suo endorsement al suo ex segretario di Stato, ha telefonato ad entrambi per unire ora il partito.

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Domani Obama vedrà Sanders

Domani  Obama vedrà Sanders, che però ancora ieri sera, pur ribadendo di voler impedire l’elezione di Donald Trump, ha annunciato che la sua lotta continuerà sino alle ultime primarie a Washington Dc e poi alla Convention di luglio.
Comunque un primato l’ha già conquistato: Hillary Clinton è la prima donna candidata alla Casa Bianca nella storia degli Stati Uniti d’America. Dopo Obama, un nero, toccherà a Hillary sfatare un altro tabù?

 

La notizia data dall’Associated press

La conferma arriva a sorpresa, a poche ore dall’ultimo “SuperTuesday” delle primarie democratiche. È la Associated Press a dare la notizia: l’ex first lady ha i numeri per conquistare la nomination democratica. Ha superato la fatidica soglia di 2.383 tra delegati e superdelegati che la voteranno alla convention di Filadelfia di fine luglio.

 

La candidata esulta: “Un momento senza precedenti”

“E’ un momento storico senza precedenti”, esulta la candidata che sarà la prima donna della storia degli Stati Uniti a ottenere una nomination e a partecipare alle elezioni generali, che quest’anno si svolgeranno l’8 novembre.

Alla gioia della Clinton si contrappone la delusione di Bernie Sanders, il pretendente sconfitto, che fino all’ultimo ha tentato di mettere i bastoni tra le ruote alle ambizioni dell’ex segretario di Stato.

“È spiacevole vedere come i media stiano ignorando la richiesta della commissione nazionale del partito democratico di aspettare questa estate per la conta dei superdelegati”, ha detto il portavoce del senatore.

 

I superdelegati si sono schierati con lei

A consegnare la vittoria a Hillary infatti (oltre all’ultima affermazione nel voto a Porto Rico) sono proprio i superdelegati, i dignitari del partito democratico (dai membri del Congresso ai governatori) che siedono di diritto alla convention e – a differenza dei delegati – non devono essere scelti nel corso delle primarie. Ebbene, secondo un sondaggio dell’ultima ora della Associated Press in maggioranza sosterranno la ex first lady.

Per Hillary la soddisfazione è enorme, giunta com’è all’apice di una lunga battaglia, durata quasi un decennio. Infatti 8 anni fa, di questi tempi, doveva concedere la vittoria al giovane senatore dell’Illinois Barack Obama. Uno schiaffo tremendo, che però alla fine fu incassato da Hillary che divenne il capo della diplomazia Usa nella prima fase dell’amministrazione Obama.

Nacque così un sodalizio che sarà suggellato tra qualche giorno – se non tra qualche ora – dall’endorsement che la signora Clinton riceverà dal presidente uscente.

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Tutti i democratici mobilitati ora contro la minaccia Trump

Comincia dunque una nuova fase della campagna elettorale democratica. Quella in cui tutto il partito dovrà unirsi contro il pericolo Trump. Nella speranza che Sanders non voglia a tutti i costi proseguire la sua battaglia, seppur ormai persa sul fronte dei numeri. Non a caso il senatore – qui sopra in un montaggio fotografico con Hillary – è stato contattato lo scorso fine settimana dallo stesso presidente Obama, che si appresta a scendere in campo per l’ultima campagna elettorale della sua carriera.

 

La California ultima tappa importante

Molto dipenderà dall’esito del voto in California. Se Hillary dovesse vincere anche qui, per Sanders potrebbe davvero essere arrivato il momento di sotterrare l’ascia di guerra. Come da giorni chiedono anche le ‘colombe’ della sua campagna, al contrario degli irriducibili ‘sanderistas’.

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